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PALERMO - 02/08/2012
Politica - Scatta la corsa alla successione di Lombardo. Leontini e Dipasquale "contro" in pole

Niente soldi in cassa, in Sicilia si andrà al voto anticipato

Mpa preme anche per anticipare per non dar modo agli altri partiti di organizzarsi. Indagine di Demopolis sul voto
Foto CorrierediRagusa.it

Il voto per le elezioni regionali potrebbe essere anticipato al 7 ed 8 ottobre. Tre settimane di anticipo rispetto alla scadenza naturale dei 90 giorni dalle dimissioni di Lombardo, prevista per il 28 e 29 dello stesso mese.

La data sarà fissata dalla giunta di governo nella prossima seduta ma è questo l’orientamento che si fa strada. Le ragioni sono di natura strettamente economica e politica. La situazione disastrosa dei conti della Regione e la necessità di mettere mano ai tagli chiesti dal governo Monti è la questione più urgente. L’Ars non è infatti riuscita a deliberare niente nella sua ultima seduta rinviando i problemi, come nelle sue migliori tradizioni.

La Sicilia è in gravi difficoltà di cassa e di liquidità come hanno evidenziato anche i ritardi nel pagamento degli stipendi agli stessi parlamentari regionali. Occorre dunque incidere sulle spese e soprattutto sulla burocrazia regionale per rispettare quanto richiesto da Monti nell’ultimo colloquio con Raffaele Lombardo.

C’è anche un motivo strettamente politico che si lega a questo aspetto. Lombardo ed il suo Mpa, dati ancora come primo partito in una indagine condotta da Demopolis, non vogliono infatti dare ampi tempi agli altri partiti per riorganizzarsi e dar vita a nuove alleanze che potrebbero mettere nell’angolo gli autonomisti. Nell’indagine di Demopolis emerge che in Sicilia Mpa è al 16 per cento, seguita dal Pd al 15,2, Pdl al 15, mentre il movimento Cinque stelle dei grillini sarebbe al 9,5; sotto la soglia del 5 per cento gli altri partiti. Il dato che sconcerta di più è quello relativo all’astensionismo perché, stando all’indagine demoscopica, solo 6 siciliani su 10 andrebbe a votare.

Le probabili candidature

E’ già partita la corsa alla successione di Raffaele Lombardo. Sono già nove i candidati per la presidenza della Regione ed i primi fuochi sono già accessi. I partiti si rendono conto che non c’è tempo da perdere ed a settembre la campagna elettorale infurierà. Il centro destra è già spaccato e conta almeno quattro candidati possibili.

Innocenzo Leontini, capogruppo Pdl all’Ars, ha rotto gli indugi ed ha deciso di proporsi non in nome e per conto del Pdl uffiicale ma di uno lista autonoma che ha stretto già un patto con il Pid di Saverio Romano.

Il Pdl ufficiale non si è pronunciato ma l’ex ministro siracusano Stefania Prestigiacomo ha buttato sul piatto il nome di Gianfranco Miccichè: «Lancio a tutta la classe dirigente del centrodestra siciliano, che può vantare personalità di valore e di assoluto rilievo nazionale, un appello ad unirsi per un progetto che sia vincente per la Sicilia. Micciché può e deve essere il candidato". Non ci sente da questo orecchio Angelino Alfano che è reduce da una batosta alle provinciali ad Agrigento e non può fallire ancora.

Francesco Cascio, presidente dell’Ars, potrebbe essere un nome spendibile ed istituzionale ma in casa Pdl non tutti sono d’accordo e guardano al coordinatore regionale , Giuseppe Castiglione, che si è detto pronto a candidarsi. E’ chiaro a tutti che per le prossime regionali bisognerà fare i conti con il Movimento per la Gente di Maurizio Zamparini che rappresenta la novità assoluta grazie alla presenza sul territorio insieme ai «grillini».

Zamparini ha chiesto a Nello Dipasquale di candidarsi ma il sindaco di Ragusa vuole riflettere ed ha ribadito anzi che non lascerà palazzo del’Aquila. Ci credono in pochi e potrebbe essere che i due alleati di ieri, Leontini e Dipasquale, si ritrovino a lottare per la presidenza della Regione. Sta di fatto che la provincia di Ragusa, seppur piccola, avrà un ruolo nella prossima competizione elettorale.

In casa Mpa è data per certa la candidatura di Massimo Russo, ex magistrato e vice di Raffaele Lombardo. Russo rappresenta la continuità e tutti sanno che con Lombardo bisognerà fare i conti per essere eletti visto che l’ex presidente ha un bacino di voti considerevole grazie anche alle ultime nomine di governo e sottogoverno di questi ultimi mesi. Nel centro sinistra è già lotta a due perché Rosario Crocetta si è autocandidato ed ha cominciato la sua campagna elettorale con tanto di sito e di incontri e che presenterà ufficialmente il suo simbolo venerdì.

L’ex sindaco di Gela è già contestato da Claudio Fava, riferimento di Sel, Fed ed Idv, che dice: «Non mi sembra che la candidatura di Rosario Crocetta contenga elementi di rottura dell´attuale sistema. I suoi big sponsor, d´altronde, sono Lombardo e l´editore Mario Ciancio. Non ho mai sentito da Crocetta un commento, una valutazione sugli ultimi atti indecenti del governo Lombardo, a cominciare dalle nomine - aggiunge l´eurodeputato - io e Crocetta ci muoviamo in direzioni diverse e con obiettivi diversi".