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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 926
MODICA - 29/04/2009
Politica - Modica: intervista al consigliere comunale transitato nel Pdl

Nino Gerratana: "La gestione Buscema è stata finora fallimentare"

"E’ una scelta importante e concreta del mio percorso politico"
Foto CorrierediRagusa.it

Buscema «assolto», Minardo «condannato». Sono le «sentenze» di Nino Gerratana (nella foto), il consigliere comunale di recente transitato nel Pdl dopo alcuni mesi trascorsi da indipendente. Gerratana analizza a freddo la situazione in cui versa Modica, definendola «stagnante e piatta, a causa di un amministrazione «bicefala» in cui i tentativi di aprire al dialogo con l’opposizione da parte del sindaco, vengono puntualmente soffocati sul nascere dal deputato Mpa Riccardo Minardo». Gerratana vede nel Pdl l’unica alternativa al lento spegnersi di una città, che può ancora risorgere dalle sue stesse ceneri, proprio come la leggendaria araba fenice.

- Vedrebbe al momento un candidato valido per governare la città?

«Preferisco non fare nomi, perché mi sembrerebbe prematuro e fuori luogo. Senza nulla togliere a Buscema, di cui apprezzo la pacatezza e la volontà di apertura al confronto dialettico e politico, penso che Modica abbia bisogno di un sindaco dal polso fermo, che non accetti compromessi e che sfoderi il coraggio di compiere scelte che magari, di primo acchito, potrebbero risultare impopolari, ma che invece finirebbero col portare i frutti sperati».

- E a quali colori politici apparterrebbe questo ipotetico candidato?

«Sicuramente non a quelli della maggioranza. A conti fatti, resta solo il Pdl, anche perché l’Udc è ancora impelagato a risolvere le proprie beghe interne».

- Ma la gente, alle ultime amministrative, ha bocciato il partito di cui ora lei fa parte.

«Il partito al quale sono tornato ha pagato lo scotto di due circostanze. La prima: i modicani avevano voglia di cambiare. Dopo oltre cinque anni di governo Udc, evidentemente veniva avvertito il bisogno della novità. La seconda circostanza che, a mio avviso, ha in parte danneggiato il centro destra, è stata data dalla vicenda giudiziaria che ha investito buona parte dell’Udc ibleo. Anche se nelle aule di tribunale deve ancora essere accertata la colpevolezza o l’innocenza delle persone coinvolte nell’inchiesta, la gente si è comunque già fatta una sua personalissima opinione».

- Lei, in un certo senso, è sceso dal carro dei vincitori per passare dall’altra parte della barricata.

«In effetti lasciai l’Mpa in tempi non troppo sospetti, quando doveva ancora svolgersi il ballottaggio tra Antonello Buscema e il suo competitor Giovanni Scucces. Lo feci per una sorta di sfida personale e, soprattutto, per coerenza nei confronti del mio elettorato. Non potevo digerire il fatto che Mpa avesse tradito le aspettative di coloro che ci rinnovarono la loro fiducia, alleandosi con il centro sinistra pur di governare la città».

- E come giudica questi primi mesi di amministrazione Buscema?

«Sarebbe meglio dire «amministrazione Buscema – Riccardo Minardo». Non posso che giudicarla fallimentare, per i motivi che sono sotto gli occhi di tutti».

- A tenere in questi giorni banco è la vicenda della «Multiservizi».

«La classica situazione del cane che si morde la coda. Mi consta che ai lavoratori non siano stati versati i contributi dai precedenti amministratori della società pubblica, che, nonostante ciò, hanno ugualmente proceduto alla divisione degli utili, prima dello scioglimento del consiglio d’amministrazione e della successiva nomina di Carmelo Ruta quale amministratore unico. Dovrebbero nelle prossime ore arrivare 135mila euro per il pagamento di parte delle spettanze. Ma come la mettiamo con i contributi non versati? Si tenta di far passare la circostanza sotto silenzio, come nel caso dei famosi cinque milioni di euro «regalati» solo a parole da Lombardo lo scorso Natale».

- Ma quei soldi arrivarono davvero.

«Vero, ma non sottoforma di extra, come accaduto per Catania e come l’amministrazione ha tentato di far credere a tutti. Il presidente della regione non ha fatto altro che anticipare le somme che sarebbero state dovute al comune tra gennaio e febbraio 2009 e che adesso sono state trattenute dalle rate».


IL RITORNO DI NINO GERRATANA AL PDL
di Duccio Gennaro


Ritorno al passato. Nino Gerratana passa al Pdl e riabbraccia i compagni di qualche anno fa. Gerratana è stato indipendente di centro destra al consiglio comunale ed ufficializzerà la sua decisione di passare al Pdl alla prossima seduta. «E’ una scelta importante e concreta del mio percorso politico- dice Gerratana.

Nino Gerratana ha iniziato la sua carriera politica nell’allora Forza Italia dove fu attratto dal suo mentore , Ricccardo Minardo. Dissapori e contrasti portarono Gerratana a lasciare il parlamentare forzista per diventare il punto di riferimento di Mpa in città con il pieno appoggio di Raffaele Lombardo. L’arrivo in Mpa di Riccardo Minardo scombussolò i piani di Gerratana che si ritrovò ancora l’ingombrante figura di Minardo nel suo stesso partito.

Nonostante l’esperienza di assessore nella precedente giunta con delega al verde ed ai servizi ecologici Gerratana ruppe con Mpa al momento in cui il movimento di Lombardo decise di appoggiare la giunta Pd Mpa con sindaco Buscema. Fu il momento dell’ulteriore distacco.

«Non posso tradire i miei elettori – disse allora Nino Gerratana - Mi hanno votato per un sindaco di centro destra ed io sono per Scucces». Gerratana risultò il primo degli eletti in Mpa ma decise di dichiararsi indipendente. Oggi l’adesione al Pdl con la speranza di restarci fino a fine legislatura. In consiglio comunale non cambia la geografia dell’opposizione in quanto Nino Gerratana era già organico al centro destra pur da indipendente.