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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1115
MODICA - 09/11/2008
Politica - Modica - L’inchiesta giudiziaria diventa terreno di scontro politico

Minardo: "Drago rinuncia all´immunità? Ma non ce l´ha"!

Frecciate a distanza tra Mpa e Udc: i rapporti restano tesi
Foto CorrierediRagusa.it

L’inchiesta sul riciclaggio di denaro che, nella fase finale, ha interessato direttamente il parlamentare nazionale Giuseppe Drago quale indagato per le ipotesi di reato di concussione e associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, diventa terreno di scontro politico tra l’Udc, di cui Drago è leader in provincia, e l’Mpa del presidente della Regione Raffaele Lombardo.

In un documento firmato dalla segreteria politica dell’Udc, si assicura solidarietà al parlamentare nazionale, condannando al contempo il presunto accanimento politico di Mpa nei confronti dell’Udc, del quale si tenterebbe di demolire l’immagine a tutti i costi. Era stato lo stesso Giuseppe Drago, a margine dell’incontro tenutosi nella segreteria politica per dire la sua sull’inchiesta giudiziaria che lo riguarda, ad indicare nell’Mpa il partito che, a suo avviso, ha speculato su questa vicenda.

Sentitosi chiamato in causa in maniera più o meno diretta, Riccardo Minardo, deputato regionale del partito che fa capo a Lombardo, dichiara di non aver mai strumentalizzato alcunché su questa vicenda, limitandosi a rievocare fatti noti da tempo. «Qualcuno – afferma Minardo – sta tentando di farci vestire panni che non ci appartengono. Circa cinque mesi fa, quindi in tempi non sospetti, quando Drago non risultava tra gli indagati dell’inchiesta, in un comizio conclusivo delle amministrative misi in relazione l’attività della «Immobil D» agli utili della società «Modica Multiservizi» e agli alti costi sostenuti dal Comune per i servizi resi dalla società mista. Mi sono assunto la responsabilità della mie dichiarazioni pubbliche e Drago ritenne opportuno querelarmi. Ma – prosegue Minardo – il leader dell’Udc non ha mai chiarito in cosa consista l’attività di questa sua società di cui è socio assieme al fratello, così come ritengo che abbia fornito spiegazioni piuttosto lacunose sul castello accusatorio dell’inchiesta.

Drago parla di un errore lapalissiano della Guardia di Finanza sull’entità delle somme dei prestiti. Eppure la materia fiscale è il pane quotidiano delle fiamme gialle. Ma Drago, chiaramente – aggiunge Minardo – ha ritenuto dover rendere nota una sua opinione. Non capisco perché se sono gli altri ad esprimere i loro punti di vista, si debba parlare di strumentalizzazione. Fino a prova contraria l’inchiesta giudiziaria è un fatto, mentre il presunto errore alla base delle indagini è solo un’ipotesi di Drago che, è comprensibile, tenta di minimizzare la vicenda. Ritengo invece strumentale – prosegue Minardo – la sbandierata rinuncia di Drago all’immunità parlamentare. Da quando in qua un politico può rinunciare ad un diritto che non ha? Gli inquirenti hanno proceduto con gli accertamenti nei suoi conti corrente senza bisogno di chiedere nulla alla Camera. E, in base allo stesso principio, la magistratura potrà decidere, nell’ambito dell’udienza preliminare, se proscioglierlo o rinviarlo a giudizio.

L’autorizzazione a procedere – spiega il deputato regionale – va richiesta alla Camera solo nei casi di intercettazioni ambientali e telefoniche o di richiesta di custodia cautelare. Questo vittimismo dell’Udc, che si palesa in un attacco non proprio tra le righe all’Mpa, mi pare pretestuoso e fuori luogo. Anche loro, in un recente documento, hanno chiesto che venga fatta chiarezza sul settore dei servizi sociali. Perché si parla di strumentalizzazione solo quando siamo noi a ricercare la verità? Noi – conclude Minardo – non abbiamo condannato nessuno. Sarà la Giustizia a fare il suo corso».

(Nella foto in alto da sx Giuseppe Drago e Riccardo Minardo ai tempi della "pax politica")