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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1553
PALERMO - 19/04/2012
Politica - Dopo l’approvazione della Finanziaria elezioni più vicine, il presidente in aula il 26

Lombardo: "Bilancio ultimo atto". Pd: "Così non si può"

Il presidente ribadisce: "Prevarrà la scelta politica che non sarà influenzata da una vicenda giudiziaria che non mi riguarda" Foto Corrierediragusa.it

Verso le elezioni anticipate. «L´approvazione del bilancio – ha dichiarato il presidente della Regione Raffaele Lombardo (nella foto) subito dopo l’approvazione da parte dell’Ars di Bilancio e Finanziaria – è l´ultimo atto importante di questa esperienza, su questo non ci sono dubbi».

Il presidente della Regione ha confermato ancora una volta quanto anticipato nei giorni scorsi sulla sua intenzione di dimettersi «prima che un giudice emetta una sentenza di rinvio a giudizio o di assoluzione». E l´udienza, nel corso della quale dovrebbe essere decisa dalla magistratura catanese l´archiviazione dell´inchiesta a suo carico in merito a possibili contiguità con la mafia o il rinvio a giudizio, è fissata per il 9 maggio.
«Il Presidente della Regione– ha ribadito Lombardo – non sarà sfiorato da un verdetto. Valuteremo con i nostri alleati e le posizioni sono simili. Insieme definiremo la nostra linea. Prevarrà una scelta politica che non sarà influenzata da una vicenda giudiziaria che non mi riguarda».

La decisione, se le dimissioni del presidente della Regione arriveranno a giorni, dopo la seduta dell´Ars voluta da Lombardo per chiarire la sua posizione circa l´inchiesta giudiziaria a suo carico, già programmata per il 26 aprile, in modo che si possa votare entro giugno, o se saranno presentate più avanti, in modo che si vada a votare ad ottobre, sarà assunta a breve, a conclusione dell´incontro di vertice con i rappresentanti dei partiti che sostengono il governo. È certo, comunque, che le elezioni per il rinnovo dell´Ars e per il nuove presidente della Regione, a prescindere dalla vicenda personale di Lombardo. saranno anticipate per almeno due motivi.

Il primo lo ha indicato lo stesso Lombardo quando, nel corso della conferenza stampa, ha affermato: «Discutendo con gli alleati ci siamo resi conto di come la contemporaneità tra elezioni politiche e regionali finirebbe col creare una interferenza. Le logiche romane dei partiti, insomma, potrebbero ricadere sugli equilibri siciliani, non consentendo alleanze basate su ragionamenti indipendenti». «Nel caso in cui, ad esempio, dovessero essere le elezioni nazionali ad arrivare prima della scadenza naturale – ha aggiunto – allora si dovrebbe ragionare al contrario, e spostare più in là possibile quelle regionali».

Il secondo motivo, meno confessabile da parte degli interessati, che premono perché si vada a votare subito, è da cercarsi nella riforma costituzionale dello Statuto all´esame del Senato, per cui, fra un anno, alla scadenza naturale della legislatura i deputati da eleggersi dovrebbero essere 70, mentre ora sono ancora 90 e almeno 20 degli attuali inquilini di Sala d´Ercole potrebbero non essere confermati. Non è, infatti, un caso che Antonello Cracolici. capogruppo del Pd, il maggior partito della coalizione che sostiene il governo Lombardo, subito dopo l´approvazione del bilancio e della finanziaria, abbia dichiarato: «Col voto di stanotte si è consumato l´ultimo atto di questa legislatura. Andare avanti così per un anno è impensabile, sarebbe un logoramento per tutti. A questo punto con le forze che sostengono questo governo e con quelle – con chiaro riferimento a Udc e Sel – che stanno dentro e fuori il Parlamento e che hanno voglia di portare avanti il processo riformista, dobbiamo discutere e concordare insieme come e quando andare al voto ed ottenere una legittimazione popolare della nostra gente».