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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1060
MODICA - 06/12/2009
Politica - Modica: l’attacco del leader ibleo dell’Udc all’amministrazione

Il "Drago furioso" si scaglia sulla "Giunta dei morti viventi"

«Quando a Modica ci pensavamo noi, tutto andava meglio e gli stipendi venivano erogati ai dipendenti con minor ritardo»

«Una giunta di morti viventi». E’ forte ma evocativa l’espressione con cui l’Udc bolla l’amministrazione del sindaco Antonello Buscema. Dopo mesi di «letargo», il leader Peppe Drago esce di nuovo allo scoperto, e lo fa con il «botto», strigliando palazzo San Domenico per tutta una serie di fattori che stanno facendo da mesi tribolare la città. A cominciare dalle incertezze sui livelli occupazionali, e sui palliativi adottati per aggirare le ataviche problematiche, invece di risolverle.

«Tagliano le società miste – dice Drago – ma chi ci pensa al futuro dei lavoratori e delle rispettive famiglie»? Un pensiero lodevole, è vero. Ma è altrettanto lapalissiano che finora la «Multiservizi», nel frattempo diventata una società del tutto pubblica, come previsto dalle nuove normative, si è rivelata utile solo a far lievitare i costi sostenuti dall’ente, senza che la città ne abbia tratto reali benefici in termini di servizi offerti.

«Quando a Modica ci pensavamo noi, tutto andava meglio e gli stipendi venivano erogati ai dipendenti con minor ritardo», aggiunge Drago. Vero anche questo, ma il leader ibleo dimentica di aggiungere che la situazione economico finanziaria non solo del comune, ma anche della Regione, non era critica come quella attuale. Semmai Drago centra il bersaglio quando parla della lentezza che caratterizza una giunta che, per certi versi, appare allo sbando, nella sua elefantiaca tempistica nel produrre qualcosa di utile. Da tempo, ad esempio, si attende la riorganizzazione della pianta organica, e solo adesso qualcosa si sta muovendo.

«La giunta attuale – aggiunge Drago – mette solo i bastoni tra le ruote ai soggetti più deboli». Il riferimento del leader Udc è ai nuovi vincoli, che, un esempio su tutti, vieterà l’edificazione di case singole sui terreni di campagna inferiori a 20mila metri quadri di estensione «a tutto scapito delle giovani coppie – dichiara Drago – e ad esclusivo vantaggio dei grossi imprenditori che imporranno i loro prezzi e le loro offerte, forti del fatto che potranno edificare villette a schiera a tutta forza».

Ma il leader ibleo Udc non ha esplicitato che la direttiva parte dalla Regione su richiesta della Soprintendenza, e la giunta non può fare altro che recepirla. Insomma, un «Drago furioso» e a tratti impreciso quello che bacchetta Buscema e la sua squadra. Oltre ai moniti, sarebbero gradite anche le soluzioni.