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Giovedì 18 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 23:20 - Lettori online 741
MODICA - 10/01/2018
Politica - L’ente sta tentando di salvarsi dal dissesto

Decreto "Salva Napoli" da applicare anche a Modica

L’amministrazione vuole avvalersi della possibilità introdotta dalla Legge di stabilità approvata dal governo che consente ai comuni in condizioni di pre dissesto di spalmare il debito in venti anni rispetto ai 30 anni prima previsti Foto Corrierediragusa.it

Il Consiglio comunale dice sì alla rimodulazione del Piano di riequilibrio finanziario. Diciotto i voti a favore, l’opposizione si è astenuta. L’amministrazione vuole avvalersi della possibilità introdotta dalla Legge di stabilità approvata dal governo che consente ai comuni in condizioni di pre dissesto di spalmare il debito in venti anni rispetto ai 30 anni prima previsti, il cosiddetto decreto "Salva Napoli". Dopo l’adesione votata dal consiglio l’amministrazione dovrà poi rimodulare il Piano di riequilibrio che sarà poi valutato dalla Corte dei conti. E’ un passaggio molto stretto perché i quasi 80 milioni di debiti che l’ente ha accumulato dovranno essere pagati in un arco temporale più breve. Tutto da verificare se l’ente sarà in grado di pagare una maxi rata da 300 mila euro al mese per coprire costi ed interessi ma al momento questa appare l’unica via di uscita per evitare un dissesto ormai nei fatti.

L’attenzione è tutta spostata sulla sentenza che le Sezioni riunite della Corte dei conti emetteranno sul ricorso presentato dall’amministrazione per la mancata approvazione del Piano di riequilibrio ma se il giudizio non sarà positivo, come probabile, la norma della Finanziaria nazionale verrà in soccorso dell’ente, anche se gli amministratori, presenti o futuri, dovranno dimostrare come e con quali risorse riusciranno a pagare i debiti accumulati. Come evidenziato dai banchi dell’opposizione non basta, infatti, rimodulare il Piano, è già la quarta stesura, ma serve un progetto finanziario e soprattutto comportamenti conseguenziali con eliminazione di spese non strategiche, con una politica delle entrate seria ed efficace, con il taglio di costi non più sostenibili dall’ente.

Tutte raccomandazioni che la Corte dei conti a varie riprese ha manifestato ma che sono state disattese. Per Vito D’Antona l’ulteriore rimodulazione appare dunque come «un tentativo di evitare la dichiarazione del dissesto prima della campagna elettorale per le amministrative». Per Luigi Giarratana, presidente ella Commissione Bilancio che ha dato parere favorevole al Piano «il consiglio non si può fare sfuggire la possibilità della rimodulazione. Il sindaco ritiene che bisogna trarre vantaggio dalla possibilità offerta dalla finanziaria di ripartire da zero e rinvia ad un momento successivo la rimodulazione delle cifre.

DISSESTO SI O NO? VERDETTO A FINE MESE
Il ricorso dell’amministrazione comunale di Modica contro la bocciatura del piano di riequilibrio finanziario sarà discusso dalle Sezioni riunite della Corte dei conti a fine mese. La corte ha comunicato che la discussione è stata fissata nell’ultima seduta del mese ed in quella sede i magistrati contabili adotteranno le loro decisioni sulla base del ricorso presentato dai legali cui l’ente si è affidato tra cui Antonio Barone, ordinario di Diritto amministrativo al Dipartimento di Economia dell´Università di Catania. L’attesa per la decisione della Corte è massima ma nel frattempo le cose potrebbero cambiare, in meglio, per l’amministrazione Abbate. La situazione generale di molti enti locali italiani, tutti coinvolti in situazioni di grande pericolo per il rischio fallimento, ha indotto il governo Gentiloni a varare una norma salva comuni nell’ultima Finanziaria. La norma prevede che i Piani di riequilibrio finanziario presentati dai comuni possano essere spalmati non più su 30 anni ma su venti anni a condizione che le amministrazioni locali votino una delibera in tal senso.

E’ quello che ha fatto l’amministrazione Abbate a fine dicembre per non essere tagliata fuori dagli eventuali benefici della norma della Finanziaria nazionale. La delibera di giunta, ora, dovrà passare al vaglio del consiglio comunale per essere definitivamente recepita. Solo una deliberazione formale in tal senso può ammettere Modica ai benefici previsti dalla Finanziaria. In termini concreti vorrà dire che, una volta dichiarata ammissibile la posizione di Modica, il debito di quasi 80 milioni dovrà essere pagato in 20 anni con maxi rate da 300 mila euro al mese. Tutto da vedere se Modica riuscirà a far fronte a questo impegno così gravoso che peserà sul futuro della città anche se, dall’altro lato, ciò vorrà dire allontanare lo spettro sempre più concreto del dissesto. Con le amministrative dietro l’angolo e la ricandidatura dell’attuale gruppo dirigente l’amministrazione Abbate sa che questa è la strada da percorrere anche per rendere innocua o comunque ininfluente la eventuale bocciatura del ricorso presentato alla Corte dei Conti.