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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 462
PALERMO - 06/11/2017
Politica - Particolarmente intenso il discorso del neo governatore

Nello Musumeci è il nuovo presidente della Regione Siciliana. Giancarlo Cancelleri si è fermato al 34.7% e va all´Ars

Dopo il lungo testa a testa con il grillino che ha ottenuto comunque un buon risutato Foto Corrierediragusa.it

Nello Musumeci (foto) è il nuovo Presidente della Regione. Succede a Rosario Crocetta ed è il quinto presidente da quando si è passati all’elezione diretta. Due volte Totò Cuffaro, poi Raffaele Lombardo e quindi Crocetta sono stati i predecessori dell’ex europarlamentare ed ex presidente della provincia catanese. Musumeci ha vinto con il 39.8% dei voti, Giancarlo Cancelleri si è fermato 34.7%, Fabrizio Micari al 18.5, Claudio Fava al 6.2 e buon ultimo Roberto la Rosa allo 0.7%. E’ stata una elezione quasi annunciata visto che il Centro destra si è presentato compatto ritrovando l’unità sotto l’egida di Silvio Berlusconi e la regia di Gianfranco Miccichè. Nel Centro destra non si è registrato il voto disgiunto come è successo per esempio nel Centro sinistra, visto che lo scarto tra le sue preferenze e quello delle singole liste è stato fisiologico. Nonostante la sconfitta il M5S è andato bene con il suo quasi 35 per cento dei voti.

Ha più che raddoppiato i consensi di 5 anni ma resta il rammarico di non avercela fatta e Giancarlo Cancelleri tornerà a fare opposizione La delusione è venuta dal centro sinistra con Fabrizio Micari tirato nella competizione elettorale quasi in extremis, con scarsa riconoscibilità e con un partito lacerato sia all’interno sia alla sua sinistra con il cuneo di Claudio Fava che ha indebolito tutto il fronte progressista. Nella nuova Ars saranno presenti otto partiti sulla base dei dati ufficiali quasi al completo: in ordine di consensi M5S, Forza Italia, Pd, Idea Sicilia, Udc, Diventerà Bellissima, Sicilia Futura, Cento Pssi e Alleanza per la Sicilia (Fratelli d’Italia e Noi con Salvini).

Le previsioni della vigilia sono state praticamente confermate e Musumeci dovrà ora essere bravo a gestire gli equilibri all’interno della sua composita coalizione. Il suo discorso di ringraziamento agli elettori a Catania dopo avere avuto la certezza della vittoria è stato di pacificazione, di riscatto di redenzione. Musumeci ha fatto anche ricorso ad un’immagine letteraria verghiana: «No alla Sicilia dei vinti, no ad un’isola da raccontare ma da vivere. La Sicilia è redimibile, ce la può fare, ce la deve fare. Ho inseguito un sogno dall’autunno del 2014 per dare un futuro a tutti i siciliani. Oggi sono tra il sorriso e il pianto e sento il dovere di restituire credibilità e autorevolezza all’istituto regionale.

Mi attende una stagione difficile e chiedo l’aiuto della mia coalizione ma anche di chi starà all’opposizione». Un discorso che è stato salutato da un lungo applauso soprattutto quando nello Musumeci ha toccato il tasto degli affetti familiari da salvaguardare, facendo riferimento specifico ai suoi tre figli ed ai figli di tutti i siciliani che attendono un futuro migliore.