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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 726
PALERMO - 07/11/2017
Politica - Il nuovo governatore: "La formazione del governo è compito mio"

Nello Musumeci ha vinto ed ha la maggioranza

Penalizzato il M5S Foto Corrierediragusa.it

Nello Musumeci (foto) ha vinto le Regionali 2017 e ha anche la maggioranza. La conclusione della scrutinio delle 5.300 sezioni ha dato il 36mo parlamentare al centro destra. Musumeci potrà quindi governare con una sua maggioranza solida, senza dovere ricorrere ad «aiutini» vari. Il seggio in più è scattato a Palermo, con l’attribuzione ai Popolari ed autonomisti e in danno del M5S. E’ una buona notizia per il presidente Musumeci che ha già messo subito le cose in chiaro sui criteri per la nomina degli assessori: «La formazione del governo sarà mio compito – ha detto - dopo avere certamente parlato con le forze della coalizione. Sceglierò persone al di sopra di ogni sospetto, pulite e competenti; e marceremo con un unico passo: è finito il tempo della ricreazione».

La geografia dell’Ars è cambiata radicalmente perché vede il M5S con il gruppo più consistente nonostante all’opposizione; ben 20 parlamentari guidati da Giancarlo Cancelleri, a seguire c’è Forza Italia e quindi il Pd. Tra le liste a supporto del presidente spicca l’affermazione dei Popolari ed autonomisti di cuffariani e lombardiani della prima ora. Tra questi il rosolinese Pippo Gennuso, Roberto Lagalla, Totò Cordaro, tutti vecchi nomi dello scenario politico siciliano. Sorprende anche la pattuglia dei 4 Salviniani che assicurano una presenza inedita all’Ars ai leghisti, seppur in compartecipazione con I fratelli d’Italia della Meloni. Grande assenti sono gli alfaniani che hanno scontato la scelta di restare a sinistra. La pattuglia di 4 deputati uscenti è stata azzerata e per il leader di Ap, siciliano di Agrigento, sarà una sconfitta difficile da digerire anche in vista delle elezioni nazionali.

La nuova Ars vede dunque Forza Italia con 14 parlamentari (12 con la quota proporzionale, due con il listino), sei per DiventeràBellissima (Musumeci, Giusy Savarino con il listino e quattro con il proporzionale), sei per i Popolari e autonomisti (cinque con il proporzionale e Giovanni Di Mauro con il listino) e sei Udc (cinque con il proporzionale e Mimmo Turano con il listino), 4 per Lega-Noi con Salvini (tre col proporzionale ed Elvira Amata col listino). All´opposizione M5S con 20 seggi (con Giancarlo Cancelleri, migliore sconfitto), Pd con 11, Sicilia futura 2 e Cento Passi con Claudio Fava.

Gli eletti per Forza Italia sono Giuseppe Milazzo, Gianfranco Micciché, Marianna Caronia, Riccardo Savona, Riccardo Gallo Afflitto, Giuseppe Federico, Alfio Papale, Marco Falcone, Luigi Genovese, Tommaso Calderone, Orazio Ragusa, Rossana Cannata e Stefano Pellegrino.

DiventeràBellissima: Nello Musumeci, Giusy Savarino, Alessandro Aricò, Giuseppe Zitelli, Giorgio Assenza e Giuseppe Galluzzo.

Popolari e autonomisti: Giovanni Di Mauro, Roberto Lagalla e Totò Cordaro, Carmelo Pullara, Giuseppe Compagnone e Pippo Gennuso.

Udc: Mimmo Turano, Vincenzo Figuccia, Margherita La Rocca Ruvolo, Giovanni Bulla, Cateno De Luca ed Eleonora Lo Curto.

Lega-Noi con Salvini: Elvira Amata, Tony Rizzotto, Carmelo Nicotra e Antonio Catalfamo.

All´opposizione per M5S Giancarlo Cancelleri, Giampiero Trizzino, Salvatore Siragusa, Luigi Sunseri, Roberta Schillaci, Angela Foti, Gianina Ciancio, Gaetano Nicolosi, Cristiano Anastasi, Matteo Mangiacavallo, Giovanni Di Caro, Nunzio Di Paola, Elena Pagana, Valentina Zafarana, Antonino De Luca, Stefania Campo, Stefano Zito, Giorgio Pasqua, Sergio Tancredi, Valentina Palmeri.

Pd: Giuseppe Lupo, Antonello Cracolici, Luca Sammartino, Anthony Barbagallo, Michele Catanzaro, Giuseppe Arancio, Luisa Lantieri, Francesco De Domenico, Nello Dipasquale, Giovanni Cafeo e Baldo Gucciardi.

Sicilia futura: Edy Tamajo e Nicola D´Agostino.

Cento passi: Claudio Fava.

NELLO MUSUMECI, IL PRESIDENTE DI TUTTI I SICILIANI
Nello Musumeci è il nuovo Presidente della Regione. Succede a Rosario Crocetta ed è il quinto presidente da quando si è passati all’elezione diretta. Due volte Totò Cuffaro, poi Raffaele Lombardo e quindi Crocetta sono stati i predecessori dell’ex europarlamentare ed ex presidente della provincia catanese. Musumeci ha vinto con il 39.8% dei voti, Giancarlo Cancelleri si è fermato 34.7%, Fabrizio Micari al 18.5, Claudio Fava al 6.2 e buon ultimo Roberto la Rosa allo 0.7%. E’ stata una elezione quasi annunciata visto che il Centro destra si è presentato compatto ritrovando l’unità sotto l’egida di Silvio Berlusconi e la regia di Gianfranco Miccichè. Nel Centro destra non si è registrato il voto disgiunto come è successo per esempio nel Centro sinistra, visto che lo scarto tra le sue preferenze e quello delle singole liste è stato fisiologico. Nonostante la sconfitta il M5S è andato bene con il suo quasi 35 per cento dei voti.

Ha più che raddoppiato i consensi di 5 anni ma resta il rammarico di non avercela fatta e Giancarlo Cancelleri tornerà a fare opposizione La delusione è venuta dal centro sinistra con Fabrizio Micari tirato nella competizione elettorale quasi in extremis, con scarsa riconoscibilità e con un partito lacerato sia all’interno sia alla sua sinistra con il cuneo di Claudio Fava che ha indebolito tutto il fronte progressista. Nella nuova Ars saranno presenti otto partiti sulla base dei dati ufficiali quasi al completo: in ordine di consensi M5S, Forza Italia, Pd, Idea Sicilia, Udc, Diventerà Bellissima, Sicilia Futura, Cento Pssi e Alleanza per la Sicilia (Fratelli d’Italia e Noi con Salvini).

Le previsioni della vigilia sono state praticamente confermate e Musumeci dovrà ora essere bravo a gestire gli equilibri all’interno della sua composita coalizione. Il suo discorso di ringraziamento agli elettori a Catania dopo avere avuto la certezza della vittoria è stato di pacificazione, di riscatto di redenzione. Musumeci ha fatto anche ricorso ad un’immagine letteraria verghiana: «No alla Sicilia dei vinti, no ad un’isola da raccontare ma da vivere. La Sicilia è redimibile, ce la può fare, ce la deve fare. Ho inseguito un sogno dall’autunno del 2014 per dare un futuro a tutti i siciliani. Oggi sono tra il sorriso e il pianto e sento il dovere di restituire credibilità e autorevolezza all’istituto regionale.

Mi attende una stagione difficile e chiedo l’aiuto della mia coalizione ma anche di chi starà all’opposizione». Un discorso che è stato salutato da un lungo applauso soprattutto quando nello Musumeci ha toccato il tasto degli affetti familiari da salvaguardare, facendo riferimento specifico ai suoi tre figli ed ai figli di tutti i siciliani che attendono un futuro migliore.