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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 907
POZZALLO - 04/10/2007
Politica - Pozzallo - La minoranza interviene sugli atti del consiglio

Deliberazioni "viziate"
Chiesta la revoca

Non sarebbero state firmate dal consigliere più anziano Foto Corrierediragusa.it

Dopo le accuse di pressapochismo, l’opposizione torna a farsi sentire chiedendo con una missiva al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario generale, al Sindaco Giuseppe Sulsenti (nella foto) ed all’assessorato regionale alla Famiglia ed agli Enti Locali di revocare le deliberazioni del Consiglio Comunale «viziate» nella forma.

Alcune deliberazioni, infatti, per i consiglieri comunali Giuseppe Asta de Il Timone e Marco Sudano di Pozzallo Giovane sarebbero siglate non dal consigliere più anziano, deciso secondo l’art. 6 del regolamento del Consiglio e l’art. 9 comma 4 dello Statuto del comune, ma da un consigliere che non ne avrebbe titolo a discapito.

Una revoca nell’«interesse generale dell’Ente e per evitare che nel prosieguo possa ripetersi il perpetrarsi dell’errore». A siglare gli atti dunque «erroneamente» il consigliere Francesco Viva e non Antonio Zocco di FI, risultato alle scorse amministrative il più eletto. Per Asta e Sudano l’amministrazione avrebbe deciso di seguire la linea dettata dal regolamento del Consiglio e dallo Statuto del Comune in fase di insediamento del Civico consesso, quanto Zocco appunto insediò il primo consiglio, cambiando poi in corsa il riferimento, adottando quanto definito dal Tuel o (Testo unico delle leggi sull´ordinamento degli enti locali).

Un cambio in corsa ora non più attuabile. Una protesta dunque legata ad una questione formale, tecnica insomma non di carattere politico. E lo stesso Sindaco Sulsenti avrebbe ammesso, dinanzi all’evidenza, l’errore di forma, considerandolo però «sanabile», da discutere con Zocco. Un incontro con Zocco che, per evitare ulteriori confusioni già fatte in città, visto che in tanti conteggerebbero l’anno anagrafico di nascita dei consiglieri per definire «il più anziano» con invece l’anzianità in termini di «numero di voti personali ed in aggiunta alla lista di riferimento», avrà carattere tecnico e non politico. A redimere la questione così dovranno ora essere il presidente del Consiglio, il segretario generale e Zocco, non come consigliere forzista, ma quale appunto consigliere anziano.