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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 808
MODICA - 22/11/2007
Politica - Modica - Da avvocato, lo sostiene l’ex sindaco Carmelo Ruta

"Per il comune è prospettabile
l´ipotesi di reato
di falso in bilancio"

«Il commissariamento dell’ente è inevitabile, con lo scioglimento dell’amministrazione e del consiglio comunale" Foto Corrierediragusa.it

«Nel momento in cui sarà avviata un’approfondita indagine da parte di uno degli enti ai quali ho inviato un ampio resoconto sulla difficilissima situazione finanziaria del comune, non resterà altro da fare che dichiarare il dissesto finanziario». Parole dell’ex sindaco ed avvocato Carmelo Ruta (nella foto), che aggiunge: «il commissariamento dell’ente sarà inevitabile, con tutte le conseguenze del caso: scioglimento automatico di amministrazione e consiglio comunale e l’ipotesi di reato prospettabile di falso in bilancio».

Parole pesanti come macigni, quelle dell’ex sindaco Ruta, supportate da dati e cifre alla mano, ricavati dai vari bilanci dell’ente, a cominciare da quello relativo al 2006, che presenta un disavanzo ufficiale di 627mila euro che, sommato a quello dell’anno precedente, porta il totale complessivo a 989mila 650 euro.

«Ma dove li mettiamo ? dichiara Ruta ? i circa sei milioni di euro che il comune pretende dal Ministero di grazia e giustizia quali somme dovute per la locazione del tribunale di via Aldo Moro? E dove vanno a finire ? prosegue l’ex sindaco ? i restanti tre milioni di euro richiesti e non concessi per le spese di ordinaria manutenzione dell’immobile? In questo modo arriviamo a nove milioni di euro, ai quali va aggiunto il milione ufficiale: il disavanzo reale dell’ente è quindi di poco inferiore ai dieci milioni di euro, peraltro già tutti spesi. Una cifra spaventosa che mai si riuscirà a coprire. Ecco perché ? aggiunge Ruta ? ritengo che il commissariamento sia ormai solo questione di tempo».

Carmelo Ruta ha inviato il suo dettagliato resoconto al Ministero dell’Interno, settore controllo enti locali; alla Corte dei conti di Palermo e all’assessorato regionale agli enti locali. Un corposo dossier che traccia una cronistoria finanziaria dettagliata a partire dal 2002, anno d’insediamento del sindaco Piero Torchi, poi rieletto alle amministrative della scorsa primavera. Per riscuotere i sei milioni pretesi per i fitti del tribunale, l’ente ha come noto intentato un causa contro il Ministero, affidandola al professore Pitruzzella, alla luce del documento con il quale il guardasigilli Mastella ribadisce che «nulla è dovuto dal Ministero al comune di Modica per il palagiustizia».

«Ritengo che non esistano i presupposti per intentare la causa che, anche se andasse a buon fine chissà fra quanti anni ? prosegue l’ex sindaco ? non salva di certo adesso l’amministrazione dalle sue colpe: si deve difatti provvedere fin da subito a far quadrare il bilancio. Invece l’ente sta tentando in maniera grossolana di celare l’evidenza dei fatti con dati non veritieri: alla luce di ciò, lo ribadisco, è prospettabile l’ipotesi di reato di falso in bilancio».

Secondo Ruta, «queste somme non sarebbero mai dovute essere iscritte nella voce in entrata del bilancio, perchè da sempre prive del titolo giustificativo che certifica la possibilità di riscossione. Nonostante la macroscopica assenza del documento ? afferma l’ex sindaco ? i revisori dei conti, l’ufficio ragioneria e il segretario generale hanno fatto finta di nulla e l’iscrizione della somma è quindi avvenuta in maniera illegittima. Il bilancio è stato poi approvato dal consiglio comunale, al quale era stata tenuta nascosta la comunicazione del Ministero, giunta lo scorso luglio a palazzo San Domenico e nella quale veniva evidenziato a chiare lettere che i sei milioni pretesi non saranno mai concessi.

L’assessore Drago ? aggiunge l’ex sindaco ? sostiene che si è verificato un dietro front dopo l’insediamento del governo Prodi. Ma mi chiedo: anche se ciò fosse vero, perché non sono stati capaci di ottenere almeno il titolo giustificativo per la somma pretesa dall’ex guardasigilli, che apparteneva al loro stesso colore politico»? Ruta sostiene che le uniche somme che il comune potrebbe sperare lontanamente di incamerare sono quelle relative alla manutenzione ordinaria del tribunale: «il Ministero ? afferma l’avvocato ? ha concesso annualmente 85mila euro a fronte degli oltre 900mila che sarebbero serviti allo scopo. Se l’amministrazione è in grado di dimostrare questa circostanza, si potrebbe intentare una causa in tal senso.

Ma non mi risulta che ciò si stato fatto. Come non mi consta ? conclude l’ex sindaco ? che il comune abbia mai pagato la retta di adesione all’Ato: 50mila euro annuali mai iscritti neanche nel bilancio alla voce in uscita». Da Notizie ufficiose, pare che il trasferimento regionale al comune stia subendo ritardi proprio alla luce di questa particolare situazione, in merito alla quale la Regione ha chiesto chiarimenti.

Intanto ieri i dipendenti hanno incrociato le braccia per buona parte della mattinata, facendo la fila davanti all’ufficio del sindaco per ottenere certezze sul pagamento degli stipendi di ottobre e novembre. A ulteriore sostegno delle sue tesi, l’ex sindaco chiude citando il paragrafo cinque dell’articolo 162 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali: «il bilancio di previsione è redatto nel rispetto dei principi di veridicità ed attendibilità, sostenute da analisi riferite ad un adeguato arco di tempo o, in mancanza, da altri idonei parametri di riferimento».