Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1171
PALERMO - 08/06/2012
Politica - In arrivo uno tsunami popolare per spazzare via gli abusivi di Sala d’Ercole

Dal "Trota" al "Merluzzo" per continuare l’arte della politica

Dal «trota» lombardo al «merluzzo» autonomista, una sorta di ipertrofia dell’ego paterno, smisurato quanto inarrestabile; siamo in presenza di una deformante forma di proiezione fallica, delirante e paranoica

Lombardo si dimette il 28 luglio, si vota il 28 ottobre. No, c’è una mozione di sfiducia di Pdl e Pid, si vota a metà settembre. Musotto è andato via, all’Udc: salute! Leanza è passato al gruppo misto, per transitare nel partito di Casini: ri-salute! E no, se è così non è credibile, vuoi vedere che quel vecchio (ma se ne è reso conto che lo è?) marpione di Raffaele Lombardo, senza colpo ferire, sta avvelenando i pozzi? che in previsione del futuro prossimo ha piazzato due corazzate elettorali dietro le linee ‘nemiche’?

E ancora, dopo il «trota» leghista, ci tocca il «merluzzo» autonomista? Dal figlio di Bossi al figlio di Lombardo, una sorta di ipertrofia dell’ego paterno, smisurato quanto inarrestabile; siamo in presenza di una deformante forma di proiezione fallica, delirante e paranoica, se non rischiasse di diventare patetica, di padri che non si rassegnano ad accettare che c’è un tempo per tutto, c’è anche quello di mettersi da parte e lasciare in pace i propri rampolli.

Lasciateli crescere da ragazzi «normali» per diventare uomini normali, fateli laureare in maniera normale, come migliaia di loro coetanei. Frequentando le lezioni e sostenendo gli esami. Ex ministro Bossi: niente Albania per il «pescato» ticinese. Presidente Lombardo: la scelta di un’università romana non s’attaglia al figlio del «difensore» della Sicilia e dei valori siciliani. L’uomo comune, il padre di famiglia medio rischia di percepire un messaggio fuorviante: vuoi vedere che il presidente Lombardo ha mandato il proprio figlio a studiare a Roma perché le quattro università siciliane sono scadenti, non sono all’altezza? Bell’esempio di sicilianità. Il signore si che se ne intende!

Spiluccando carta stampata, blogs e online vari c’è da farsi le più matte risate: dalle parti del Pdl (leggi, Leontini) e da quelle del Pid (Maira) è stata trovata la panacea; basta cambiare nome, rabberciare una lista civica e vai, eccoti in corsa per rinverdire gli allori!
Ma sono matti, e se non lo sono (e non lo sono) sono di una presunzione ciclopica, incommensurabile, stratosferica e mondiale: a casa, dovete andare a casa, 90 su 90 a casa e senza biglietto di ritorno. Il Popolo siciliano vi ha dato il preavviso alle amministrative, la notifica ufficiale e definitiva ci sarà alle prossime (speriamo immediate) regionali.

E’ finito il tempo dei servi sciocchi, inclini all’inchino e dall’applauso programmato; è finito il tempo dei «pirati» (così si sono sempre definiti Leanza e Lombardo); è finito il tempo dei furbetti, che inciuciano per vocazione, inciuciano «a prescindere», come diceva l’indimenticabile principe De Curtis.

Per carità, non tutto è misero squallore. Come sempre a salvarsi è l’intelligenza, lo spirito innovativo, l’incapacità strutturale ad omologarsi. I periodi di crisi servono a questo, a fare selezione: nel caso siciliano questa crisi (ma crisi non è) servirà a mettere in fila le diversità: i «servi», da una parte, gli «uomini liberi», dall’altra. Le file sono di dimensioni diametralmente opposte: chilometriche quella dei «servi», di qualche decina di metri quella degli «uomini liberi».

Non potrebbe essere diversamente, vista la capacità del governatore di produrre «nomine» a raffica; e poi tutti a criticare l’apparato burocratico regionale e i consigli di amministrazione degli enti di sottogoverno. Perché? se il sistema introdotto dal presidente Lombardo è quello messo in campo in questi quattro anni, non bisogna poi scandalizzarsi se anche fior di professionisti e persone preparate e perbene sono finiti per diventare «servi» del presidente/padrone. Essere uomini liberi non è semplice e non paga. Paga solo alla propria dignità e alla propria coscienza. Si può affermare di esserlo solo a condizione di aver pagato di persona la propria libertà.

Solo se si è libero nella mente, libero nel cuore e libero nel portafogli si può pensare di avvicinarsi a politici di tal fatta che si trovino al governo. Fortunatamente ancora per poco! Il vento che spira oggi è forte e tagliente; sarà uno tsunami a fine ottobre e spazzerà dalla nobile terra di Sicilia questi 90 intrusi assieme a tutti i loro «famigli», una pletora di questuanti che sarà chiamata a rendere conto del suo operato.

In piazza si faranno i conti, pubblicamente. Fra quanti, agricoltori, artigiani, piccole aziende e imprenditori commerciali, stanno pagando il conto del fallimento politico del Governo Lombardo e quanti, invece, con esso, hanno costruito fortune personali, economiche e professionali. Dalla dirigenza regionale all’ultimo nominato nel più piccolo c.d.a. dell’ultimo ed inutile ente.

Non ci potrà essere pace sociale se non ci sarà la resa dei conti. E’ naturale che avvenga, è storicamente indispensabile, affinché si chiuda una parentesi infausta per la Sicilia e, come nel secondo dopoguerra, dopo il caos della guerra si possa tornare a ricostruire ab imis. Per ripartire dalle fondamenta occorre, però, che il castello di carte lombardiano sia prima interamente e completamente demolito. Assieme a quello dei suoi sodali (Fli, Pd, Udc, Pdl,) che di volta in volta e a vario titolo gli hanno retto il moccolo negli ultimi quattro anni.