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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1153
MODICA - 31/10/2007
Politica - Modica - Ma da Roma Riccardo Minardo si dice "disteso"

Consiglio comunale paralizzato
dall´azzeramento della giunta

Tutto resta congelato e il sindaco Torchi amministra in solitario Foto Corrierediragusa.it

« E’ un segnale distensivo; sono fiducioso perché si esca da questa situazione ma tocca a tutti trovare una soluzione. Mpa è stato corretto invitando Federico Mavilla e Nino Gerratana a firmare la lettera di dimissioni». Riccardo Minardo (nella foto) è a Roma per impegni istituzionali ma ha seguito da vicino l’evolversi della vicenda politico- amministrativa a palazzo S. Domenico.

« I nostri due assessori sono stati corretti, hanno firmato seguendo le indicazioni del movimento» precisa Minardo». Gerratana e Mavilla sono stati gli ultimi due a firmare la lettera di dimissioni consegnandola al sindaco ieri mattina completando così di fatto l’azzeramento della giunta. Difficile che in questi giorni ci possano essere novità di rilievo visto che l’incontro tra le delegazioni è stato fissato per sabato. Per il momento tutto resta congelato ed il sindaco Torchi lavora in proprio senza il sostegno dei suoi assessori.

L’azzeramento della giunta e la crisi di fatto hanno determinato anche la paralisi del consiglio comunale. La seduta di lunedì è andata infatti deserta: solo sette i consiglieri in aula, tutti del centro sinistra, ed il vicepresidente del consiglio Giuseppe Minardo che ha chiamato l’appello ed ha rinviato i lavori. L’opposizione non ha potuto che prendere atto della battaglia interna alla maggioranza a fronte della urgenza di alcuni problemi da esaminare a cominciare di alcuni atti riguardanti gli equilibri di bilancio.

« L’assenza in massa del centro destra è un atto gravissimo ? dice Vito D’Antona ? Non c’è rispetto per le istituzioni nonostante la gravità dei problemi sul tappeto » . Il consiglio inoltre deve mettere in moto il processo per bloccare il commissariamento per l’adozione della variante al piano. Il funzionario della regione si è già insediato e servirebbe qualche atto formale per far recedere il commissario dal procedere. Non ci sono tuttavia margini perché i gruppi consiliari di maggioranza possano ritornare sui loro banchi; in particolare Forza Italia che ha detto a chiare lettere di sentirsi con le mani libere fino a quando i rapporti tra i partiti non saranno chiariti.

Il sindaco Torchi da parte sua ostenta fiducia e ritiene che il buon senso di tutti prevarrà perché l’interesse di tutto è che l’amministrazione vada avanti per la sua strada. Il rischio vero è che la crisi di palazzo S. Domenico apra la breccia per chiarimenti ed equilibri tra i partiti del centro destra a livello provinciale. Il leader Mpa Raffaele Lombardo infatti vuole giocare questa carta per la riaffermazione del ruolo del suo movimento in provincia inserendo il caso Modica in quello più ampio dell’amministrazione provinciale e del comune di Vittoria e delle prossime elezioni in tre comuni tra cui Scicli dove Mpa vuole un suo uomo quale candidato. Torchi potrebbe essere dunque vittima di un meccanismo più grande di lui e pagare le conseguenze di un gioco ben più ampio.