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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1449
PALERMO - 27/03/2013
Politica - Si diffonde il malumore per la limitazione della concessione della cassa integrazione

Cig in deroga, Assenza sostiene la protesta

Il parlamentare ha presentato un’interrogazione e i lavoratori hanno ottenuto un incontro alla Presidenza della Regione
Foto CorrierediRagusa.it

La protesta degli esclusi dalla Cassa integrazione in deroga produce effetti positivi. E il parlamentare comisano Giorgio Assenza (foto), che da subito sostenne la protesta dei lavoratori esclusi, ha ben motivo di esprimere soddisfazione. E’ stata avallata la sua iniziativa parlamentare. I lavoratori hanno ottenuto un incontro alla Presidenza della Regione. «I centri per l’impiego territoriali- denunciò Giorgio Assenza- hanno sospeso la cassa integrazione nei casi in cui sussistono accordi precedentemente sottoscritti e in vigore alla data di applicazione del contratto quadro stipulato il 12 febbraio scorso tra governo siciliano, sindacati e confindustria per la cassa integrazione in deroga. Risultati sono l’immobilizzazione di tutto il servizio e gravi disagi per ditte e lavoratori».

Il parlamentare chiede che la Regione intervenga per far applicare il nuovo regolamento a partire dal giorno successivo alla firma dello stesso, cioè il 13 febbraio; in caso contrario, mancherebbe la salvaguardia totale degli accordi precedenti, quindi per migliaia di lavoratori interessati.

Assenza – ricordando che l’accordo porta in dote 70 milioni di euro e che per l’anno in corso la proroga della prima concessione fruita al 31 dicembre potrà essere concessa esclusivamente alle aziende con sospensione a zero ore, con un piano di gestione degli esuberi e una previsione di riduzione del bacino di almeno il 30% – deposita, quindi, un’interrogazione che vuole risposta urgente, reclamando un immediato intervento per l’erogazione dovuta degli ammortizzatori sociali in deroga dell’anno in corso e, per il futuro, chiede chiarezza nelle regole di applicazione nonché automatismi virtuosi, così da non portare in sofferenza né imprese né lavoratori».