E’ la festa del popolo Udc: ci sono tutti, da PierFerdinando Casini a Saverio Romano, da Peppe Drago a Pippo Gianni, Concetta Vindigni e Franco Antoci. Sulla scena i più attesi sono i due leader e questi non tradiscono le attese.
Peppe Drago non può fare a meno di parlare della sua vicenda. «Chiedo scusa due volte – dice – a chi ha avuto fiducia in me e si è sentito tradito da una sentenza che io ritengo ingiusta e che vivo con dolore. Chiedo scusa poi per essermi lasciato andare e caduto nelle provocazioni in consiglio comunale. Non è da me, un uomo delle istituzioni non deve mai cedere anche se io l’ho fatto per i lavoratori».
Poi è il turno di Casini, che esordisce sul palco salutando Peppe Drago come «il leader nazionale dell’Udc», forse una provocazione, forse un anticipo per incarichi futuri. Poi Casini entra nel merito e rimprovera a Drago di essere stato troppo buono: «Anche con chi non lo meritava» dice nel gelo della piazza lanciando una stilettata all’ex Piero Torchi.
«La sentenza non ti impedirà di fare politica insieme a noi». Poi Casini spazia a tutto campo, da Raffaele Lombardo, il miglior alleato della Lega, uno che ha ridicolizzato le istituzioni, al referendum e Di Pietro «un buffone». Si chiude con bandiere al vento e l’abbraccio, quasi liberatorio di Pier Ferdinando Casini e Peppe Drago(Nella Foto).