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Giovedì 26 Aprile 2018 - Aggiornato alle 0:35
MODICA - 15/09/2017
Politica - "Mistero" risolto

Giannone si è dimesso da assessore al bilancio

L’ex amministratore della giunta Abbate fa chiarezza Foto Corrierediragusa.it

Enzo Giannone rompe il lungo silenzio e ufficializza le sue dimissioni da assessore al bilancio della giunta Abbate. In un comunicato Giannone chiarisce, approfondisce, ringrazia e chiude la porta. Avrebbe preferito che il sindaco avesse dato comunicazione della sua decisione di lasciare l’incarico, ma Ignazio Abbate ha temporeggiato (troppo), forse per attutire, o anche rintuzzare, l’impatto delle dimissioni del suo assessore. Abbate è rimasto in trincea e ha tenuto duro, ma la sua strategia non ha funzionato perché Enzo Giannone ha fatto esplodere il caso. Scrive Enzo Giannone: «Fino ad oggi ho preferito non parlare nel rispetto delle decisioni dell’amministrazione ed in attesa di una presa d’atto ufficiale da parte del sindaco che peraltro ho recentemente sollecitato. Di fronte a tanta e tale speculazione sulla mia persona, tuttavia, non potevo più tacere».

"Le dimissioni -dice Giannone - sono state determinate da «motivi personali e familiari. I miei sopraggiunti molteplici impegni non mi hanno permesso di continuare a svolgere il ruolo in modo sereno, costruttivo e continuativo come la buona politica richiederebbe. La mia decisione deriva proprio da un forte senso di responsabilità nei confronti prima ancora che dell’amministrazione, di tutti i cittadini modicani. Modica e i modicani, indipendentemente dalle considerazioni politiche, non meritano un assessore a "mezzo servizio", soprattutto in un settore così nevralgico e delicato come quello delle finanze dell’Ente. Ci vuole poco a comprendere che le mie dimissioni non cancellano e non possono cancellare la responsabilità del mio operato.

Penso - conclude Giannone - alla difficilissima situazione che si è dovuta affrontare quando è stata comminata una mega multa all’ente per aver sforato il patto di stabilità nel 2012, o a tutto il lavoro che è stato fatto nell’approntare e «difendere» davanti al Ministero e alla Corte dei Conti il piano di riequilibrio rimodulato e successivamente approvato dagli stessi giudici contabili».

Giannone se ne va dunque in punta di piedi ed avrebbe certamente preferito che la gestione delle sue dimissioni fosse stata più accorta. Per il sindaco Ignazio Abbate è una brutta gatta da pelare sia per i risvolti politici, sia per quelli amministrativi ad un anno dalle elezioni. Abbate deve intanto trovare un assessore al bilancio che condivida la sua impostazione nella gestione di una situazione finanziaria difficilissima in una struttura dove manca anche il direttore di ragioneria ed in una fase in cui è attesa la sentenza della Corte dei conti sul Piano di Riequilibrio.