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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 879
MODICA - 05/09/2009
Politica - Modica: fulgido esempio di idee chiare e unità d’intenti nell’ottica della sinergia

Giunta Buscema: Mpa parla di avvicendamenti, Pd smentisce

Il sindaco: «Non ho nulla da dire al momento. Cambieremo qualcosa, ma dobbiamo ancora discuterne»
Foto CorrierediRagusa.it

«Cambia la priorità dell’azione amministrativa;avviata a soluzione la questione finanziaria, ci dedicheremo al riassetto del personale ed alla riorganizzazione degli uffici. Non escludo che, come abbiamo fatto per il settore finanze, possiamo ricorrere ad una consulenza esterna che ci consenta di farci fare il salto di qualità».

Carmelo Scarso, capogruppo Mpa a palazzo S. Domenico, delinea i contorni del progetto Pd-Mpa per il prossimo anno. «Siamo tutti d’accordo su dare un assetto nuovo alla compagine amministrativa- conferma Scarso- Non sarà un rivoluzione, ma ci sarà una redistribuzione delle deleghe e magari qualche avvicendamento. Per quanto riguarda Mpa Michele Di Rosa potrebbe avere una delega al personale vista la sua esperienza nel settore ma il discorso è ancora prematuro e non c’è niente di definito». Lo conferma anche il segretario del Pd, Giancarlo Poidomani.

«Il direttivo si riunirà lunedì ed affronterà la questione avanzando le sue proposte. Non si è parlato di avvicendamenti e tantomeno di uomini anche se i nomi in questi giorni si sono rincorsi. Smentisco tutto e do appuntamento alla prossima settimana». Antonello Buscema è rientrato solo da qualche giorno dalle ferie ed attende indicazioni dai partiti anche se ha le idee chiare. Ai suoi ha detto che vuole una marcia in più in giunta, più presenza degli assessori, più contributi.

«Non ho nulla da dire al momento – dice il sindaco - Cambieremo qualcosa ma dobbiamo ancora discuterne». Se in Mpa le cose sono ormai definite e chiare grazie alla leadership indiscussa di Riccardo Minardo con Emanuele Muriana in uscita in favore di Michele Di Rosa nel Pd e nelle forze di sinistra, Nuova Prospettiva e Sinistra Democratica, ci sono mal di pancia diffusi. In discussione il ruolo di Peppe Sammito, defilatosi dopo aver messo mano al bilancio, di Tiziana Serra e di Giorgio Cerruto, quest’ultimo assessore Mpa, fedelissimo di Riccardo Minardo, che agli occhi degli alleati ha dormito o quasi sulla questione idrica e sulla questione viabilità; Elio Scifo è il nome per i lavori Pubblici ma Minardo non intende mettere in discussione, neppure per le deleghe, il nome di Cerruto.

A MODICA COMANDA ANTONELLO O RICCARDO?
Chi comanda a palazzo S. Domenico? La conferenza stampa sullo stato delle finanze tenuta la scorsa settimana in una sede inconsueta ed irrituale come la segreteria politica di Riccardo Minardo, e in assenza del sindaco Antonello Buscema, rilancia la domanda e pone qualche interrogativo sullo stato dell’alleanza, sui rapporti di forza interni, sul galateo istituzionale che sarebbe sempre buona norma seguire.

Francesco Bondì, funzionario voluto senza mistero dal parlamentare Mpa, per cercare almeno di capire come stanno i conti del comune, ha dato il suo saluto con la benedizione di Minardo, che, celebrando Bondì, ha direttamente consacrato la sua scelta. A fare da contorno tutto lo stato maggiore di Mpa, tra cui il vicesindaco Enzo Scarso, amministratori e consiglieri comunali, i quali hanno salutato il funzionario, che, dopo cinque mesi, ha fatto un po’ di conti, spiegato le strategie e delineato il futuro.

Stipendi assicurati fino a dicembre, ottanta milioni di contenzioso aperto e anticipazioni di cassa calate a nove milione 300mila euro grazie ad un saldo di cassa di mezzo milione di attivo. Francesco Bondì ha snocciolato numeri e cifre del bilancio ed ha concluso che oggi si può governare l’indebitamento dopo la grande confusione trovata. Guai a pensare che il comune di Modica sia fuori dall’emergenza – ha concluso Bondì- ma solo iniziato la strada del risanamento. In due anni, tre al massimo, si può uscire dalla emergenza finanziaria ma per i cittadini ci sono ancora sacrifici e gli amministratori dovranno andare incontro all’impopolarità perché potranno permettersi solo spese obbligatorie ed essenziali».

Questa la ricetta Bondì, piaccia o no al sindaco, che ha saputo della conferenza stampa dal suo «buen retiro» umbro, tanto da far insorgere Nino Gerratana. «Buscema ritiri le deleghe a tutti gli assessori Mpa ed il Pd sciolga l’alleanza con Riccardo Minardo» – ha tuonato Gerratana – visto che Minardo annuncia i nuovi assessori, non rispetta la collegialità, considera il sindaco e gli alleati una fastidiosa e non necessaria appendice».
Nino Gerratana, ex fedelissimo di Riccardo Minardo, ora nel Pdl, sponda Nino Minardo, non crede neppure ai numeri sciorinati da Francesco Bondì ed invoca l’intervento della magistratura per verificare gli atti del concorso che hanno portato Bondì al posto di responsabile del settore finanze del comune.

(Nella foto in alto, da sx, i due "strani" alleati Antonello Buscema e Riccardo Minardo)