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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 437
PALERMO - 17/10/2010
Politica - Palermo: al «Golden» del capoluogo partecipata assemblea

Micciché e Cateno De Luca preparano «Forza del Sud»

Il sottosegretario rinnega le ultime alleanze: «Una stupidità mettermi con Lombardo». E su Berlusconi: «Nel 2005 mi ha fatto capire di dover fare un partito». Tra i messaggi augurali, quello del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale. Che sia interessato al progetto?
Foto CorrierediRagusa.it

"Da oggi parte un progetto vero che saprà dare voce concretamente al meridione". Lo ha detto il capogruppo di Forza del Sud, Cateno De Luca, durante la convention di «Sicilia Vera» al Golden di Palermo, di sabato scorso. "Il federalismo - ha aggiunto - impone una politica territorializzata che sappia difendere il meridione da certi provvedimenti. Noi siamo con il centrodestra. Per vincere dobbiamo agganciarci ad una strategia nazionale".

Il Movimento politico creato da Cateno De Luca il 18 marzo del 2007, è presente in sessantadue comuni ed in quattro consigli provinciali con 205 Amministratori locali. Il leader di Sicilia Vera qualche giorno fa è stato nominato capogruppo di "Forza del Sud", costituendo il movimento meridionalista voluto da Gianfranco Miccichè (nella foto). Dopo la lettura di diversi messaggi, fra i quali spicca quello del sindaco di Ragusa, che farebbe pensare ad una forte sensibilità di Nello Di Pasquale nei confronti dei temi sicilianisti e meridionalisti, oggetto del costituendo partito di Micchiché e Cateno De Luca.

Tra gli interventi, sono da segnalare, quello della deputazione regionale e nazionale che fa riferimento alla "Forza del Sud", quelli dei sindaci, amministratori locali ed imprenditori che fanno già riferimento a "Sicilia Vera". Folta è stata la presenza di esponenti di altri Movimenti sicilianisti interessati al nuovo progetto "Sicilia Vera - Forza del Sud", che si muove su tematiche autonomistiche per la Sicilia, da «leggere» nel più vasto ed organico contesto di un progetto «meridionalista». Insomma, la vexata quaestio meridionale e siciliana torna finalmente alla ribalta del dibattito politico.

Nel corso del suo poliedrico intervento alla convention regionale di «Sicilia Vera», Gianfranco Miccichè ha parlato del suo rapporto con Lombardo: «Feci la stupidità di mettermi d’accordo con lui e con altri miei amici per studiare la possibilità di un partito del Sud. Per fortuna lo stiamo realizzando diversamente da come lo voleva Lombardo. Gli proposi una forza autonoma dalle coalizioni, non dai partiti, ma non fu possibile. Non si può fare un partito di quaranta deputati se pensi di prendere solo da una parte politica».

Miccichè ha poi aggiunto: «I signori, come sempre, poco leali della sinistra hanno detto inizialmente che andava bene, ma alla fine non sono riusciti a convincere nessuno, neanche il proprio condominio. Quando il governatore ha deciso di andare avanti con La Sinistra, io gli ho detto che se ci fosse stato il Pd dentro, noi saremmo usciti perché siamo incompatibili. Così siamo andati avanti e il giorno prima della nascita del Lombardo- quater noi abbiamo comunicato la nascita di questo partito. Non avete idea di quello che è successo e di quanta gente ha chiamato».

Il sottosegretario di Stato, per meglio chiarire il modus operandi che assieme a Cateno De Luca sta seguendo, ha precisato: «L’Udc si è spaccato, Fini si è fatto il suo partito. Sono tutte cose venute fuori da situazioni contingenti che hanno portato all’interno dei partiti delle situazioni di una ’sciarra’ che ha spaccato il partito e si è cercato di trovare una soluzione alternativa. Ma non è il nostro caso».

Quindi ha aggiunto: «Nell’aprile 2005 portai in Consiglio dei ministri una proposta che avevo già discusso prima con Letta e altri, tra cui Tremonti. Era una semplificazione dell’uso dei fondi strutturali. Quando presentai in Consiglio dei ministri la mia proposta ci fu l’approvazione da parte di tutti i ministri, tranne di due ministri della Lega che si dichiararono contrari. Così nacque un dibattito. Ad un certo punto Berlusconi mi chiese di ritirare la proposta. Io replicai che non l’avrei ritirata e lui replicò che «loro sono un partito e tu no, loro mi minacciano e mi dicono che escono dal Governo se non faccio una cosa mentre tu non lo puoi fare». Per me fu un discorso illuminante. Quel giorno capii che dovevo fare un partito che avesse la possibilità di condizionare il Governo, esattamente come lo ha potuto condizionare la Lega. Questo è il motivo vero per cui da cinque anni lavoro all’idea di un partito del Sud».

L’altra riflessione fatta ieri da Micciché riguarda il rapporto politica-magistratura, auspicando: «Sarebbe necessario un rapporto di maggiore collaborazione tra magistratura e politica. Io quando vado in giro incontro tante persone. Prima di ogni incontro ho tanti filtri ma non ho il «mafia-detector» in testa e non ho gli strumenti che possiede la procura, che ne sa sicuramente più di me. Se inizia una lotta tra i poteri – ha aggiunto – si finisce con una guerra civile. Non mi si può chiedere di evitare il contatto con la gente perché c’è chi potrebbe essere – ha continuato – ‘mascariato’ oppure potrebbe avere rapporti con i mafiosi. Io questo non lo posso sapere. Io scelgo le persone perché mi sembrano brave e non so se hanno parenti collusi o contatti con i boss».

I motivi perché nasce il partito, Micciché li ha spiegati con molta chiarezza: »Il Partito che noi stiamo facendo è un partito che è al fianco di chi è accusato ingiustamente ma – ha aggiunto – è anche al fianco di chi accusa giustamente. Negli altri Paesi se c’è una persona sbagliata che avvicina un politico glielo si fa notare, lo si avverte – ha concluso Miccichè – Mentre qui non si aspetta altro per fotterlo».

Infine, a proposito di una sua candidatura alla presidenza della Regione siciliana, ha dichiarato: «Non mi tirerei indietro. Ma c´é davvero il pericolo che io rischi di avere avversaria la procura di Palermo attraverso il suo esponente Massimo Russo? (il magistrato, attuale assessore regionale alla Sanità ndr)". Possiamo dire che finalmente la procura ha vinto esprimendo un proprio candidato? Sono percorsi che non possono essere naturali in un Paese civile. Io apprezzo Massimo Russo, ma si dimetta e si candidi".

La convention palermitana è stata conclusa dall’intervento di Cateno De Luca, il quale ha indicato in «Sicilia Vera» il vero «baluardo delle Autonomie partendo dal presupposto che non c’è vera autonomia se non si amministra con bilanci sani e con politiche di sviluppo basate su un autentico senso di responsabilità. «Il nostro compito – ha continuato il capogruppo di Forza del Sud - sarà quello di promuovere nel progetto Forza del Sud le autonomie di sturziana memoria, adeguandoci ai nuovi canoni politici imposti dalla riforma del Titolo V della Costituzione e dall’imminente applicazione del federalismo fiscale. Siamo consapevoli, prosegue De Luca, che la Regione siciliana non è pronta per questo improrogabile appuntamento perché non solo è al dissesto finanziario ma non è stata neanche in condizione di quantificare l’entità del proprio indebitamento.

«Nel Parlamento siciliano- ha concluso De Luca- il Gruppo Parlamentare Forza del Sud si occuperà principalmente di tutelare le autonomie locali e funzionali, di semplificare la struttura amministrativa, di proporre ed appoggiare autentiche misure di risanamento strutturale del Bilancio regionale, di individuare percorsi virtuosi per la spesa comunitaria, di liberare la Sicilia da lacci e laccioli che hanno mortificato il mondo delle imprese provocando disoccupazione, sottosviluppo e malaffare».