Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 16 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 23:31 - Lettori online 769
MODICA - 30/05/2017
Politica - Dopo la trasmissione degli atti in procura da parte dei magistrati contabili

Sindaco, giunta e consiglio comunale alla prova del nove: entro domani bisogna approvare il piano di riequilibrio. Oppure...

Non è detto che lo sforzo fatto sia riconosciuto ed ammesso dalla Corte dei conti Foto Corrierediragusa.it

Per il sindaco, l’amministrazione e l’intero consiglio comunale è un passaggio delicato. Entro domani bisogna approvare il nuovo Piano di riequilibrio, che dovrà, successivamente, essere inviato alla Corte dei conti di Palermo per la definitiva approvazione. Il consiglio comunale, che si riunisce stasera, è chiamato a prendere visione dell’atto approvato in giunta ed eventualmente deliberare con gli aggiustamenti che riterrà opportuni. La Corte dei conti ha già detto che nel precedente Piano ci sono misure insufficienti sul piano del recupero dei crediti, dei tagli, della eliminazione delle società partecipate, del personale. Una manovra insufficiente che ha indotto l’amministrazione a rimodulare con altre misure.

Il nuovo piano non sarà più decennale ma trentennale e dovrà servire a pagare i 70 milioni di euro che palazzo S. Domenico tra uscite, spese non pagate e mutui ha accumulato. Un macigno che impone il pagamento di due milioni di euro l’anno solo per onorare il debito che sarà contratto con lo Stato. Non è detto tuttavia che lo sforzo fatto sia riconosciuto ed ammesso dalla Corte dei conti che ha fatto capire in modo chiaro come l’amministrazione sia stata inadempiente finora.

Non è un caso che i magistrati contabili abbiano trasmesso alla Procura di Ragusa e alla procura della stessa corte tutto il fascicolo riguardante Palazzo S. Domenico. Oggi in aula aleggerà tra i consiglieri il timore di dovere rispondere in sede giudiziaria personalmente per quanto deliberato in precedenza e tutto ciò non potrà non pesare sulle decisioni da assumere. In questi giorni in molti sono stati i consiglieri che si sono consultati con i propri legali per capire limiti di manovra e responsabilità rispetto ad un atto che appare ancora più decisivo di quelli precedenti.

SITUAZIONE DELICATA, MA...
«La situazione è delicata ma non irreparabile»: il sindaco Ignazio Abbate lancia questo messaggio al consiglio comunale che, nell’ultima seduta, ha affrontato la discussione sui rilievi della Corte dei conti di Palermo in riferimento al piano di riequilibrio finanziario. I magistrati contabili non solo hanno eccepito sulle misure insufficienti o inesistenti per fronteggiare una situazione finanziaria critica, ma hanno anche proceduto con una denuncia alla procura iblea e alla procura della Corte dei conti. Un atto inatteso, inedito, che ha messo in fibrillazione alcuni consiglieri, soprattutto dell’opposizione, perché temono di essere tirati in ballo sotto il profilo penale nel procedimento giudiziario, assieme a sindaco, giunta comunale e collegio dei revisori dei conti. Tutto questo nonostante i consiglieri di opposizione abbiano da mesi assunto un atteggiamento critico nei confronti delle delibere dell’amministrazione e delle scelte in materia economica finanziaria.

Il consiglio rischia così di essere coinvolto nella sua pienezza anche se il sindaco, ancora una volta, ha raffreddato i toni. Il dibattito in aula è stato incentrato sui ritardi che la macchina burocratica ha accumulato nella redazione delle relazioni che dovevano essere inviate alla Corte dei conti e che hanno determinato il risentimento trasparente dei giudici nei confronti di Palazzo S. Domenico. Nel mirino delle critiche dai banchi dell’opposizione è finito l’assessore al bilancio, che era assente in aula nonostante la delicatezza e l’importanza dell’argomento, ed il segretario generale, che, svolgendo anche funzioni di ragioniere generale, è stato criticato per non avere soddisfatto le domande della Corte dei conti e per non avere inviato per tempo le relazioni richieste.

Abbate non ha nascosto la difficile situazione, ha ammesso le difficoltà di riscossione dei tributi, quelle nell’accertamento dei residui passivi e ha, ancora una volta, insistito nel ritardo con cui il nuovo collegio dei revisori dei conti si è insediato, innescando una reazione a catena. Elemento questo non condiviso dalla Corte dei conti, che, su tale punto, ha ribadito che i ritardi non sono attribuibili a questo fattore. Il passaggio nodale è ora il nuovo piano di riequilibrio che andrà in aula martedì e dovrà essere approvato. Un piano per il ripianamento dei debiti che peserà «solo» per due milioni di euro l’anno, come pagamento del debito accumulato per i prossimi 30 anni, sempre nella speranza che venga accolto.

L’amministrazione si dice convinta che il nuovo Piano, riveduto e corretto, risponde a tutti i rilievi fin qui esplicitati dalla Corte dei conti. Un ennesimo atto di fiducia che prima dovrà passare al vaglio del consiglio comunale per essere approvato, e poi, soprattutto, all’esame della Corte dei conti perché l’ipotesi dissesto si allontani da palazzo San Domenico.