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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 889
PALERMO - 21/08/2012
Politica - Forse che il caldo di "Lucifero" ha dato alla testa a qualcuno?

Regionali da pazzi! Crocetta spegne il "fuoco" del sesso

La pre-campagna elettorale continua ad essere un caos Foto Corrierediragusa.it

Rosario Crocetta (foto) non sa ancora chi lo sosterrà nella sua corsa per la presidenza della Regione. Se insieme all’Udc ed al Pd ci saranno IdV, Sel o altri ancora. L’ex sindaco di Gela è tuttavia certo che il suo futuro da presidente sarà senza sesso.

Una provocazione bella e buona che ha guadagnato a Crocetta le pagine dei giornali nazionali ed internazionali anche perché proveniente da un personaggio che di sesso e sul sesso non ha mai nascosto nulla a cominciare dalle sue preferenze omosessuali. «Guidare la Regione – ha detto Crocetta – sarà come entrare in convento e quindi niente sesso. Farò una vita monacale perché mi considererò sposato con la Sicilia, siciliani e siciliane. Non ho più l’età per certe scorribbande e non farò la fine di Berlusconi. Quando si è uomini pubblici bisogna essere molto prudenti e molto casti ed io lo sarò». Promessa di presidente dunque che ha già scatenato polemiche e prese di posizione in un isola ancora dominata dalla figura maschile di brancatiana memoria e che potrebbe ritrovarsi a breve con un presidente della Regione, simbolo dunque di tutti i siciliani, omosessuale e votato alla castità.

Un bel cambiamento culturale, di costume. Che la Sicilia debba cominciare proprio da qui per cambiare uomini, istituzioni e modello di sviluppo?. La domanda che verrà posta dunque ai siciliani alle imminenti elezioni dunque non è solo di natura politica, almeno per quanto riguarda la figura di Rosario Crocetta, ma ben più a largo raggio, quasi un mutamento antropologico.

Intanto Gianfranco Miccichè fa un passo indietro. L´ex ministro Pdl, ora leader del Grande Sud, ritira la sua candidatura alle elezioni isolane dopo i contrasti emersi nel centrodestra. "La Sicilia non ha più bisogno di veti o rancori ma di progetti seri e vincenti, fuori dagli schemi politici nazionali. E´ con questo spirito che ho chiesto a Nello Musumeci di essere senza indugio il nostro candidato alla Presidenza della Regione siciliana".

Dopo che la sua candidatura alla presidenza della Regione, annunciata qualche giorno fa, sembrava accolta dal Pdl, a iniziare dal suo leader Silvio Berlusconi, Gianfranco Micciché ha dovuto registrare una sempre più forte resistenza all´interno del maggior partito che avrebbe dovuto sostenerlo e che invece ha riaperto i giochi riproponendo suoi uomini alla guida di Palazzo D´Orleans: Francesco Cascio, attuale presidente dell´Ars, e Roberto Lagalla, rettore dell´Ateneo palermitano. Con Nello Musumeci, esponente della Destra di Francesco Storace potrebbero correre gli ex Mpa, oggi Partito dei Siciliani, che fa capo a Raffaele Lombardo. Segnali in questo senso sono arrivati dai due leader che hanno tra l’altro l stessa cittadinanza catanese e molta frequentazione.

Rosario Crocetta e Claudio Fava sono gli altri due candidati - Se nel centrodestra continuano le schermaglie e le mosse tattiche per giungere ad una candidatura unitaria, la situazione non appare più definita per gli altri schieramenti.

Il candidato del Pd, Rosario Crocetta, può già contare sul sostegno dell´Udc e potrebbe essere appoggiato dal Nuovo Polo che Fli vorrebbe creare assieme al partito di Lombardo. In ogni caso il coordinatore siciliano dei finiani Carmelo Briguglio lascia sul tavolo la candidatura di Fabio Granata. La convergenza tra Pd, Udc e Fli però comporterebbe il definitivo accantonamento di un´intesa con Sel: Claudio Fava resta infatti in campo ribadendo che nessun accordo è ipotizzabile con Udc, il Fli e l´ex Mpa.