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POZZALLO - 12/12/2012
Politica - Storia per certi versi surreale di un consigliere decaduto ed incompatibile

Il "Pino" decaduto: per IdV "delitto" politico

Un contenzioso che risale a qualche anno fa, dove la sola «colpa» del consigliere incompatibile è quella di essere sposato con una giornalista Foto Corrierediragusa.it

Fa ancora discutere la scelta della maggioranza consiliare di palazzo La Pira di votare l´esclusione dai lavori consiliari per l´incompatibilità del consigliere Pino Asta (foto), di Italia dei Valori. Lo stesso Asta, contattato telefonicamente, due giorni dopo la «sentenza» del gruppo di maggioranza, pronuncia poche parole: "Sono sicuro – dice – che mi rivedranno presto in Consiglio Comunale. Hanno preso una «cantonata» di dimensioni planetarie. Io, buttato fuori dalla Civica Assise, senza alcuna colpa. Mi hanno voluto "fare fuori", in previsione di appuntamenti importanti come, ad esempio, l´approvazione del bilancio. Mai vista tanta inesperienza, dal sindaco Ammatuna ai consiglieri di maggioranza che hanno alzato la mano contro di me, senza neanche leggere le carte".

A venire incontro al consigliere sfiduciato è stato Giovanni Iacono, portavoce in provincia di Ragusa del partito di Antonio Di Pietro. "E´ una vergogna, una sentenza, un ‘delitto’ politico – afferma Iacono – Ciò che amareggia di più e fa rabbia è che questa pagina nera per Pozzallo sia stata si scritta dall’amministrazione precedente, tra l’altro sotto inchiesta proprio per le denunce di Asta, ma sia stata portata a compimento dall’attuale maggioranza di sinistra da Sel ai socialisti. La presunta incompatibilità di Asta nasce dalla denuncia dell’ex sindaco che si è sentito offeso dalla moglie di Asta e su questo si pronuncerà la Magistratura ma proviamo a immaginare se ciò che è successo a Pozzallo si facesse nel resto del mondo. Basterebbe che i sindaci criticati, addirittura dai parenti dei consiglieri di opposizione, facessero denuncia contro gli oppositori per iniziare contestualmente la procedura di decadenza degli oppositori motivandola con un contenzioso in corso con l’amministrazione comunale e così, in un batter d’occhio, si eliminerebbe l’opposizione sgradita e si conserverebbe la solita, finta, opposizione".

Il presidente del Consiglio Comunale, Gianluca Floridia, invece, da un´altra chiave di lettura. "Spiace – dice Floridia – che Iacono, abbia espresso dei dubbi sulla posizione del presidente del Consiglio comunale di Pozzallo in merito alla vicenda dell’incompatibilità del consigliere Pino Asta (su cui il Presidente si è astenuto sia per l’incompatibilità sia per la pronuncia di decadenza). La terzietà e imparzialità della Presidenza del Consiglio impongono, in Democrazia, un ruolo di garanzia che ho, da Presidente, rispettato sin dall’inizio del mio mandato".

IL "PINO" DECADUTO
Pino Asta decaduto ed incompatibile. Il Consiglio comunale di domenica scorsa, con un solo punto all´ordine del giorno, ha decretato l´uscita «coatta» per il consigliere ex «Il Timone», in forza, ad oggi, al partito di Italia dei Valori. Dieci voti a sfavore di Asta (e un astenuto) hanno posto fine al lavoro amministrativo del commercialista pozzallese. Una decisione che in molti avevano pronosticato, nonostante lo stesso Asta abbia portato in aula la documentazione che lo avrebbe scagionato dall´accusa di incompatibilità per il ruolo di consigliere comunale.

Un contenzioso che risale a qualche anno fa, dove la sola «colpa» del consigliere incompatibile è quella di essere sposato con una giornalista, la stessa che l´Amministrazione Sulsenti additò a causa di un articolo sul randagismo e una richiesta di 500 mila euro. Conflitto d´interesse, si direbbe, in questi casi. Ma Asta non ci sta. "Il consiglio comunale – dice Asta - aveva l´obbligo di valutare il fatto che io non ho creato il conflitto, che «obtorto collo», sono stato immesso dentro il procedimento per poter creare ad arte lo stato di incompatibilità. Mai durante il corso degli anni 2009/2010/2011/2012 (giunta Sulsenti), il consiglio comunale dell´epoca, cosciente dell´errore, aveva sollevato problemi di sopravvenuta incompatibilità del sottoscritto con la carica di consigliere comunale, ai sensi della legge regionale 31/86. La causa risale all´anno 2009".

Resta ancora un mistero, per Asta, come mai sia uscito fuori dal numero dei venti consiglieri comunali, avendo spiegato a tutti i consiglieri presenti, con documenti alla mano, che lo stesso non aveva alcuna relazione con tutta la vicenda e non aveva citato in giudizio nessuno. "Ho chiesto al sindaco – dice ancora Asta - di rimuovere la causa, ma lo stesso non ha voluto procedere in tale direzione, per farmi mantenere, per propria comodità politica, lo status (presunto) di incompatibilità. Finale della storia, Giorgio Giardina, Marco Sudano, Piero Minardo, Rosa Galazzo, Ninella Azzarelli, Salvatore Duri, Carmelo Baglieri, Santino Barrera, Roberto Rosa e Crescenzio Mucia, hanno posto fine alla mia legislatura, dopo appena cinque mesi, e mi hanno cancellato ingiustamente dal consiglio comunale. Ricorrerò in sede ordinaria ed in sede amministrativa per fare ristabilire le regole della democrazia".

La replica del sindaco Luigi Ammatuna. "La lettera che ha presentato Asta – ha affermato il sindaco - serve solo a fare ulteriore confusione. La posizione dell’amministrazione comunale è quella di sempre: non possiamo scendere nel merito della questione, che appartiene ad altri organi. In questo momento, il consigliere comunale Giuseppe Asta risulta incompatibile, visto che le cause di incompatibilità, ad oggi, non sono state rimosse dallo stesso".