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Mercoledì 20 Settembre 2017 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 990
PALERMO - 12/09/2017
Politica - Ci si avvicina a grandi passi alla fatidica data del 5 novembre per le Regionali

Cancelleri "congelato" dai giudici

Si comincia a ragionare su assessori e liste Foto Corrierediragusa.it

Partiti in corsa per le Regionali del 5 novembre, ma le grane non mancano. In casa M5S è arrivata come un fulmine a ciel sereno la sospensione delle Regionarie da parte del Tribunale di Palermo che ha accolto in via cautelare il ricorso di Mauro Giulivi, che era stato escluso per la candidatura a Presidente della Regione per non aver firmato il codice di comportamento grillino. I vertici del movimento, con Giancarlo Cancelleri e Luigi Di Maio non hanno fatto una piega: «Andiamo avanti». La campagna elettorale del M5S ha anzi subito un’accelerazione con la designazione del primo assessore. E’ Federica Argentati, agronomo, 52 anni, nissena, presidente del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia ed avrà la delega all’Agricoltura.

Dopo la definizione dei candidati a presidente della Regione si comincia a ragionare su assessori e liste ed i segnali che arrivano sono tutti all’insegna del «movimentismo». I più irrequieti sono quelli dei partiti piccoli che rischiano di essere cancellati ed ecco allora che si cerca di trovare posto nelle coalizioni ritenute vincenti. E’ il caso di Ap (Alternativa Popolare), il movimento di Angelino Alfano che ha visto già molti cambiare casacca. Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars, 13 mila voti alle ultime elezioni, Piero Alongi, Nino Germanà, Giovani Lo Sciuto sono in fuga e la loro dotazione di voti si oscilla da sola al 2 per cento. Una vera emorragia per Ap anche perchè la scelta di sostenere Fabrizio Micari ha dilaniato il movimento nonostante Alfano abbia siglato con Matteo Renzi proprio a Taormina l’accordo che prevede Giovanni La Via in ticket con il rettore dell’Università di Palermo.

Nel centro destra Nello Musumeci ha dettato già le sue regole perché vuole preludere la candidatura a inquisiti e parlamentari e candidati che abbiano contenziosi con la giustizia. Una linea che ha già sollevato molti malumori e ritenuta troppo rigida ma le liste nonostante tutto crescono. Saranno almeno cinque e forse arriveranno a sette con «Diventerà Bellissima», Forza Italia, Udc, Cantiere Popolare, Idea Sicilia di Roberto Lagalla, il movimento di Gaetano Armao ed un’area che fa riferimento all’area sovranista di Meloni e Salvini.

La verità è che venti posti in meno all’Ars fanno paura ed hanno innescato dinamiche incontrollabili o quasi perché gli uscenti sono tutti, o quasi, alla ricerca di una lista e soprattutto di una coalizione vincente. L’ultimo sondaggio dà Nello Musumeci in vantaggio su Giancarlo Cancelleri, 35 e 32 per cento rispettivamente, con Micari al 24 ma in risalita. Il candidato del Centro sinistra ha un divario di notorietà da scontare e un ritardo nell’avvio della campagna elettorale. Renzi a Ragusa ha detto che recupererà alla grande grazie anche all’uso della rete ma la distanza è ancora netta e l’esperienza del governo Crocetta non lo aiuta. Buon ultimo Claudio Fava di Sinistra Italiana e Mdp che non va oltre il 3 per cento ma la sua candidatura è arrivata solo pochi giorni fa.

Nella foto Giancarlo Cancelleri con Grillo