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MODICA - 04/02/2010
Politica - Modica: la condanna all’interdizione dei pubblici uffici per il parlamentare Udc

La giunta delle elezioni della Camera sul caso Peppe Drago

E intanto la Corte dei conti si è pronunciata sulla vicenda dell’ex presidente Giuseppe Provenzano Foto Corrierediragusa.it

Il caso Peppe Drago (nella foto) sarà affrontato a breve dalla giunta delle elezioni della Camera. Il presidente dell’organismo parlamentare Maurizio Migliavacca, Pd, ha infatti iscritto all’ordine del giorno la vicenda riguardante il parlamentare modicano condannato nel maggio dello scorso anno all’interdizione perpetua dei pubblici uffici per appropriazione indebita dei fondi riservati alla presidenza della regione.

Peppe Drago nel corso del suo mandato di presidente della Regione non ha infatti rendicontato 238 milioni di lire ed altri 100 milioni quando era già dimissionario in quello che fu a suo tempo etichettato come lo scandalo delle «lenzuola d’oro».

Il parlamentare dell’Udc ha comunque presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Cassazione che gli ha confermato la condanna a tre anni ed all’interdizione dei pubblici uffici ottenendo la trasformazione dell’interdizione perpetua in interdizione temporanea. La Corte dovrà decidere sul ricorso e una decisione è attesa a breve.

«Chiarirò tutto davanti alla giunta delle elezioni e produrrò tutti i documenti –dice Peppe Drago- Io non ho fatto né più né meno di quanto hanno fatto gli altri presidenti della Regione che, come me, non hanno mai rendicontato le somme a disposizione nei fondi riservati».

In questi giorni la sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti ha notificato intanto al predecessore alla presidenza della Regione Giuseppe Provenzano,Pd, la condanna a risarcire 104 mila euro per i danni causati all’erario. Come nel caso di Peppe Drago Provenzano non ha rendicontato tra il 1996 ed il 1998 321 milioni di lire dei fondi riservati.