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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 661
POZZALLO - 21/05/2012
Politica - La composizione completa del consiglio comunale dopo l’elezione del sindaco

Pozzallo apre ai giovani, il trasversalismo non funziona

I 2 Socialisti Santino Barrera e Roberto Rosa, eletti in consiglio grazie rispettivamente a 27 e 23 voti

Più forte dell´accordo Roberto Ammatuna – Raffaele Monte. Più forte di Innocenzo Leontini e Nino Minardo. Più forte di Orazio Ragusa e dell´intero gruppo dell´Udc locale. Più forte dell´accordo sottobanco con Uccio Vindigni e Cantiere Popolare. Più forte dei patti firmati dai «galantuomini» e poi cestinati. Più forte di Pino Asta e di tutti gli altri assessori designati. Più forte della larga coalizione che il deputato del Pd aveva proposto ai pozzallesi. Più forte del nervosismo palesato dal candidato a sindaco che ha perso (due denunce in Questura, l´una a distanza di 14 giorni dall´altra, ci sembrano oggettivamente una forzatura senza precedenti).

Una vittoria che ribalta l´esito del primo turno quando, per soli venticinque voti, il deputato regionale del Pd ebbe la meglio sul neo-sindaco. Una vittoria del cuore, visto che il messaggio degli elettori è inequivocabile: Pozzallo doveva cambiare pagina e l´ha cambiata. Sono stati «fatti fuori», in un colpo solo, tre deputati regionali, un parlamentare, diversi ex assessori, alcuni dei quali hanno dimorato nella stanza dei bottoni per diversi anni, sotto sigle partitiche diverse. L´aveva auspicato Nichi Vendola, quando arrivò in città, ad inizio maggio:<I politici che hanno fatto la storia di questa città – aveva detto – devono lasciare il passo a forze fresche. Le forze fresche sono i giovani che vogliono cambiare questa città >. Messaggio raccolto in pieno dai pozzallesi che hanno voluto consegnare la città ad una classe politica che governerà il paese dall´età media di circa 40 anni (escludendo ovviamente lo stesso Luigi Ammatuna, che i 40 anni li ha passati da un pezzo!).

Bocciato l´incucio Pd-Pdl che aveva fatto parlare tutta l´Italia. Bocciato ogni tipo di accordo. Non ultimo quello che i più attenti osservatori della politica locale hanno fatto notare: l´accordo fra Roberto Ammatuna e Cantiere Popolare dell´ex assessore Uccio Vindigni. Uno degli ultimi ad aver abbandonato la nave dell´Mpa, con il timoniere Peppe Sulsenti. Patto stipulato non alla luce del sole, ma vociferato sottovoce, visti i non buoni rapporti esistenti fra l´ex assessore comunale ai Lavori Pubblici e l´ex sindaco di Pozzallo. A quanto pare non più litiganti, ma fautori di un processo politico comune.

A benedire l´accordo, l´ex presidente della Regione Sicilia, Peppe Drago. Via Peppe Drago, dunque, ma via anche Nino Minardo, Innocenzo Leontini e Orazio Ragusa, gente che a Pozzallo sarebbe giunta per ridisegnare lo scacchiere politico (e relative deleghe assessoriali). La gente ha, però, percepito il cambiamento e lo ha votato. La «primavera pozzallese» è sfociata in un cambiamento radicale.

Ma lo strano caso riguarda proprio Roberto Ammatuna. La sensazione percepita in città era la seguente: più alleati Roberto Ammatuna trascinava con sé all´interno della sua coalizione, più crescevano i consensi attorno a Luigi Ammatuna. La paura di un governo affidato a troppe teste pensanti o, nella peggiore delle ipotesi, di tornare nuovamente alle urne in tempi brevi, ha fatto pendere l´ago della bilancia verso la coalizione di Luigi Ammatuna, il quale ha resistito al canto delle sirene di altri candidati che si sono proposti dopo il primo turno, e ha fatto prevalere il cuore alla ragione, preferendo l´astensione all´apparentamento, la scelta convinta dei propri candidati al mercato della compravendita politica, tutti fattori che gli elettori hanno percepito in maniera chiara. Facendolo primeggiare sull´avversario.

Ecco, dunque, i consiglieri comunali che siederanno a palazzo La Pira:
Salvatore Toscano (Mpa), Francesco Ammatuna (Pd), Fabio Aprile e Roberto Iozzia (Roberto Ammatuna sindaco), Antonio Zocco Pisana (Città Comune), Vincenzo Asta (Cantiere Popolare). Pino Asta (Il timone); Ignazio Ruffino (Il Popolo Moderato – verso il Ppe), Francesco Gugliotta, Ninella Azzarelli, Crescenzio Mucia, Santino Barrera, Roberto Rosa (Psi); Gianluca Floridia, Giovanni Colombo, Alessandro Maiolino, Rosa Galazzo (SeL); Marco Sudano, Giorgio Giardina, Piero Minardo (Pozzallo Giovane).

Singolare il caso per i due Socialisti Santino Barrera e Roberto Rosa, i quali riescono a sedere fra i banchi di palazzo La Pira grazie rispettivamente a 27 e 23 voti, il «minimo indispensabile» se si pensa che vi sono stati candidati con più di 200 voti che non ce l´hanno fatta.