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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1391
PALERMO - 15/04/2011
Politica - Palermo: il quadro politico regionale diventa più torbido

Lombardo: "Non accetto moralismi, dopo di me le elezioni"

Il governo atteso al passaggio decisivo della approvazione del bilancio 2011
Foto CorrierediRagusa.it

Lombardo non si dimette e rilancia. In caso di elezioni anticipate, provocate dall´uscita del Pd dalla maggioranza si ricandiderà. E’ la risposta del presidente della Regione alla alla dichiarazione congiunta di Pierluigi Bersani e Giuseppe Lupo che intendono valutare l´opportunità di continuare a sostenere il suo governo alla luce della recente notifica dell´avviso di garanzia che vede Lombardo indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Raffaele Lombardo è determinato: "Non accetto lezioni di moralità da nessuno e soprattutto da chiacchieroni che non sanno cosa sia la lotta alla mafia e alla criminalità, che il mio governo ha contrastato come mai successo in Sicilia. Ho espresso apprezzamento per un partito che ha sostenuto la nostra azione di governo, ma non consento a nessun partito di giudicare né la mia credibilità né la mia onorabilità. Il presidente vuole continuare la strada del rinnovamento: «Se su questa via non si può procedere ne prenderò atto e si passerà alla valutazione elettorale.

Non serve un referendum, ne organismi di partito. Basta dire: noi sulle riforme non siamo d´accordo. Ne prenderò atto! E´ da escludere un cambio di maggioranza all´Ars. La mia è una giunta tecnica in cui ognuno esprime le proprie competenze, quindi non c´è nessuna delegazione da ritirare. Si va avanti così, o nulla. Non mi dimetto, resto al mio posto perché non vedo ragioni per fare diversamente. L´azione del mio governo si è caratterizzata per le riforme. Se sarà il caso, e non ci saranno le condizioni per andare avanti, nessun compromesso. Senza una maggioranza, non si tira a campare. A me non piace, non sono per nulla abbarbicato a questa poltrona. Se non ci sono le condizioni, si torna al giudizio degli elettori".

Per Lombardo diventa decisiva l’approvazione del bilancio che la giunta non riesce a chiudere. E’ il passaggio politico più importante ed il presidente dell’Ars Francesco Cascio ha chiesto unità per raggiungere il risultato dell’approvazione del documento finanziario. "L´appello del presidente dell´Ars – dice il capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini – è condivisibile. Sono convinto che dopo l´approvazione del bilancio Lombardo debba dimettersi. Non tanto per la vicenda giudiziaria quanto per il fallimento politico del suo governo. Tocca ai giudici il compito di valutare eventuali responsabilità penali".