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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 888
PALERMO - 28/08/2012
Politica - Regionali sempre più nel caos. Ma gli elettori capiscono...

Micciché molla Musumeci: sono entrambi candidati

Rischia di apparire più tangibile la frenesia della corsa alla poltrona, piuttosto che la reale intenzione di volere il bene della Sicilia e dei siciliani Foto Corrierediragusa.it

Regionali sempre più nel caos candidature, tra fughe in avanti, ripensamenti, "trombature eccellenti", incognite, apparentamenti strani e "rotture" in senso largo. Insomma, c´è di tutto in questi giorni frementi. Ma gli elettori capiscono ciò che devono capire e per i candidati si profila il classico effetto boomerang. Perchè rischia di apparire più tangibile la frenesia della corsa alla poltrona, piuttosto che la reale intenzione di volere il bene della Sicilia e dei siciliani. E per questo non si bada ad apparentamenti, magari tra quanti prima si guardavano in cagnesco e non se le mandavano a dire. E poi ci sono gli eterni indecisi, i voltagabbana e coloro che ancora non scoprono le carte, oppure le scompaginano.

Il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè (foto), è pronto a candidarsi alla presidenza della Regione siciliana dopo che "l´alleanza sicilianista" - di cui oltre alla formazione dell´ex ministro fanno parte il Partito dei siciliani di Raffaele Lombardo, Fli e il Movimento popolare siciliano - ha rotto con Nello Musumeci, esponente del La Destra di Storace, accusato dagli ormai ex alleati di aver privilegiato un progetto politico con il Pdl.

Già ieri sera erano arrivate a Miccichè sollecitazioni a rompere gli indugi e candidarsi. "Sono onorato degli attestati di stima - ha detto l´ex ministro - che mi sono stati rivolti da Giovanni Pistorio (Partito dei siciliani), Carmelo Briguglio (Fli) e Riccardo Savona (Movimento popolare siciliano)". "Ho chiesto loro un incontro urgente - ha aggiunto - per confermare le condizioni di un´alleanza sicilianista e nel caso sciogliere immediatamente la riserva sulla mia candidatura a presidente della Regione".

Intanto il leader di Alleanza siciliana, Nello Musumeci, conferma la propria candidatura alla presidenza della Regione siciliana. "Non ho alcun ripensamento", dice Musumeci in conferenza stampa a Palermo, manifestando tuttavia "amarezza" per la decisione presa ieri sera da Grande Sud e dagli autonomisti di sostenere la candidatura di Gianfranco Miccichè. "Non ci sto a essere indicato come colui che non ha saputo salvaguardare l´integrità del progetto sicilianista e autonomista, consentendo la contaminazione di forze non regionaliste. Tutto quello che è successo non ha nulla a che vendere col progetto di governo della Sicilia e con una presunta contaminazione".

"Negli ultimi otto giorni mi sono prodigato in mediazioni tra le varie forze - ha continuato - ma mi sono accorto di muovermi in un terreno minato, reso insidioso da veleni e lividi prodotti dalle vicende politiche degli ultimi anni. Ho riscontrato un tasso di odio inimmaginabile e tuttavia mi sono sforzato di difendere il progetto sicilianista della mia candidatura". "Ieri sera ho sentito Alfano al telefono - ha proseguito - mi ha confermato l´appogio del Pdl. E ringrazio per il sostegno anche il Pid e l´Alleanza di centro". Musumeci invece non ha avuto contatti con Berlusconi. "Non ne ho avuto ancora il piacere", ha aggiunto.

Musumeci si è pronunciato anche sul ruolo di Fini rispetto alla decisione del Partito dei siciliani (ex Mpa) e di Grande Sud di non sostenerne la candidatura e di convergere su Miccichè: "Non voglio aprire polemiche con Fini, d´altronde i nostri rapporti sono noti. Credo che il telefono della presidenza della Camera, in questi giorni, sia stato impegnato in lunghe conversazioni con Palermo e Catania e questo la dice lunga sul reale interesse nei confronti della Sicilia". Musumeci ha ricordato di avere abbandonato An "perchè Fini non accettò la regionalizzazione del partito". "All´epoca ero eurodeputato - ha detto - fui il più votato, presi più voti di Fini: non l´avessi mai fatto".

"Mi auguro che il mio amico Gianfranco Miccichè possa ripensarci per il rapporto umano che ci lega e per l´intuizione politica che ha avuto lanciando per primo la mia candidatura. Lavorerò per recuperare soggetti politici e forze politiche che in questo momento hanno deciso di assumere scelte per me dolorose, ma che non mi fanno arrestare di un millimetro", ha aggiunto Musumeci che difende il suo progetto autonomista e sicilianista. "Qualcuno sostiene che il mio progetto sia saltato? Falso - ha proseguito il leader di Alleanza siciliana - Credo che le ragioni siano diverse e riconducibili ad altri tavoli, ad altri palazzi, ad altre città". "Non mi si può chiedere di trattare con le segreterie dei partiti svolgendo dunque un ruolo diverso da quello che io intendo svolgere, cioè fare da collegamento tra il Palazzo e la gente".

Musumeci ha infine precisato: "La mia non è superbia, ma legittimo orgoglio". E ha spiegato le tre ragioni per le quali ha scelto di andare avanti. "Innanzittutto - ha sostenuto - la mia è l´unica candidatura venuta fuori senza la benedizione dei palazzi romani, poi il mio autonomismo non è di maniera perchè ha radici lontane: ricordo che lascia An perchè Fini fu contrario alla regionalizzazione del partito, così fondai Alleanza siciliana". Terza ragione, "la mia credibilità". "Ho un lunga carriera politica ma non ho mai fatto parte dell´Assemblea regionale siciliana e dei governi della Regione, sebbene mi siano stati offerti posti in giunta. Questa storia di sacrifici e di rinunce mi rende credibile ai siciliani".