Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 808
PALERMO - 22/05/2010
Politica - Palermo: gazebo in 500 piazze per sostenere il leader Mpa

Raffaele Lombardo alla ricerca di un governo istituzionale

Il presidente della Regione pensa anche ad una ipotesi di governo tecnico per superare la crisi politica
Foto CorrierediRagusa.it

Raffaele Lombardo (nella foto) pensa al governo tecnico, a quello istituzionale ed intanto si appella ai siciliani.

Il presidente della Regione lancia la sua offensiva con i suoi luogotenenti in 500 piazze di altrettante città siciliane dove Mpa allestirà i gazebo per la raccolta di firme a suo sostegno; un documento che intende appoggiare l’azione di Lombardo che si sente attaccato da quelle che sono definite forze contrarie allo sviluppo della Sicilia, «oggetto di accuse infamanti in un clima di tensione e di intimidazione» si legge testualmente. Un appello che sarà inviato al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per tutelare gli elettori siciliani che hanno voluto Lombardo alla guida dell’isola.

Raffaele Lombardo tuttavia non gioca la sua partita solo sul piano dell’immagine e della legittimità a governare ma anche su quello strettamente politico. Il presidente pensa infatti ad un governo tecnico per superare le difficoltà della politica e delle alleanze. Lombardo come Stancanelli insomma, il sindaco di Catania che nel giro di 24 ore ha cambiato il volto della sua giunta. Lombardo tra l’altro sarebbe quasi a metà strada visto che quattro dei suoi assessori sono già dei tecnici a cominciare dall’assessore alla sanità. Tutto è in divenire dunque ed i movimenti all’interno del Pdl potrebbero spingere Lombardo ad accelerare i tempi della giunta tecnica.

Nel Pdl Sicilia infatti ci sono già le prime crepe visto che Giovanni Cristaudo, Giuseppe Nicotra e Guglielmo Scammacca, tutti catanesi, hanno attaccato la leadership di Gianfranco Miccichè che molti danno ormai sulla via di Damasco, ovvero pronto a rientrare nei ranghi di un Pdl compattato da Silvio Berlusconi che ha detto a chiare lettere ai suoi di eliminare subito l’anomalia siciliana del partito. Se il Pdl si ricompatta Lombardo perderebbe dunque l’appoggio del maggiore alleato e dovrebbe fare i conti con i numeri ed ecco allora che il vulcanico Raffaele ha in serbo l’asso nella manica.

I suoi più stretti collaboratori infatti parlano in prima battuta del governo tecnico, ma se questo no fosse più possibile l’ipotesi è quella di un governo istituzionale a tempo ed aperto agli esponenti più rappresentativi di tutti i partiti; ipotesi che l’Udc sostiene e sulla quale anche il Pd non sarebbe negativo. La politica siciliana non finisce dunque di riservare sorprese, un vero e proprio laboratorio con un presidente che non intende mollare ed anzi attacca su tutti i fronti per evitare di farsi travolgere.