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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1466
PALERMO - 19/11/2010
Politica - Palermo: due ore di conferenza stampa del presidente

Lombardo: "Mi accusano perché non sto con Berlusconi"

Il presidente appare rilassato e fornisce dettagli sulla vicenda che lo vedono al centro di una indagine della Procura di Catania. Direzione del Pd sull’appoggio al governatore
Foto CorrierediRagusa.it

Due ore e dieci minuti di conferenza stampa. Raffaele Lombardo (nella foto) dice la sua perché vuole sgombrare il campo da ogni ombra sul suo comportamento che definisce «Moralmente ineccepibile».

Il presidente parla a ruota libera, si sottopone alle domande dei giornalisti e poi si offre ai microfoni delle tv. La linea conduttrice del suo discorso non è incentrata sulla difensiva ma sulla necessità di chiarire a questo punto della sua vicenda giudiziaria tutti i punti sui quali molte sono state le speculazioni e le interpretazioni. Lombardo ha smentito in modo categorico contatti voluti o cercati con esponenti della mafia catanese «Se ho incontrato qualcuno non è stato per mia scelta – ha detto- Solo contatti casuali. Mai preso soldi dalla mafia». Il presidente si sente dunque «oggetto di un processo mediatico quotidiano».

In completo blù, rilassato e anche pronto alla battuta, Raffaele Lombardo esordisce con la sua richiesta di qualche giorno fa: «Ho chiesto alla Procura di Catania di essere sentito, ma il procuratore dice che non è ancora arrivato il mio turno. Intanto questa vicenda va avanti dal 29 marzo e da allora io sono sottoposto ad un processo mediatico. Eppure tutti gli atti della Procura, i comunicati stampa, le dichiarazioni ufficiali hanno sempre ribadito che nessuna azione di rilevanza processuale è in atto nei confronti della mia persona. In una nota della Procura si legge anche che "la propalazione di queste notizie ha quasi sempre una matrice politica, pubblicazione determinata da interesse e contrapposizioni di natura politica. La pubblica accusa ha confermato che non ci sono miei coinvolgimenti eppure sono qui ad essere tirato in ballo".

Lombardo passa poi a spiegare chi sono i vari esponenti malavitosi che sono stati accostati al presidente della Regione. Il pentito Avola, Barbagallo, Di Dio, Anastasi, Basilotta, e tutta una serie di personaggi che qualcuno ha voluto collegare al sistema di ricerca del consenso, di appalti, di affari. Raffaele Lombardo appare lucido, riferisce date, nomi, parentele e non ha nessuna reticenza. Ed allora perché tutto questo? Lombardo la mette in politica: «Si vuole far cadere il governo regionale –dice- si vuole punire l´Mpa, che non è alleato con il premier. Si vuole fare prevalere la parte politica a me avversa. Il sistema mediatico è all’opera ed anche il direttore del Tg1, Minzolini, mi ha dedicato cinque servizi negli dieci giorni».

Ad ascoltare Raffaele Lombardo esponenti politici e di partito della sua stessa maggioranza; a cominciare dal Pd, che domani terrà la Direzione regionale proprio per decidere quale posizione assumere rispetto a quanto detto dal presidente ed eventualmente ritirare l’appoggio al governo regionale.