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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1095
MODICA - 21/05/2009
Politica - Modica: dopo la condanna della Cassazione, il parlamentare sceglie di non dimettersi

L´Udc perde pezzi e Drago resta in Parlamento per un anno

"Mi hanno dato l’ergastolo politico, ma non mi fermerò. Sarò al mio posto fino a quando il mio caso non sarà discusso"

Non ci sono stati annunci dirompenti o verità disvelate alla convention Udc per la presentazione di Concetta Vindigni alle Europee. Giuseppe Drago aveva annunciato qualche colpo a sensazione ma evidentemente lo ha tenuto in canna; il leader Udc ha parlato per mezzora ai suoi elettori che sono accorsi in buon numero, ma senza straripare, a Villa Real.

«Mi hanno dato l’ergastolo politico – ha detto nel passaggio più forte del suo discorso il leader Udc – Togliere i pubblici uffici ad un politico è come dargli l’ergastolo, ma non mi fermerò; è stata una entrata a gamba tesa nel gioco della politica ma non mi metterà fuori campo; tornerò tra la gente e farò il soldato semplice come ho fatto all’inizio della mia carriera. La voglia di politica non si ferma con una sentenza».

Drago è apparso accorato in qualche passaggio, ha ripercorso gli anni più significativi della sua vita istituzionale, il suo discorso è sembrato più un bilancio della sua carriera che un programma per il futuro. Sulla sua vicenda giudiziaria ha insistito « Sentenza ingiusta, politica, volta a colpire l’Udc in un momento delicato per la vita del paese e della Sicilia in particolare. La verità verrà a galla ed io mi sono sentito sempre innocente».

Convinto delle proprie ragioni Peppe Drago non si dimette. "Resto in parlamento deludendo qualche corvo che aveva annunciato già le mie dimissioni per questa settimana. Sarò al mio posto fino a quando il mio caso non sarà discusso, sei mesi, un anno». A drago sono arrivate le dichiarazioni di solidarietà di Franco Antoci, di Giuseppe Lavima, di Concetta Vindigni e di Pippo Gianni. L’Udc ha fatto quadrato e per il momento si concentra sulle elezioni europee, per le analisi, per il confronto, per discutere del suo futuro ci saranno tempi migliori.


DRAGO HA LASCIATO LA CARICA DI PRESIDENTE DEL CONSORZIO UNIVERSITARIO IBLEO

Giuseppe Drago non è più presidente del Consorzio Universitario Ibleo. «Mi sono dimesso» ha detto il parlamentare Udc. "Non intendo occupare poltrone", ha ribadito Drago ed ha annunziato il suo gesto ancora prima che Riccardo Minardo gli lanciasse il primo siluro. «Si apre una questione sulla presidenza del consorzio universitario. Non c’è un dovere istituzionale alle dimissioni ma c’è un dovere etico che imporrebbe a tale comportamento. Drago lo prenda in considerazione» ha detto il parlamentare Mpa subito dopo la sentenza della Cassazione che prevede l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Peppe Drago. La questione insomma è aperta e bisognerà vedere come reagiranno i componenti del cda del consorzio alla iniziativa di Drago.


L´INTERVISTA A DRAGO DOPO LA CONDANNA DEFINITIVA DELLA CASSAZIONE

Sorridente e in forma, Giuseppe Drago si presenta puntualmente all’inaugurazione del centro servizi di contrada Michelica. Occupa il posto in prima fila insieme a Roberto Ammatuna con il quale si intrattiene in un fitto dialogo. Il parlamentare Udc non tradisce alcun nervosismo ed appare tranquillo nonostante la bufera della condanna. Dopo qualche attimo di esitazione Peppe Drago si concede per una intervista e comincia a mandare i primi segnali soprattutto al suo partito prima di parlare della sua vicenda personale.

«L’impegno politico prescinde dai ruoli istituzionali – dice Drago – Continuerò la mia attività nel partito, nella mia città, in provincia. Mi impegnerò ancora di più perché avrò anche più tempo a disposizione, ci metterò più grinta e la trasmetterò ai miei anche perché qualcuno ne ha di bisogno. Sono stato lontano in questi mesi perché impegnato sul versante giudiziario ma mi vedrete più impegnato di prima. Una cosa è certa, resto in politica»

Qual è il messaggio per l’Udc in particolare?

"Parlerò domani sera in occasione della convention per la presentazione di Concetta Vindigni alle Europee. Lancerò messaggi forti, in quella sede dirò quello che penso, parlerò di questa provincia e della amministrazione di palazzo S. Domenico. La convention era un appuntamento già programmato ma cade in un momento in cui diventa significativa per la vita futura del partito»

Come valuta la sentenza emessa dalla Cassazione ?

"E’ un incidente di percorso nel quale possono incappare tutti quanti hanno ruoli istituzionali di rilievo. Presidenti, ministri, capi del Sismi, del Sisde. Ora questa sentenza fa testo ed il mio caso diventa paradigmatico per tutti. E’ una sentenza di stato e come tale tutti coloro che hanno a disposizione dei fondi ne dovranno tenere conto. Penso comunque che sia una sentenza ingiusta come è stata considerata da tutti, mi sembra anzi una follia giuridica. Ricorrerò alla corte europea ma continuo a lavorare come ho fatto in questi lunghi anni da servitore dello stato».

Drago non molla dunque.

"Le uniche sentenze che mi potrebbero indurre a mollare sono quelle dei cittadini quando fanno mancare il consenso. Io quel consenso l’ho avuto e quindi vado avanti. La solidarietà piena di Pierferdinando Casini, di Saverio Romano e del mio partito mi incoraggia

Niente dimissioni dal Parlamento.

"Quando la sentenza sarà notificata alla Camera agirò di conseguenza. Per il momento non c’è alcuna decadenza come qualcuno si è affrettato a dire. Drago resta parlamentare Udc a Montecitorio".

Al centro servizi di Michelica molte le attestazioni di solidarietà a Drago tra cui anche quella di Riccardo Minardo che abbraccia il collega ed avversario politico.

"Dal punto di vista umano la massima solidarietà- commenta Riccardo Minardo – Dal punto di vista politico la sua condanna segna la fine dell’Udc in provincia di Ragusa. Non ho capito nemmeno la solidarietà politica dell’Udc; non sarei andato così avanti come ha fatto il segretario Saverio Romano e personalmente avrei chiesto di autosospendermi. In assenza di questo comportamento si apre una questione sulla presidenza del consorzio universitario. Non c’è un dovere istituzionale alle dimissioni ma c’è un dovere etico che imporrebbe a tale comportamento. Drago lo prenda in considerazione».