Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 450
PALERMO - 22/07/2010
Politica - Palermo: la sentenza in appello della sezione giurisdizionale della Corte dei conti

Peppe Drago dovrà restituire 123 mila dei fondi riservati

E’ questa la somma che Drago nella sua qualità di presidente della Regione nel 1998 utilizzò senza rendicontare le spese effettuate

Peppe Drago deve restituire allo Stato 123 mila euro. La sezione giurisdizionale della Corte dei conti di Palermo ha infatti emesso la sentenza sulla base della quale il parlamentare Udc è stato condannato a restituire alla Regione Sicilia l’equivalente di 268 milioni delle vecchie lire; è questa infatti la somma che Giuseppe Drago nella sua qualità di presidente della Regione, era il 1998, utilizzò senza rendicontare le spese effettuate ed azzerando di fatto il capitolo speciale attribuito al presidente della Regione per spese di rappresentanza.

Peppe Drago è stato già condannato in modo definitivo per questa vicenda a tre anni ed ha avuto anche l’interdizione dai pubblici uffici fino alla fine del 2012. La sentenza emessa in appello dalla Corte dei Conti riguarda l’aspetto più tecnicamente economico della storia e riporta al centro dell’attenzione la vicenda del parlamentare Udc il cui caso è in corso di esame presso la giunta delle elezioni della Camera che, pur essendosi riunita otto volte dal 10 marzo ad oggi, non ha ancora preso la sua decisione sul mantenimento dello status di parlamentare per Drago visto che l’interdizione dai pubblici uffici impone la decadenza dalla carica per «sopravvenuta ineleggibilità».

Peppe Drago tuttavia ha contestato questa interpretazione perché l’interdizione dai pubblici uffici è temporanea ed ha fatto ricorso anche alla corte di giustizia europea. In attesa di decidere se il parlamentare modicano potrà mantenere il suo seggio a Montecitorio la Corte dei conti regionale intanto vuole indietro i soldi del fondo riservato di cui Peppe Drago non ha saputo fornire il rendiconto.