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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 391
PALERMO - 05/07/2015
Politica - Sancito lo strappo tra il partito e il governatore

Il Pd stacca la spina a Crocetta: dimissioni?

Il presidente della Regione non ha escluso l’ipotesi di lasciare Foto Corrierediragusa.it

Il Pd dà un mese di tempo a Rosario Crocetta (foto) ma sullo sfondo ci sono le elezioni anticipate. La data che già circola nei corridoi di palazzo dei Normanni è quella di primavera. La direzione regionale del Pd ha sancito lo strappo tra il presidente della Regione e il partito che lo sostiene e la relazione del segretario Fausto Raciti è stata impietosa pur lasciando aperto un varco, come ha riassunto bene l´ex Segretario Giuseppe Lupo: "La Direzione ha dato mandato al segretario Raciti di verificare assieme alla coalizione e al presidente Crocetta se, come penso, ci sono le condizioni per una fase nuova di rilancio del programma per lo sviluppo e le riforme. Sia l’Assemblea del Pd a valutare e decidere se e come proseguire questa esperienza di governo". L´ Assemblea si terrà entro luglio ma il destino del presidente sembra ormai segnato tanto che lo stesso Crocetta non ha avuto esitazioni nel dire: "Sono disposto ad assumermi tutte le mie responsabilità se il partito me lo chiede. Io ho ereditato una Regione con sei miliardi di deficit. Se il partito me lo chiede, mi dimetto".

Il segretario da parte sua nel corso della relazione si è rivolto direttamente al presidente Crocetta: "Devi indicare se c´è una prospettiva e indicare se c´è un modello nuovo di Governo in questa Regione. Non è un problema tattico, ma vogliamo capire se c´è una risposta alla crisi che le dimissioni di tre assessori hanno aperto e capire se c´è un modello nuovo. Io il fango in politica non lo uso ma la questione politica attende una risposta come i lavoratori delle province, solo un esempio delle emergenze che abbiamo di fronte". Raciti è andato anche oltre affondando il coltello. "E´ entrato in crisi non solo il governo, ma il patto su cui si reggeva. Il Pd deve pensare a una fase nuova e di certo la Giunta Crocetta non può essere lo strumento per perdere consensi. Oggi tutti gli scenari sono aperti". Il Pd si prepara dunque al peggio mentre la situazione è gravissima con problemi irrisolti come rifiuti, lavoratori ex province e un debito di otto miliardi come certificato dalla Corte dei conti. Il terreno si sfalda sotto i piedi di Crocetta che sembra ormai sempre più isolato.

L´ala più durra del Pd è pronta a staccare la spina a Crocetta e l´assemblea di fine luglio appare già come un rito dagli esiti scontati anche se ci sono da verificare le reazioni degli alleati. L´unico vantaggio per la sopravvivenza del governo è la nuova legge elettorale che porterà, se ci saranno le elezioni anticipate a primavera, i deputati da 90 a 70. Una prospettiva che inquieta molti degli attuali inquilini dell´Ars perchè la loro carriera politica non avrebbe prospettive. Il sottosegretario alla P.I del governo renzi, Davide Faraone, ha chiuso con un quadro disarmante: "Mentre io facevo la spola fra Camera e Senato parlando con tutti, con Renzi, Delrio, Guerini, mentre lavoravo per risolvere il problema dei 300 milioni della legge di Stabilità, il presidente della Regione sparava a zero sul Governo Renzi.

Noi abbiamo il dovere di capire se questa esperienza Governo può andare avanti se non ci sono le condizioni si discute con il partito nazionale, si incontrano gli alleati di centro sinistra con cui costruire l´alleanza di Governo per questa terra e si decide cosa fare".