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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1219
PALERMO - 09/08/2010
Politica - Palermo: il rapporto sullo stato della finanza locale della Corte dei Conti boccia la provincia

Modica, Comiso e Pozzallo: i conti pubblici sono un disastro

Pozzallo ha il rapporto pro capite più alto tra debito ed abitanti, 400 euro

La Corte dei Conti ha reso noto l’ultimo rapporto sullo stato delle finanze degli locali ed il quadro siciliano non è dei più rassicuranti. Sono pochi i comuni con i bilanci a posto e molti annaspano tra i debiti.

La fotografia è implacabile e non lascia spazio a commenti di sorta. Per uscire fuori dall’emergenza le amministrazioni locali devono tornare al buon governo. La speciale classifica dei nove comuni più indebitati vede la provincia di Ragusa leader e Modica medaglia d’oro e Comiso medaglia d’argento con Pozzallo a seguire. In terra iblea insomma c’è una naturale tendenza alla spesa e spesso e volentieri anche allo spreco.

La certificazione della Corte dei Conti è relativa al bilancio 2008 e vede Modica fuori di 21 milioni con un debito pro capite di 155 euro e Comiso con quattro milioni di disavanzo. Pozzallo tra i nove comuni siciliani certificati dalla Corte dei Conti è a metà classifica ma risulta primo se si considera il rapporto tra lo sbilancio ed il numero degli abitanti. Ogni cittadino pozzallese deve infatti farsi carico di 400 euro, un carico considerevole e due volte e mezzo superiore a quello sostenuta dal vicino modicano.

A palazzo S. Domenico a Modica sono le spese per il personale, mutui e debiti istituzionali gli elementi consolidati che hanno contribuito negli anni ad indebitare il comune. La recente relazione di una funzionaria della ragioneria dello Stato ha fotografato lo stato di malessere finanziario del comune. Nel corso degli anni è aumentata la spesa per il personale anche se negli ultimi tre anni il trend è cominciato a scendere grazie al blocco delle assunzioni, alla fuoriuscita per anzianità, alla stretta su straordinari e prestazioni extra. La relazione parla comunque di un numero eccessivo di personale che, tra precari, contrattisti e contratti a tempo indeterminato, è in esubero di almeno un centinaio di unità. I debiti contratti con enti ed istituzioni pesano inoltre come un macigno; quattro in particolare le voci più consistenti.


Il debito con l’università di Catania che si aggira sui 4 milioni di euro per corsi attivati negli anni della decentralizzazione; a seguire il credito vantato dal comune di Scicli per circa sette milioni per l’utilizzo della discarica di S. Biagio; a seguire Enel e Telecom per complessivi sette milioni che portano ad un ammontare totale che sfiora i i venti milioni di euro. L’amministrazione Buscema ha cominciato a mettere ordine e a rientrare stipulando degli accordi con gli enti interessati grazie a delle transazioni.

Queste prevedono il pagamento regolare e calendarizzato delle rate in cambio di sconti consistenti da parte degli enti creditori. Altro macigno che pesa sui conti è quello rappresentato dai commissari ad acta che si presentano con una certa regolarità per conto di imprese ed aziende creditrici. Stanchi di attendere i creditori riccorrono al Tar per il riconoscimento dei loro debiti e a sentenza avvenuta si insedia il commissario che può prelevare somme dai vari capitoli di bilancio. Gli stessi amministratori non sono in grado di prevedere le somme dovute ai commissari visto che è difficile risalire alle spese effettuate e non registrate negli anni.

Solo nello scorso anno i commissari hanno prelevato due milioni di euro. «Abbiamo invertito la tendenza- dichiara il sindaco Antonello Buscema- I nostri bilanci sono oggi trasparenti e certi, senza uscite occulte e soprattutto sono tutte controllate».