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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1269
MODICA - 14/02/2009
Politica - Modica: dopo le conferme poco confortanti giunte dal Viminale

Tagli al comune di Modica per evitare il dissesto

Il sindaco Buscema: "Adesso siamo a un bivio. Adesso tocca a tutti noi rimboccarci le maniche e andare avanti insieme" Foto Corrierediragusa.it

I numeri ci sono tutti. Il sindaco Antonello Buscema (nella foto) ha avuto la certificazione, ancora ufficiosa, del dissesto finanziario, da parte del capo dipartimento dell’ufficio Finanze locali del Viminale. Se qualcuno della delegazione modicana aveva ancora dei dubbi è uscito con questa certezza dal palazzone del ministero dell’Interno.

Giancarlo Verde, dirigente centrale dell’amministrazione dell’Interno, ha esaminato gli ultimi tre bilanci ed i relativi conti consuntivi ed ha dato il suo autorevole responso. Il dissesto si evita con scelte nette, come la transazione dei debiti con i grandi creditori per evitare i commissari ad acta, con tagli sulle spese non necessarie, con la cassa integrazione da richiedere alla regione per i dipendenti delle collegate.

Questi innanzitutto le prime cose da fare subito per rimettere i conti in ordine, per poi proseguire con una efficace opera di disincrostazione di tutta la macchina comunale « Siamo al bivio – ha detto Antonello Buscema, uscendo dal Viminale insieme a Riccardo Minardo, Emanuele Muriana, Peppe Sammito ed il consulente Santino Amoroso – O imbocchiamo ora la strada del risanamento o sarà dissesto. Il ministero ci ha detto che i parametri ci sono tutti anche se bisognerebbe evitare di arrivare a questa soluzione. E’ il momento delle scelte difficili; ci vuole chiarezza da parte di tutti, numeri certi, impegni seri».

Il sindaco comincia la parte più difficile di questa vicenda con la convocazione dei sindacati e delle organizzazioni di categoria già fissata per domani a palazzo S. Domenico. Poi sarà la volta dei partiti e dei capigruppo. Il destino della città si gioca infatti sul bilancio 2009 ma per arrivare alla quadratura dello strumento finanziario bisognerà operare tagli drastici; Buscema non ha intenzione di portare alle lunghe il dibattito ed il confronto; nelle intenzioni del sindaco bisognerà chiudere entro dieci giorni.


TUTTI CONTRO TUTTI COME IN CAMPAGNA ELETTORALE

Tutti contro tutti. A distanza di dieci mesi la città sembra tornare in campagna elettorale. Come allora il dibattito sulla situazione finanziaria del comune anche se oggi la dichiarazione di dissesto finanziario non è solo una ipotesi di lavoro ma una prospettiva concreta.

L’appuntamento di lunedi mattina al Viminale con i funzionari della sezione finanze locali sarà decisivo per le determinazioni che il sindaco Antonello Buscema assumerà. «Si è tornato a parlare di alleanze, di giunta tecnica, di azzeramenti, ma questo è un altro livello della discussione dice il sindaco - Io non voglio approfittare dell’emergenza per perseguire una strategia politica. Oggi mi interessa salvare la città dal dissesto».

Sono Mpa, Pdl ed Udc a tenere vivo il dibattito con lo scontro in casa Minardo e con l’Udc che non salva né Buscema né i suoi alleati e chiede senza peli sulla lingua le dimissioni del sindaco. « L’amministrazione si assuma le sue responsabilità e decida , dice il direttivo Udc; Buscema e la sua maggioranza hanno le capacità per governare la città ? Si dimettano se sono incapaci». E’ Mommo Carpentieri a parlare per conto del Pdl; Mpa ed il suo leader sono gli obiettivi di Carpentieri che ricorda come Riccardo Minardo sia stato a vario titolo al governo della città per sette anni insieme ai suoi uomini, Enzo Scarso, Giorgio Cerruto e Paolo Garofalo.

«O è stato corresponsabile della situazione odierna o l’ha ignorata – dice il vicepresidente della provincia – In entrambi i casi è una responsabilità grave ed oggi Minardo non può permettersi di accusare quelli che sono stati i suoi compagni di viaggio». Riccardo Minardo incassa e rilancia « Al Pdl brucia ancora la sconfitta –dice il parlamentare – Dietro il baby onorevole ci sono i responsabili del dissesto che dovranno rendere conto alla corte dei conti. Ricordo a tutti che il conto consuntivo 2007 attesta un disavanzo di 21 milioni e passa di euro derivati dalla dissennata amministrazione precedente. Sullo sfondo del dibattito lo spettro della mobilità per 158 dipendenti di ruolo e un buon 40 per cento degli addetti delle società esterne, Multiservizi innanzitutto. Il dissesto del comune di Modica sarebbe il primo in provincia dopo quello dichiarato dal comune di Chiaramonte nel 1993 che si è protratto per cinque anni prima del ritorno alla normalità.


LE PROPOSTE "INDECENTI" DI PDL E UDC

«Il sindaco azzeri la giunta e ne nomini una nuova con uomini scelti da lui". E´ l´invito che Nino Minardo ha rivolto ad Antonello Buscema per uscire dall’impasse politica in cui l’alleanza Pd Mpa rischia di cadere alla luce della emergenza finanziaria. Buscema ha garbatamente rifiutato per evitare soluzioni pasticciate. Il sindaco dice no a giunte istituzionali o trasversali ma sa che senza l’apporto dell´opposizione e delle forze sociali sarà difficile evitare il dissesto, ormai dietro l’angolo.

Minardo precisa che non vuole posti in giunta per il suo partito. "Buscema - dice - deve però porre fine all’alleanza con Mpa per dare vita ad una giunta tecnica sganciata dai partiti. Il sindaco sarà libero di scegliersi i nuovi assessori e questa sarà la condizione perché il Pdl collabori. Il Pdl - conclude Minardo - dice no alla dichiarazione di dissesto finanziario perché è la soluzione peggiore, perché significa gettare la spugna ed è inoltre un fatto disastroso per tutta la città".

"Picconate" anche dall´Udc, secondo cui il dissesto è da evitare come la peste. "Noi del partito - si legge in una nota - non siamo interessati a ruoli di governo o a coinvolgimenti comunque camuffati, ma a scelte che non mortifichino lo sviluppo della città, gli interessi deboli e non violino i diritti dei lavoratori. Il sindaco e la sua maggioranza - conclude la nota - assolvano al dovere di governare la città se ne hanno le capacità, oppure ammettano il pieno fallimento".

I sindacati da parte loro hanno avuto ulteriori incontri con Antonello Buscema per discutere delle tre proposte avanzate dall’amministrazione. La Cisl si è detta possibilista su un bilancio che tagli il superfluo ma non vuole il dissesto. « Ci dovevano pensare già ad agosto – dice Bartolo Di Martino – Noi l’avevamo detto , ora è troppo tardi e pagherebbero solo i dipendenti». L’attenzione è ora tutta rivolta all’appuntamento in programma a Roma al Viminale dove il sindaco incontra i funzionari della sezione Finanze locali. Antonello Buscema tirerà poi le somme e dirà alla città dove vuole andare.