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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 433
PALERMO - 21/09/2010
Politica - Palermo: il cosiddetto "Lombardo quater" è nato tra le polemiche

In sospeso i 2 incarichi di assessore nella giunta regionale

Nuovo assetto con Mpa, Api, Fli, Pd e parte di Udc. Gli eletti al Pdl sono in pratica all’opposizione Foto Corrierediragusa.it

Rimane in sospeso l´attribuzione degli incarichi di assessore per due dei nuovi componenti della giunta appena varata dal governatore della Sicilia Raffaele Lombardo (nella foto): gli uffici della presidenza della Regione stanno valutando la presunta incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di dirigente regionale, problema che riguarda Gian Maria Sparma e Letizia Diliberti.

In base alle disposizioni del ministro Brunetta, c´è l´ipotesi che se i due dirigenti accettassero di fare l´assessore, quindi un incarico politico, a conclusione del mandato non potrebbero più ricoprire il ruolo dirigenziale.

"Stiamo verificando - ha detto Lombardo, presentando la nuova giunta alla stampa - nel giro di pochi giorni capiremo come agire". A quanto pare, tuttavia, Letizia Diliberti sarebbe intenzionata a non accettare di entrare nella giunta, al suo posto ci sarebbe Marco Salerno, anche lui dirigente regionale e per il quale quindi si ripropone il problema della incompatibilità.

Alla prima riunione della nuova giunta, riunita a palazzo d´Orleans, hanno partecipato 8 assessori su 12. Tra i più emozionati il prefetto Giosuè Marino e il prof. Andrea Piraino, storico segretario dell´Anci in Sicilia. Lombardo ha spiegato che probabilmente confermerà agli assessori riconfermati le deleghe che hanno gestito finora, tranne Gaetano Armao al quale il governatore ha chiesto di fare l´assessore al Bilancio invece che ai Beni culturali.

LOMBARDO "CAFONE"?
Momenti di tensione, stamane, in apertura della seduta dell´Ars hanno determinato una breve sospensione dei lavori. Alcuni parlamentari hanno protestato perchè il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, non era presente in aula. "Fin quando non viene Lombardo noi protestiamo, perchè deve esserci il presidente. La cafonaggine di Lombardo non può non essere stigmatizzata: il presidente deve ascoltare quello che abbiamo da dirgli. Con tutto il rispetto non può mandarci Gaetano Armao. Prima ha rubato i nostri voti - ha aggiunto Leontini - poi, ieri, ha fatto un intervento al delirio...".

A quel punto il presidente di turno dell´Ars Santi Formica ha interrotto Leontini: "Vi prego di usare toni rispettosi", ha detto. Ma l´invito è caduto nel vuoto. Subito dopo infatti è intervenuto il deputato dell´Udc Toto Cordaro, che ha parlato di "cafonaggine istituzionale".

Intorno alle 11,30 è arrivato in aula il presidente Lombardo. Il primo intervento alla presenza del presidente è stato di un altro deputato Udc, Pippo Gianni, che ha letto alcuni articoli di giornali d´archivio, che riportavano critiche di esponenti del PD a Lombardo, articoli che sono stati commentati dallo stesso Gianni in maniera "colorita".

A quel punto Lombardo ha preso la parola e si è rivolto al presidente di turno Formica: "Il regolamento prevede che si possa insultare il presidente?". Parole che hanno fatto infuocare i parlamentari dell´Udc e del Pdl, e dai loro banchi sono volate parole grosse nei confronti del governatore il quale, rivolgendosi a Gianni, ha detto: "Lei non merita neppure di essere insultato, perchè si insulta da sè". Quindi Lombardo si è rivolto a Formica: "Presidente, la invito a redarguire questo pseudo-deputato".

IL QUARTO GOVERNO LOMBARDO NATO TRA CAOS E SCHIAMAZZI
Alla fine, fra il caos e gli schiamazzi, è nato il cosiddetto Lombardo quater, il quarto governo del presidente della Regione, di stampo tecnico e che presenta l´inconsueto asse Pd - Finiani. Gli eletti al Pdl sono in pratica all´opposizione. Il quarto governo è nato in un´aula che si è scagliata come un fiume in piena contro il governatore, che, col suo fare stizzoso, dapprima ha sollecitato i mugugni, poi ha agitato del tutto l´assise, tanto da costringere il presidente dell´Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio a sospendere la seduta per permettere agli animi di calmarsi.

I NOMI
In queste acque agitate, dunque, sono saltati fuori i nomi dell´esecutivo quater. Da Massimo Russo a Piercarmelo Russo, da Mario Centorrino a Marco Venturi, da Caterina Chinnici a Gaetano Armao. Con l´innesto di Gianmaria Sparma, Andrea Piraino, Letizia Diliberti, Sebastiano Messineo, Elio D´Antrassi, Giosuè Marino. Nomi e scelte che già in aula hanno aperto ferite insanabili e provocato respiri di sollievo. Nel quater si conferma la presenza di Pd, Mpa, Fli, Api e casiniani Udc. A questi Lombardo subito dopo chiede il confronto sul programma.

IL PROGRAMMA
Un programma da condividere, ma suscettibile di cambiamenti. E così, si comincia dalla Regione, "un pachiderma immobile che tutto pretende di ispirare della vita dei siciliani, delle imprese dei siciliani. Una Regione zeppa di leggi e regolamenti, per molti versi inefficiente e parassitaria". Lombardo chiede l´impegno "in un´opera di esemplificazione, di delegiferazione. È giunto il momento di decentrare".

Raffaele Lombardo detta gli altri punti programmatici del quater. Riforma elettorale e riorganizzazione produttiva del bacino del personale della Regione. E poi: "la riforma delle tante aree industriale e degli innumerevoli enti, riducendo anche i componenti dei consigli di amministrazione. Basta enti in rosso con troppo personale".

Quindi, "l´agricoltura, e anche qui c´è da disboscare enti che dilapidano risorse che devono essere indirizzate verso la qualità, la ricerca, la tracciabilità, i controlli, la promozione e la conquista dei mercati, intaccando lo strapotere della grande distribuzione. Spazio anche alle energie alternative, puntando in particolare sul fotovoltaico. Si tratta, ancora, di fare conoscere meglio il nostro prodotto turistico. Ma bisogna dare un impulso straordinario alla spesa delle risorse disponibili". "Scegliamo la scorciatoia della convenienza?".

LA NOVITA´ POLITICA
Arringa il presidente della Regione, che in Sicilia dà vita ad un laboratorio politico terzopolista e iperautonomista, mentre attorno a lui ex alleati si propongono come terza gamba del centro-destra. "Continuiamo fino a quando le condizioni permangono. Come? Fermandoci - dice Lombardo - attorno ad un programma che duri per la legislatura". Che può essere, dice, "sottoposto a modifiche".

"Questa azione riformista la porto avanti così. Se non ci sono le condizioni, e, come dice qualcuno, si scommette si cospira o si investe perchè non ci siano i numeri formalmente se ne prenderà atto". Lo afferma Raffaele Lombardo: "Se qualcuno, come in passato, si è illuso che io muto di un grado per convenienze, comodità, paure, vantaggi, io dico formalmente e solennemente che non sarà così. Io so che ho scontentato e vado scontentando parecchia gente". E sottolinea: "Nessuno ha messo fuori nessuno e ho trovato nuove sintonie che mi hanno consentito di andare avanti su una strada sofferta. Se non ci fossero state queste sintonie - dice Lombardo - , se non ci fossero stati i numeri per andare avanti, saremmo a posto con la nostra coscienza e al cospetto della gente che ci ha, mi ha, investito della sua fiducia".

E conclude: "Con la nuova giunta mi confronterò con Pd, Mpa, Fli e Api. Non ho capito ancora l´Udc. Non vorrei si aprisse un problema di simbolo. Mi confronterò con ciascuno di loro, ma anche con tanti altri che riterranno di esprimere un contributo".

Fonte: lasiciliaweb.it