Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 391
MODICA - 14/09/2017
Politica - Il caso sollevato di nuovo in consiglio comunale

Il "mistero" sull´assessore al bilancio del comune di Modica Giannone

Sindaco assente in aula e l’assessore Lorefice dichiara di essere all’oscuro della vicenda Foto Corrierediragusa.it

Porta aperta ma sedia vuota. L’assessore al bilancio Enzo Giannone (foto) non si vede da metà luglio a palazzo San Domenico e la sua ultima partecipazione ad una seduta di giunta risale a fine luglio. Dopo ci sono stati solo silenzio, reticenze e risposte evasive. Eppure la delega di Enzo Giannone è una di quelle che pesano. Anzi, a Palazzo S. Domenico tra debiti fuori bilancio, mancanza di liquidità, denunce della Corte dei conti, la delega addirittura è di quelle che scottano. Alle ripetute sollecitazioni telefoniche Giannone non risponde. Eppure la denuncia alla Procura della Corte dei conti ed alla Procura della Repubblica di Ragusa da parte dei magistrati contabili interessa da vicino non solo il sindaco Ignazio Abbate, ma anche lo stesso assessore al Bilancio che ha firmato gli atti contabili, occupandosi del contestato e controverso Piano di risanamento.

Pare che Enzo Giannone abbia preso le distanze dal sindaco, che a sua volta lo aveva voluto a tutti i costi in amministrazione, non gradendo di conseguenza la lettera di dimissioni che a fine luglio Giannone gli ha recapitato tramite Pec. Proprio questo atto formale è un ulteriore "giallo" nella vicenda, perché non se ne troverebbe traccia nella posta informatica dell’archivio dell´ente e la cosa, come emerso anche dal dibattito in consiglio comunale, appare ben strana. Interrogato sul fatto l´assessore Pietro Lorefice, che rappresentava il sindaco in aula, ha detto di non saperne nulla, sollevando le ire di Vito D’Antona dichiaratosi «offeso» dalla risposta.

Stesso discorso per Giovanni Spadaro, che, a nome del Pd, ha dovuto prendere atto dell’evasività delle risposte. Il sindaco non c’era e non risponde da tempo sul caso. Il problema è sostanzialmente politico perché Abbate, non "tollera" che il suo assessore al Bilancio possa andare via ed aprire uno squarcio in un’amministrazione che ha tenuto per tre anni con la sua «formazione» iniziale. Non va bene che ad un anno dalle prossime elezioni si perda per strada un assessore che si occupa del settore più delicato di Palazzo S. Domenico, rischiando di aprire un dibattito in città che non gli farebbe certamente bene in termini di consenso. E intanto il "mistero" continua.