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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 720
MODICA - 20/05/2017
Politica - La situazione finanziaria dell’ente

Corte dei conti e procura: il sindaco Abbate è sereno

Per il primo cittadino "Il processo di risanamento dell’ente è già stato avviato" Foto Corrierediragusa.it

La dura relazione della Corte dei conti di Palermo sulla situazione finanziaria di Palazzo S. Domenico non sembra turbare più di tanto il sindaco. Ignazio Abbate (foto) esprime il suo pensiero in un comunicato dai toni pacati nel quale tuttavia non fa cenno alla segnalazione alla procura iblea e alla procura della Corte dei conti da parte dei magistrati contabili in riferimento al comportamento sia dello stesso sindaco che dei tre componenti del Collegio dei revisori. Un fatto inedito che lascerebbe presagire conseguenze penali a causa dei presunti, mancati adempimenti da parte dell´ente locale. Il primo cittadino da parte sua rileva che il processo di risanamento dell’ente è già stato avviato e che molte misure sono state adottate, evidenziando che i risultati si potranno avere nel lungo periodo. Il sindaco ribadisce ancora una volta che non ci sono stati sperperi perché per lo sviluppo sociale, culturale e turistico della città, è stato riservato poco meno dello 0,5% delle risorse del bilancio dell’Ente».

Abbate rinvia quindi la definizione delle misure complessive al Piano di riequilibrio che la giunta ha già adottato e che sarà in discussione in consiglio per l’approvazione la prossima settimana e scrive: «Una sezione del progetto di rimodulazione è dedicata allo stato di esecuzione del Piano, in cui si riportano gli obiettivi ed i risultati conseguiti con l’adozione delle misure correttive disposte dalla sezione di controllo della Corte dei Conti. Inoltre, nella sezione relativa all’evoluzione del Piano approvato, sono state rappresentate le ulteriori misure che saranno adottate, ad approvazione del Consiglio Comunale, per il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati al fine di garantirne il raggiungimento entro il termine di definizione del Piano (2021)».

Il sindaco rassicura e non si fa prendere dal panico anche se, come accennato, sorvola sui passaggi più delicati della relazione dei giudici contabili, a cominciare dai mancati adempimenti previsti per legge e dai ritardi con i quali l’amministrazione e il collegio dei revisori hanno dato risposte dovute sia nei tempi sia nel merito delle singole questioni. La parola dissesto non viene neppure accennata e tutto sembra ridursi ad un difetto di comunicazione, mentre dalla relazione della Corte dei conti la situazione finanziaria a palazzo S. Domenico sembrerebbe tuttavia ben più grave, perché mancano quegli interventi strutturali che dovrebbero portare a risparmi consistenti.

Il consigliere comunale di Sel Vito D’Antona, nel suo intervento in consiglio comunale dove la questione, seppur marginalmente, è approdata, ha richiamato «La sottovalutazione della gravità della situazione finanziaria che potrebbe portare con sè conseguenze devastanti», parlando anche delle inadempienze e addebitando al sindaco in persona le responsabilità dello stato delle cose. D’Antona auspica dunque che nella seduta in programma per mercoledì prossimo della civica assise l’amministrazione presenti delle misure correttive concrete e credibili per avviare il risanamento «Evitando così - conclude D´Antona - di trascinare nel baratro la città e quanti non hanno colpe o responsabilità».

I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI E LA SEGNALAZIONE IN PROCURA
"Opacità, irregolarità e gravi squilibri sul rendiconto 2015 e sul Bilancio 2016-2018": lo sostiene in un documento la Corte dei conti di Palermo in merito alla situazione finanziaria di Palazzo S. Domenico. L’amministrazione e il consiglio comunale sono chiamati entro fine mese a rimodulare il nuovo piano di riequilibrio ma le premesse per l’approvazione sono sconfortanti perché l’ente, stando a quanto si evince dal documento della Corte dei conti, risulterebbe inadempiente, non avrebbe adottato misure correttive rispetto alle criticità segnalate ed avrebbe rinviato provvedimenti necessari ed urgenti. La relazione della Corte dei conti dello scorso 17 aprile è un duro colpo anche in relazione ai comportamenti fin qui tenuti e ai rapporti istituzionali che funzionari, organismi di controllo interni, nel caso specifico il nuovo collegio dei revisori dei conti, e amministratori, avrebbero tenuto. La Corte dei conti ha pertanto deciso non solo di trasmettere gli atti alla Procura della Corte dei conti ma anche alla Procura del tribunale di Ragusa rilevando, evidentemente, responsabilità penalmente perseguibili.

Sotto accusa, come accennato, i ritardi e la mancata ottemperanza dell’obbligo di adottare misure correttive per riportare i conti sotto controllo, la mancata trasmissione alla Corte dei conti, come previsto dalla legge e sollecitata a più riprese dai magistrati contabili, della relazione sui documenti contabili richiesti per cui, si legge nella relazione, «la Corte non ha potuto espletare il controllo previsto» anche perchè non state trasmesse «le misure correttive che l’ente avrebbe dovuto adottare».

La Corte ha infatti notificato a Palazzo S. Domenico ben tre solleciti ai quali solo dopo la convocazione dell´udienza di deferimento il sindaco ha risposto. L’audizione del sindaco, tuttavia, stando alla relazione non ha lasciato persuaso i magistrati, che ritengono non valida la motivazione del ritardo nell’insediamento del collegio dei revisori dei conti, mentre la relazione del segretario generale non chiarirebbe i fatti contestati. I giudici pertanto, oltre a lamentare di non essere stati messi in grado di espletare il loro delicato compito di verifica, rilevano la gravità del comportamento dei revisori e le presunte inadempienze dell’ente.

Viene inoltre rilevato come l’amministrazione non abbia ancora posto in essere interventi per arginare le gravi criticità dei conti e «Non ha affrontato le numerose problematiche - si legge nel documento - ed invece sposta ulteriormente in avanti la predisposizione di misure atte a fronteggiare problematiche strutturali per le quali fu avviato la procedura del dissesto guidato».

Pesantissima la conclusione della relazione dove testualmente si legge: «Non può ritenersi tollerabile l’inerzia ed il silenzio serbato dall’ente che ha l’effetto di impedire ed allontanare nel tempo i controlli e l’adozione dei provvedimenti risolutivi della crisi finanziaria strutturale persistente da tempo». Ora spetta a sindaco e giunta dunque rispondere con i fatti alla Corte dei conti nel minor tempo possibile, dal momento che il tempo stringe sempre di più.