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Lunedμ 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1199
MODICA - 11/12/2008
Politica - Modica - Il primo cittadino chiude la porta al suo predecessore

Buscema snobba Torchi:
"Non ci sarà nessun confronto"

Rimostranze anche al Pdl, che risponde a tono: "Atteggiamenti che palesano un pressochè totale incapacità amministrativa"
Foto CorrierediRagusa.it

«Non ci sarà nessun confronto pubblico con Piero Torchi, ho altro da fare che perdere tempo in sterili dibattiti fini a sé stessi. Devo mitigare la difficile situazione finanziaria dell’ente, per non deludere la fiducia di quanti mi hanno votato cinque mesi fa».

Con queste poche parole il sindaco Antonello Buscema liquida il suo predecessore «il quale può tranquillamente riprendere il suo dignitoso silenzio – chiosa Buscema – che, a mio avviso, sarebbe stato più che opportuno non interrompere. Torchi mi ha bollato come straordinariamente immaturo? Non c’è bisogno di commentare una simile frase, che già la dice lunga sullo stato d’animo del mio predecessore. Io non rispondo agli attacchi personali, e anche quando inevitabilmente traccio il punto della situazione di una città sull’orlo del baratro finanziario, non faccio mai nomi. Se qualcuno poi si sente chiamato in causa, sono solo problemi suoi».

Molto più diretto Buscema in merito all’atteggiamento assunto dal Pdl, che ha definito l’amministrazione «allo sbando e in balia di problemi evidentemente troppo difficili da gestire e che spingono questa giunta a navigare a vista, dal momento che il sindaco non riesce neanche a sfruttare i canali giusti per sollecitare l’invio delle somme dovute al comune dalla Regione e dallo Stato». Sono le affermazioni dei consiglieri Michele D’Urso, Giovanni Migliore, Bartolo Azzaro e Tato Cavallino. «In verità – dice Buscema – sono loro a non avere il benché minimo senso delle istituzioni.

Come da prassi, ho chiamato i parlamentari iblei per esortarli, com’è peraltro nei loro compiti, ad attivarsi a Roma e a Palermo per far giungere il prima possibile le somme che sarebbero comunque arrivate entro la fine di gennaio 2009. Non è forse questa – prosegue Buscema – la famosa collaborazione da loro stessi auspicata? Invece lo stesso Nino Minardo non si è neanche degnato di farmi sapere le ultime novità da Roma, mentre ero peraltro impegnato a Palermo nel vertice con il presidente Raffaele Lombardo per concretizzare il prima possibile l’anticipo delle somme da Palermo.

Il Pdl – aggiunge il sindaco – ha invece organizzato un incontro al comune per parlare a vanvera della mia giunta, mentre Nino Minardo ha ritenuto più urgente inviare comunicati ai media piuttosto che informare il sindaco eletto dai modicani. Ognuno si assuma le proprie responsabilità». Il Pdl, nel corso del suddetto incontro, ha auspicato la presentazione della bozza del bilancio preventivo 2009 entro la fine dell’anno.

«Ci stiamo lavorando – dice il sindaco – ma non abbiano troppa fretta di vedere documenti che si sono peraltro rifiutati di votare. La bozza di uno strumento finanziario non si prepara di certo in pochi giorni. Abbia il Pdl almeno la bontà di attendere, perché non stiamo di certo dormendo sugli allori».

E in riferimento alla somma di 400mila euro prima tolta dal fondo destinato ai servizi sociali, poi reinserita e altresì impinguata con altri 180mila euro? «Tutto vero – precisa il sindaco – perché ci siamo accorti che non saremmo altrimenti arrivati a coprire per l’anno in corso i servizi attivati tramite convenzioni stipulate da chi ci ha preceduti. Avremmo forse dovuto licenziare qualcuno per poi sentirci tacciare, magari dallo stesso Pdl, di non riuscire a mantenere i posti di lavoro e di spedire la gente in mezzo alla strada»? Ribadisco un solo desiderio – chiude il sindaco – vale a dire che ci lascino lavorare in pace e che continuino a collaborare per il bene della città senza troppe polemiche e critiche che, a cinque mesi dal mio insediamento e con questi chiari di luna, mi sembrano piuttosto inopportune».


IL PDL RISPONDE: "BUSCEMA NERVOSO E INCAPACE"

Non sono andate giù al Pdl le dichiarazioni del sindaco. «Quanto affermato dal primo cittadino – si legge in una nota del Pdl – palesa il nervosismo tipico di chi comincia ad accorgersi di non sapere più che pesci prendere». Secondo il gruppo di minoranza «Buscema predica bene e razzola male quando dice che avremmo commesso «scorrettezze istituzionali», dimenticandosi però egli stesso, circa dieci giorni fa, attese che i dipendenti iniziassero la protesta e solo successivamente avvisò l’on Minardo.

Se il sindaco fosse stato in buona fede – prosegue il Pdl – si sarebbe dovuto muovere per tempo, invece di strumentalizzare i dipendenti. Noi – chiude la sua nota il Pdl – continuiamo a produrre risultati con i provvedimenti veri che arrivano da Roma, nella speranza che anche da Palermo giungano segnali concreti, mentre ciò che nel frattempo resta palese è l’incapacità amministrativa di questo sindaco».


LE RAGIONI DEL TORCHI FURIOSO
E LA REPLICA DEL POIDOMANI RIFLESSIVO


Piero Torchi rompe il silenzio e vuole il confronto diretto. L’ex sindaco non e può più delle mistificazioni che, a suo dire, sarebbero fioccate in questi giorni in danno della sua persona, e invita il suo successore Antonello Buscema ad un faccia a faccia. Torchi, che precisa di non aver mai assunto il tipico «atteggiamento rabbioso dell’ex», come egli stesso scrive, colora la sua lunga nota bollando Buscema come uno «straordinario immaturo laddove utilizza, per giustificare l’attuale crisi finanziaria, il retaggio del passato, senza alcuna analisi politica – prosegue Torchi – ed elargendo giudizi molto superficiali che mal si addicono a chi è chiamato a ricoprire un incarico istituzionale così importante.

E’ opportuno ricordare al sindaco – continua Torchi – che al momento delle mie dimissioni, nel marzo scorso, l’amministrazione era in regola con i dipendenti comunali, che avevano percepito gli stipendi e gli emolumenti arretrati nella quota concordata con i sindacati. Anche i netturbini erano stati saldati e pressoché in regola erano gli stipendi dei dipendenti di Multiservizi e ReteServizi». Torchi dimentica però di sottolineare che fece ampio abuso di anticipazioni di cassa per somme dovute all’ente dalla Regione. Oggi una simile strategia non è più attuabile e lo scotto di quel metodo lo sta pagando adesso l’attuale giunta. L’interlocuzione palermitana tra Buscema e il presidente della Regione Raffaele Lombardo si è resa necessaria anche per colmare questo baratro.

Torchi estende l’invito al confronto pubblico anche al capogruppo e segretario cittadino del Pd Giancarlo Poidomani, nelle cui parole l’ex sindaco ha ravvisato «l’astio e la frustrazione per un ruolo da protagonista da troppo tempo ambito e mai ottenuto per le ripetute e clamorose sconfitte elettorali in serie – chiude Torchi – che io e la mia maggioranza di allora gli abbiamo inflitto». Poidomani ha subito risposto asserendo che «è fin troppo facile rispondere al’ex sindaco e far crollare il suo castello di carte di una immagine efficiente, positiva e senza ombre che egli stesso dipinge della sua passata amministrazione. A vedere raccontata la storia della sua giunta parrebbero tutte rose e fiori. Peccato che – conclude Poidomani – con le spine ci siamo punti dopo».

(Nella foto in alto da sx Piero Torchi, l´allora assessore della sua giunta Massimo Cicero e Antonello Buscema, all´epoca all´opposizione)