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PALERMO - 26/09/2013
Politica - Crisi di fatto all’Ars dopo il ritiro della fiducia da parte del Pd al governo

Il Pd non fa sconti a Crocetta ma solo Bianchi si dimette

Il presidente cerca di mediare: "Spero che ci sia stabilità, perché nell’instabilità non si va avanti"

L´assessore regionale all´Economia Luca Bianchi ha deciso di dimettersi "rimettendo nelle mani del presidente Crocetta e del Partito democratico - annuncia in un comunicato - il mio incarico, con l´auspicio che la politica ritrovi le condizioni per rilanciare, in un clima condiviso di responsabilità e in una rinnovata armonia con la maggioranza voluta dai cittadini siciliani alle ultime elezioni, l´opera di moralizzazione, risanamento e rilancio dello sviluppo della Sicilia".

Bianchi e´ così l´unico dei quattro assessori in quota Pd ad abbandonare la giunta di Rosario Crocetta dopo la rottura tra i democratici e il governatore. Al segretario regionale, Lupo, però non basta: «Gli assessori devono dimettersi tutti». Anche perchè il Pd non considera più suoi rappresentanti quelli che restano in giunta, dunque riterrebbe ridimensionata la sua rappresentanza da 4 a 2 anche se sostituisse Bianchi e Bartolotta.

Ma Lupo va oltre e allarga il fronte di scontro con Crocetta: «Non basterebbero due dimissioni per ricucire il rapporto. Ora il problema è più complesso. Crocetta chiarisca qual è il suo rapporto con il Pd. C’è un problema politico col Megafono. Dispiace la rottura col presidente, ma lui fino a ora si è occupato più del suo partito che di governare. Noi vorremmo governare con lui ma così non si può".

«Reputo che oggi sia sbagliato chiedere a Bianchi di lasciare il suo posto alla vigilia del bilancio per me deve rimanere, ma se la decisione è questa non lo legherò alla poltrona. Io mi auguro che restino tutti, non ho mai posto un problema politico attorno al loro operato. Spero che ci sia stabilità, perché nell’instabilità non si va avanti. Questi assessori erano stati concordati con il Pd, se c’erano delle riserve dovevano essere espresse sin dall’inizio, se adesso si vuole cambiarli dopo nove mesi di lavoro, bisogna farlo sulle verifiche del lavoro svolto»

La crisi tra Pd e presidente Crocetta
Per il Pd siciliano la pratica e´ chiusa. "C´e´ perfetta sintonia tra Pd nazionale e quello siciliano sulla scelta di ritirare l´appoggio al governo Crocetta. Nessuno deve ratificare alcunche´", ribadisce il segretario Giuseppe Lupo. Secondo il governatore, però, tornato da Roma con modesti risultati, non essendo riuscito a incontrare i vertici democratici, nulla è scontato. Crocetta spiega che, se è vero che non è riuscito a vedere Guglielmo Epifani, "è vero pure che ho parlato con lui al telefono. Mi ha rassicurato sul fatto che il caso siciliano ha una valenza nazionale e che intende occuparsene in prima persona, attivando un tavolo con il partito nazionale e siciliano e con l´esecutivo". E se la pax non fosse possibile? Resta la strada delle ´intese larghe´. "Non mi farò logorare", assicura ai suoi. Il presidente si dice ottimista circa la possibilità di ricucire e lascia aperta la porta al dialogo. Persone a lui vicine, però, spiegano che è anche preoccupato. Un brutto segnale è ritenuto, ad esempio, il siluro lanciato dal Pd in occasione del varo all´Ars della legge sull´Irsap, l´istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, e che ha demolito le modalità di costituzione della governance in forza delle quali il presidente era riuscito a mettere al vertice un fedelissimo. Ma colpi simili i democratici si apprestano ad assestarli su altri provvedimenti che stanno al cuore all´inquilino di palazzo d´Orleans: l´istituzione delle città metropolitane, il sistema dei rifiuti e forse anche il piano dei consorzi dei Comuni da approvare entro l´anno.

Tasselli del puzzle crocettiano che, in assenza di novità, sono destinati a saltare, non resistendo alla guerra aperta tra il Pd e il presidente della Regione. Sebbene qualcuno che gli è molto vicino giura che non sia disposto a farsi logorare. Così continuerebbe serrato il dialogo sotto traccia con gli autonomisti e porzioni del centrodestra per nulla intenzionati a far saltare governo e legislatura e che potrebbero puntellare una nuova maggioranza fondata su una sorta di ´patto istituzionale´, di ´intese allargate´ che vedrebbero coinvolti anche pezzi del Pd, dai renziani a settori del correntone Nuovo corso rappresentato in giunta da Mariella Lo Bello, la prima a escludere con decisione le proprie dimissioni dalla giunta.


28/09/2013 | 0.01.12
cento49

mi spiace che l´assessore Bianchi si sia dimesso: una persona capace in meno !! Folle mi sembra l´insistenza del segretario Lupo di fare dimettere gli altri assessori: io spero che NON LO FACCIANO e continuino il loro lavoro con Crocetta!! Ma lo vuole capire Lupo e la Direz.reg.le del PD che gli iscritti hanno altri problemi (non quello delle poltrone per l´uno o per l´altro deputato)? I problemi che assillano i siciliani sono la disoccupazione, la mancanza di previsioni di sviiluppo, la crisi agricola e la concorrenza degli altri Stati (a proposito, chi dei rappresentanti italiani ha votato a favore della ratifica del trattato Italia-Marocco: fatecelo sapere, così li premiamo a pesci in faccia), il mancato pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione (scandalosa !!). E lo vogliono capire nel PD che nel centro destra invece non si dimettono nemmeno qundo sono trovati con "la pistola fumante". E vogliamo continuare a favorire il centro destra ?? Ricorrente istinto suicida ?? Spero nella riflessione e spero nel cambio della dirigenza regionale, invero.