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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 603
PALERMO - 17/09/2010
Politica - Palermo: il nuovo governo sarà presentato martedì

Finiani, metà Udc e Pd insieme a Mpa: è il Lombardo quater

Il governatore ha le idee chiare e sta già lavorando

Finiani, metà Udc e Pd insieme ad Mpa. Nasce così il Lombardo quater. Il presidente della Regione ha incassato anche l’appoggio del Pd, il cui segretario,Giuseppe Lupo, ed il capogruppo, Antonello Cracolici, dopo il colloquio romano con Pier Luigi Bersani, hanno avuto il via libera a sostenere il nuovo governo a patto che sia imboccata la strada delle riforme vere e non di facciata per lo sviluppo della Sicilia.

Con il presidente anche cinque finiani e metà Udc che fanno riferimento a D’Alia, indicato sempre più insistentemente come il nuovo segretario nazionale del partito al posto di Lorenzo Cesa. Nell’Udc siciliano c’è gran movimento ed il capogruppo Rudy Maira insieme ad altri sette deputati , compreso Orazio Ragusa, ha chiesto a Casini di valutare più a fondo le posizioni sostenute dal segretario regionale Saverio Romano che vuole un Udc non schiacciato sulle posizioni di Lombardo. In casa Pdl si va invece verso la ricongiunzione. Gianfranco Miccichè esce di scena come braccio destro di Lombardo e va verso la casa madre con i vari Schifani, Castiglione ed Alfano.

A sala D’ercole resterà praticamente da solo, insieme ad un manipolo di Udc, a fare opposizione a Lombardo. Un destino amaro per chi ha fatto incetta di voti alle ultime elezioni ed è il partito leader in Sicilia. Raffaele Lombardo è riuscito a fare il gioco che più gli piace da buon giocatore di scopone; sparigliare le carte, rompere gli schemi e dividere gli avversari per attirarli a sé.

Oggi Lombardo appare sempre più sicuro e dichiara «Presenterò la nuova giunta martedì prossimo All’Assemblea regionale siciliana. Ascolterò suggerimenti e consigli, poi il Governo però lo faccio io. E se la ‘signora Assemblea‘ accetta, bene, altrimenti si stacca la spina e si va a casa. Ma non credo che lo farà».

ORMAI E´ ROTTURA!
E’ rottura tra Lombardo e Miccichè. Il presidente della regione farà una giunta tecnica e martedì la presenterà all’Ars in occasione della seduta appositamente convocata dal presidente Cascio. Tra il presidente ed il sottosegretario è rottura definitiva e Gianfranco Miccichè si avvia a rientrare passo dopo passo alla casa madre del Pdl togliendo il sostegno a Lombardo. Tra Mpa e Pdl Sicilia l’idillio è durato due anni ma si è consunto tra polemiche e tradimenti vari. L’ultima goccia che ha convinto Lombardo a rompere sono state le critiche di Gianfranco Miccichè all’assessore all’ambiente Pier Carmelo Russo definito «assessore da 0 in condotta».

Lombardo ha le idee chiare e sta già lavorando alla giunta tecnica; agli attuali «tecnici, Pier Carmelo e Massimo Russo, Marco Venturi e Gaetano Armao si aggiungerà Gian Maria Sparma, o in alternativa Patrizia Monterosso, entrambi con un recente passato nella amministrazione di palazzo dei Normanni alla guida di importanti direzioni; il presidente ha anche contattato un paio di docenti siciliani con incarichi presso università straniere ed attende una risposta. Lombardo ha fatto anche un po’ di conti; oltre ai 14 voti di Mpa, può contare sui 27 del Pd, due dell’Api di Rutelli, cinque dell’ex An, due o tre dell’Udc vicini all’area D’Alia per una maggioranza confortevole ed al riparo da rischi.

Resta da capire cosa sarà dei rapporti di Lombardo con Berlusconi alla luce della rottura con Miccichè. Il patto romano tra il presidente del consiglio e della regione vuole che Berlusconi incassi il sì di Mpa alla camera ed al senato lasciando mano libera a Lombardo in Sicilia. Insomma a ognuno il suo e tutti contenti.

LA QUERELLE LOMBARDO - MICCICHE´
Raffaele Lombardo vuole un governo tecnico, Gianfranco Miccichè lo vuole politico ed il Pd non vuole il Pdl di Berlusconi. A Palermo è sempre più confusa la situazione politica ed in attesa della riapertura dei lavori d’aula, in calendario per martedì, il presidente della regione cerca di navigare, sport che gli riesce molto bene, tra i tanti scogli che gli si frappongono. Su una cosa Berlusconi e Lombardo si sono trovati d’accordo nel loro recente incontro a palazzo Grazioli.

Né a Roma né in Sicilia si andrà al voto. Al presidente della Regione il premier ha dato il via libera per continuare e cercherà ora di mettere a punto il suo Lombardo quater. Non sarà facile perché Gianfranco Miccichè, che pensa ancora al suo già tante volte annunciato partito del sud, non vuole che si tocchino i suoi uomini in giunta, Cimino e Bufardeci e dice no al governo tecnico che Lombardo vuole per mettere nell’angolo i partiti, almeno sulla carta.

«Se entrano in giunta usciamo noi –ha detto Giulia Adamo-La giunta dei tecnici è la fine della politica». Il Pdl lealista è oggi più disponibile ad ascoltare il presidente della regione ma vuole che si tagli ogni contatto con il Pd ma il segretario del Pd Giuseppe Lupo ha le idee chiare « Se Lombardo non rompe con Berlusconi in aula noi saremo contro i provvedimenti di un governo filo berlusconiano. Lupo pensa a ritirare l’appoggio esterno al governo ma prima di farlo attende gli esiti della riunione dei capigruppo convocata per martedì. Il presidente per il momento ascolta e valuta nella migliore tradizione andreottiana e si gode intanto il sondaggio Demopolis che lo accredita di una fiducia del 53%.

Se Lombardo va oltre il 50 per cento risulta piuttosto critico il giudizio sull´operato complessivo del governo regionale: soltanto il 39%. Pesa la percezione di una stasi prolungata nell´attività del governo regionale. Un giudizio in chiaroscuro, quello dei siciliani, che attraversa i diversi settori amministrativi. La palma della notorietà va all´assessore alle risorse agricole Titti Bufardeci che, con il 59%, risulta l´esponente più conosciuto dell´intera giunta regionale.

Al secondo e al terzo posto l´assessore al Lavoro Lino Leanza (58%) e il responsabile del Turismo Nino Strano (52%), che supera di un punto percentuale Michele Cimino. Il podio della fiducia dei cittadini lo conquista invece, col 52%, Massimo Russo, artefice del difficile risanamento della sanità; poco distante Titti Bufardeci (51%). Al terzo posto l´assessore all´Istruzione Mario Centorrino (46%). Non distanti, Caterina Chinnici (44%) e Marco Venturi (43%). Tra il 40% ed il 30% Cimino, Leanza, Strano, Gentile, Armao, Di Mauro e Pier Carmelo Russo.