Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 777
PALERMO - 19/09/2010
Politica - Palermo: il colpo di coda era nell’aria da qualche giorno

Gianfranco Miccichè si candida a governatore della Sicilia

"Ma sto con Berlusconi. Mai e poi mai alleato con il Pd" Foto Corrierediragusa.it

Gianfranco Miccichè (nella foto), confermandosi come una sorta di cane sciolto della politica, dopo aver sbattuto la porta in faccia al Pdl e aver battezzato la sua nuova creatura politica, il «Partito del popolo siciliano», si candida a governatore della Sicilia. Miccichè è pronto a prendere in mano le redini dell´isola, dopo aver fatto nascere la sua nuov creatura politica.

Quanti siete?
«Sei deputati regionali sicuri, e stanno per diventare di più. Alle elezioni in Sicilia possiamo prendere il 20%: metà dell´elettorato pdl, che era al 40».

Lei, che fu promotore di Forza Italia in Sicilia, non torna con Berlusconi?
«Io sono più berlusconiano di Berlusconi. Non lo tradirò mai».

Allora, visto che il «partito del sud» si è rotto e Lombardo e i finiani stanno per fare una giunta senza di lei, perché non rientra nel Pdl?
«Il Pdl attuale è incompatibile con i siciliani e io sono incompatibile con Ignazio La Russa».

Miccichè tuttavia aggiusta il tiro e precisa l´annuncio fatto in un´intervista al Corriere della Sera, di lasciare il Pdl per fondare un nuovo partito, quello del popolo siciliano, accompagnato dall´attacco a uno dei coordinatori del Popolo delle Libertà, Ignazio La Russa che aveva definito: "Volgare, violento, un fascista autentico e con il partito nelle sue mani".

La ´correzione´ è sul suo blog dove il sottosegretario scrive: "A Roma restiamo nel Pdl, in Sicilia nascerà il ´partito del popolo siciliano´. E´ arrivato il momento - si legge - di rendere concreto il nostro lavoro degli ultimi due anni. Abbiamo il dovere di fare qualcosa per la nostra Sicilia e per tutto il sud Italia. L´intervista pur essendo corretta, mette insieme due frasi, entrambe vere, ma non una conseguenza dell´altra: lascio il Pdl per dedicarmi interamente alla Sicilia e al sud e non perché il partito sia in mano al ministro La Russa. Pur restando immutata la mia valutazione politica su La Russa coordinatore, spero che Ignazio voglia accettare le mie scuse".

Scuse accettate. Ma La Russa definisce la polemica "incomprensibile". "Accetto le scuse di Miccichè, anche perché oggi per me non è una giornata di polemiche ma di dolore per la scomparsa del tenente Alessandro Romani 1. Resta comunque incomprensibile e fuori luogo il suo attacco tanto più che con lui non ho contatti, né buoni né cattivi, da oltre un anno". "Non vorrei - aggiunge - che la parte politica della sua strana intervista fosse indirizzata verso quello che in gergo militare si chiama ´falso scopo´ e in altri ambiti si definisce ´trasversale´. In ogni caso mio padre mi ha insegnato che le scuse si accolgono e anzi si offrono ´pane e sale´ all´ospite".

Miccichè, che fu promotore di Forza Italia in Sicilia ed è stato l´artefice del trionfo siciliano del centrodestra sull´isola nel 2001 (61 seggi a 0), ripete di essere "più berlusconiano di Berlusconi: non lo tradirò mai" aggiungendo che il nuovo partito è "un favore a Berlusconi e alla Lega", e il suo progetto sul far nascere "il vero partito del sud", un modo per "levare a Fini e Casini la possibilità di pescare nel Mezzogiorno".

A seguirlo nella nuova iniziativa sarebbero "sei deputati regionali sicuri che stanno per diventare di più", Miccichè è convinto che la nuova formazione alle prossime elezioni in Sicilia possa "prendere il 20%: metà dell´elettorato PdL, che era al 40". "Non chiederò a nessuno - precisa Miccichè - di uscire dai gruppi del Pdl di Camera e Senato, Berlusconi non ha assolutamente nulla di cui trattare con me, non ha neanche bisogno di chiedermelo, perché sa che la mia posizione è del tutto diversa da quella di chi ha fatto altre scelte, sa - insiste - che sono più berlusconiano di lui. In Parlamento noi siamo nel Pdl e ci restiamo. In Sicilia facciamo il partito del popolo siciliano, perché convinti sia la strada giusta per quella rivoluzione siciliana che non si è ancora compiuta, anzi non è nemmeno cominciata. Facciamo il partito solo nell´interesse del popolo siciliano".

Dopo aver sottolineato che Futuro e Libertà "ha piena autonomia sia nei confronti del PdL sia di Miccichè", il finiano Fabio Granata reputa la ´scissione´ di Miccichè in Sicilia come "il segno di un grave malessere che attraversa tutto il PdL. Per quanto ci riguarda noi andiamo avanti per la nostra strada fedeli agli elettori". Dello stesso avviso anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Non c´è veramente alcun motivo per far nascere uno spezzone del Pdl al Sud e mi auguro che gli interventi di Berlusconi e Letta su Miccichè risolvano la questione". Per il ministro dell´Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il progetto di Miccichè ha avuto una strana accelerazione: "Lo coltiva da tempo, ma mi pare ci sia stata un´accelerazione imprevista che merita un approfondimento nel PdL con Berlusconi".

«Il mio progetto - spiega Miccichè - è questo: dopo quello siciliano devono nascere il partito del popolo calabrese, quello campano, e così via. Poi si fa un´assemblea costituente per il vero "partito del sud". Sto facendo un favore a Berlusconi e alla Lega, perchè se si va alle elezioni levo a Fini e a Casini la possibilità di pescare nel Mezzogiorno».

Tutto questo dopo la frattura con Lombardo, che vuole una giunta con il suo Mpa, finiani, Udc fedele a Casini, rutelliani e Pd. «Sono io che me ne vado. Fino a due settimane fa con Lombardo eravamo fratelli. Ma io col Pd né ora né mai».

Perché il Pd sta per entrare in questa maggioranza?
«Per il Pd le cose qui vanno peggio che a livello nazionale e così tentano di tutto. Puntano a quattro assessori: in vista delle elezioni, aiutano... Poi, alleandosi con i finiani scombinano il centrodestra nazionale. Certo, il Pd rischia molto».

Rischia cosa?
«Lombardo probabilmente resterà fuori dalle inchieste giudiziarie, ma attorno a lui molti saranno coinvolti. A quel punto, Bersani che dirà?».

E Fini perché lo fa?
«Nutro ancora fiducia che i finiani non partecipino a questa giunta. Ma capisco Fini. Fa le prove per il "terzo polo". Col suo partito non prenderebbe l´8% per entrare in Senato e deve crearsi alleati».

Pure lui rischia?
«Perderà tanti voti per essere andato a braccetto col Pd. Qui in Sicilia ha un elettorato molto di destra. Catania e Messina sono le città più fasciste d´Italia».