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POZZALLO - 13/12/2012
Politica - Il Civico Consesso di mercoledì sera ha approvato solo l’estinzione parziale di un mutuo

Nessun consigliere al posto del "decaduto" Asta

Per quanto concerne la surroga per il consigliere Asta, il presidente della Civica Assise, Gianluca Floridia, ha dichiarato di aver interpellato il consigliere che prenderà il posto di Asta in Consiglio, ovvero Domenico Giudice, primo dei non eletti nella lista del «Timone», alle scorse comunali

Nessun nuovo consigliere al posto del «decaduto» Pino Asta. Il Civico Consesso di mercoledì sera ha approvato solo l´estinzione parziale del mutuo, concesso dalla Cassa Deposito e Prestiti, nel 2005, relativo alla sistemazione del «Pantano Raganzino». La somma risparmiata si aggira sui 120 mila euro. Atto votato all´unanimità dai tredici consiglieri comunali presenti a palazzo La Pira.

Per quanto concerne la surroga per il consigliere Asta, il presidente della Civica Assise, Gianluca Floridia, ha dichiarato di aver interpellato il consigliere che prenderà il posto di Asta in Consiglio, ovvero Domenico Giudice, primo dei non eletti nella lista del «Timone», alle scorse comunali. Giudice ha inviato una missiva al presidente Floridia, dicendo di essere impossibilitato, per motivi di lavoro, ad essere presente per discutere e votare i punti all´ordine del giorno. Floridia, di contro, ha dichiarato che concorderà, insieme al consigliere subentrante, la data per la surroga del consigliere Asta.
I
ntanto, non accenna a placarsi la lite fra l´ex consigliere comunale Asta e i componenti della maggioranza, in Consiglio. "I cittadini sappiano – è scritto in una nota a firma della maggioranza consiliare – che a fronte dell’esposto ricevuto, il Consiglio Comunale pozzallese aveva l’obbligo di esaminarlo, di avviare e concludere le procedure di legge e di regolamento. I gruppi della maggioranza si compongono di persone che, per quanto giovani ed alla prima esperienza, hanno in animo solo di servire la città, senza pregiudizi, ma senza nulla concedere all’arroganza, alla protervia di chi usa solo l’invettiva come strumento di lotta politica.

I gruppi della maggioranza non temono l’esito di eventuali ricorsi perché non hanno timore della giustizia, che rispettano e rispetteranno quali siano le sue eventuali decisioni. Ancora una volta la storia dimostra che chi mette in moto la macchina del sospetto, della denunzia e del terrore, trasformando la civica assise in un’aula di tribunale, alla fine ne rimane travolto, lasciando attorno a sé una immagine desolante di tutto ciò che lo circonda".