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Martedμ 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1381
POZZALLO - 19/11/2012
Politica - Dopo il ricorso della ditta che gestiva la raccolta dei rifiuti in città

Ricorso rifiuti: "Non siamo mafiosi"

Anche il sindaco Ammatuna replica alle accuse che gli sono piovute in queste ore. "Non so a chi alludono – dice – quando i legali della «Geo» parlano di determinate cose"
Foto CorrierediRagusa.it

"La comunità dei pozzallesi non è una comunità di mafiosi". E´ il vicesindaco ed assessore all´Ecologia, Francesco Gugliotta (da dx nella foto con il sindaco Luigi Ammatuna), a difendere a spada tratta l´amministrazione comunale. Le accuse che vogliono sindaco e giunta coinvolti nello scandalo delle «facili» assunzioni per gli operatori ecologici stagionali in seno alla «Geo Ambiente», non sono andate giù al vicesindaco.

"Si sono sempre – ha detto Gugliotta – fatte, da 15 anni a questa parte, delle assunzioni per gli stagionali, nella trasparenza che ci ha sempre contraddistinto. Rimando al mittente le accuse di coinvolgimento. Una ditta che viene accusata di tutto quello che i giornali hanno scritto e detto, e quelli con la fedina penale sporca saremmo noi? Solo qualche persona insana di mente potrebbe pensare una cosa simile".

Emergono nuovi particolari dopo la visita, giovedì scorso, del rappresentante legale della «Geo», Giovanni Pappalardo. Il legale, nel corso della riunione, secondo quanto riferito da Gugliotta, non avrebbe fatto alcun cenno al ricorso di 27 pagine presentato dalla ditta di Belpasso al Tar di Catania.

"E nonostante tutto – dice ancora Gugliotta – mi ha chiesto dei soldi, salvo poi scoprire, nel tardo pomeriggio, che la «Geo» aveva inoltrato il ricorso al Tar. Nel corso della riunione del giovedì, Pappalardo si è lamentato dell´atteggiamento poco chiaro del legale che ha spinto i netturbini a firmare per il decreto ingiuntivo. Ha parlato di deontologia messa sotto i tacchi, per l´avvocato che rappresenta i netturbini. E la deontologia di Pappalardo, il quale non ha fatto alcun cenno al ricorso, chiedendo soldi al Comune"?

Sui «social network» è iniziata la caccia alle streghe. Gugliotta ha visionato Facebook e Twitter, intravedendo anche un´azione legale contro chi diffama. "Un´autentica bolla di sapone – dice – E´ chiaro, però, come alcuni commenti letti sui social network lascino il tempo che trova. Per alcuni, sto pensando di consultare un legale perchè offendono la mia persona".

L´ultimo pensiero è per la «Geo Ambiente». "Non mi spaventano – dice Gugliotta – i toni minacciosi che ho letto sul ricorso della «Geo». Il ricorso getta fango sull´amministrazione e sui cittadini pozzallesi che hanno creduto nell´onestà del sindaco Luigi Ammatuna e che ancora ci credono. Noi abbiamo la coscienza pulita. Sono gli altri a non averla. Su tre convocazioni, appare molto strano che nessuna ditta si sia presentata per succedere alla «Geo». Non voglio insinuare nulla, ma sono sicuro che giorno 20 novembre ci sarà una nuova ditta che subentrerà alla ditta di Belpasso al fine di mettere alle spalle i tre anni nefasti che ci hanno legato alla «Geo Ambiente».

Gugliotta attende con ansia il 5 dicembre, giorno in cui ci sarà la prima udienza a Catania. Il vicesindaco si dice fiducioso che la verità verrà a galla "e daremo – conclude il vicesindaco – tutte le informazioni in nostro possesso. Noi non temiamo nulla".

GEO AMBIENTE CONTRO GIUNTA AMMATUNA
Altro giro, altra corsa. I già flebili rapporti fra Amministrazione comunale e «Geo Ambiente», la ditta di Belpasso che, recentemente, si è vista togliere l´incarico di raccolta dei rifiuti in città, pur continuando il servizio, sono giunti definitivamente al capolinea. Un ricorso di 27 pagine, difatti, è stato presentato dal legale della «Geo», Giovanni Pappalardo, presso il Tar della sezione di Catania contro il Comune di Pozzallo. Accuse precise dirette all´Amministrazione comunale guidata da Luigi Ammatuna, il quale ha riferito di voler collaborare con la giustizia al fine di chiarire i contorni della vicenda.

Un documento, quello della «Geo», dove, leggibile nelle pagine iniziali, viene descritto il rapporto economico che ha legato le due parti, dal giorno di insediamento della ditta di Belpasso in città, ai rapporti sempre burrascosi con sindaco e Giunta, fino allo scioglimento del contratto. Mancati introiti, secondo Pappalardo, che giustificherebbero i ritardi dei pagamenti salariali per i netturbini. Mancati introiti che hanno danneggiato la ditta di Belpasso per diversi mesi. Un debito cospicuo che, ad oggi, ancora sussiste e su cui, a questo punto, solo il Tar di Catania potrà mettere la parola «fine».

A pagina 10 del documento è scritto che "l´Amministrazione ha deciso di rescindere il contratto con la Geo Ambiente sulla base di una non meglio individuata informativa antimafia, presumibilmente atipica, di cui se ne sconoscono gli estremi e il contenuto, non essendo riportati nell´atto impugnato". L´Amministrazione comunale, difatti, ha sollevato parecchi dubbi sul certificato antimafia che, nel 2009, ha prodotto la «Geo». Pare vi siano state diverse incongruenze, in particolar modo di natura temporale, nella compilazione dei documenti recapitati alla Prefettura di Catania. Su questo, anche la Dia (Direzione investigativa antimafia) di Catania fece delle indagini, lo scorso gennaio, con esito negativo.

Pappalardo, altresì, sconfessa la tesi portata avanti dall´amministrazione comunale in quanto lo stesso certificato antimafia giunto a palazzo La Pira è lo stesso che altri Comuni (Locri, Siderno, Palagonia, Sortino, Fuscaldo, Borgia, tanto per citarne alcuni) hanno giudicato positivamente.

"Da cio ne deriva – è scritto nel documento – che tutte le amministrazioni hanno acquisito informative antimafia prive di efficacia interdettiva".
Ma l´accusa gravissima che la «Geo» muove contro l´amministrazione comunale lascia un segno indelebile. "Geo Ambiente – rincara Pappalardo - è stata vittima del fenomeno criminale e di atti intimidatori in occasione dell’assunzione degli operatori ecologici «stagionali», vicenda attorno alla quale si sono manifestati voraci appetiti provenienti da ogni parte con «pressioni» sull’impresa sia sul numero di gente da assumere che sui nomi".

Pappalardo si riferisce, così come descritto nel documento, all´incendio che si è verificato nella notte fra il 28 e il 29 giugno, quando, all´interno del capannone della ditta, furono dati alle fiamme alcuni automezzi "proprio in occasione – scrive Pappalardo – dell´assunzione degli operatori ecologici «stagionali». La certa matrice criminale di tale evento chiaramente riconducibile a un sistema organizzato di controllo mafioso del territorio".

Il primo confronto in aula fra i legali dell´Amministrazione comunale e della «Geo» è stato fissato per il prossimo 5 novembre. Il sindaco Luigi Ammatuna replica alle accuse che gli sono piovute in queste ore. "Non so a chi alludono – dice – quando i legali della «Geo» parlano di determinate cose. Noi porteremo in tribunale la nostra memoria di questi pochi mesi di amministrazione, con l´onestà di sempre. Altri commenti, al momento, sarebbero superflui. Cosa penso di tutta questa situazione? Non esistono più i rapporti fra «Geo» a Amministrazione comunale. Questo punto di partenza giustifica quello che sta accadendo. Non vedo l´ora che arrivi giorno 20 novembre, quando saranno aperte le buste per aggiudicare l´appalto alla nuova ditta. Una nuova pagina sarà scritta e, sicuramente, sarà molto diversa da quella che abbiamo visto negli ultimi anni".