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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1253
PALERMO - 20/03/2013
Politica - Soddisfatto il presidente della Regione Crocetta: "E’ il Modello Sicilia"

Ars: cancellate le 9 province siciliane

La norma approvata dall’Assemblea è passata con 53 voti, 28 contrari ed un’astensione Foto Corrierediragusa.it

L´Assemblea regionale ha cancellato le nove Province. La norma approvata dall’Assemblea, passata con 53 voti, 28 contrari ed un’astensione prevede il ritorno ai liberi consorzi comunali in sostituzione degli attuali enti. Salta il turno elettorale provinciale di fine maggio ed in tutti gli enti arriveranno i commissari. Non a Ragusa, naturalmente dove è da un anno insediato Giovanni Scarso. L’assemblea regionale avrà tempo fino al 31 dicembre per varare una nuova legge, otto mesi di tempo per scrivere la riforma nel dettaglio.

Il testo approvato prevede dunque l’abolizione delle nove province regionali, che ogni anno costano circa 700 milioni di euro, e la costituzione di liberi consorzi di Comuni che diventeranno enti di secondo livello sotto il profilo elettivo, con competenze anche su rifiuti ed edilizia sociale. Nel ddl anche la previsione del reddito minimo di solidarietà per le famiglie, da finanziare con una parte dei risparmi derivanti dalla soppressione degli enti intermedi. Il disegno di legge sarà trasmesso alla commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana per essere approvato entro la fine del mese.

Per il presidente Rosario Crocetta si tratta di una riforma storica: «E’la prima tappa di una rivoluzione importante che riguarda la Sicilia. Ha vinto il ´modello Sicilia. E´ la prima regione che riesce a farlo". Crocetta ha voluto ringraziare il Presidente dell´Ars, Giovanni Ardizzone (Udc) che "ha svolto ruolo irreprensibile e corretto, che ha fatto un uso severo delle regole".


21/03/2013 | 7.01.20
Guido

caro Alessandro, prima di criticare vai a leggerti la norma in dettaglio, troverai le risposte ai tuoi dubbi. A proposito. Gli eletti dai sindaci andranno nei consorzi, gratis; le strade passeranno di competenza delle regioni; le scuole superiori ai comuni. I dipendenti, è ovvio che non andranno a casa, ma saranno distribuiti tra i consorzi. Non era li che si pensava di. risparmiare. Finiamola di pensare ai tagli sui dipendenti. Se tagli devono esserci questi vanno cercati nel costo della politica, che naturalmente non è solo nelle Province ma anche nelle ASP, consorzi Universitari, negli stipendi dei politici, nell´eliminazione dei rimborsi elettorali, e via dicendo. Ce n´è di tagli da fare!!


Non si risparmia
20/03/2013 | 13.31.27
alessandro

Da 9 provincie ci ritroveremo 11 consorzi, più 3 aree metropolitane, controllati dai nominati delle segreterie dei partiti(in pratica i trombati e gli amici degli amici), risparmi su che cosa? visto che i dipendenti saranno assorbiti dai i nuovi consorzi, e forse si dovranno fare delle nuove assunzioni, non si spenderanno soldi per la politica, falso gli eletti dai partiti lavoreranno gratis? e i debiti contratti dalle provincie su chi verranno scaricati? senza contare le spese per la ridisegnazione dei confini dei vari consorzi, e le strade provinciali che fine faranno? E´ solo una operazione di facciata, nata non da una seria programmazione ma da una promessa domenicale in una trasmissione da 4 chiacchiere ...