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Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 23:19 - Lettori online 167
MODICA - 28/04/2017
Politica - Una situazione destinata a protrarsi fino alle amministrative

Tensione tra Abbate e le opposizioni

Tanti i punti caldi da definire Foto Corrierediragusa.it

E’ sempre alta tensione in consiglio comunale. Maggioranza e opposizione sono ai ferri corti, il sindaco è sensibile alle critiche e si lascia andare ad aggettivazioni poco consone al contesto, al punto da innescare l’abbandono dei consiglieri e il rinvio della seduta. Le opposizioni si rivoltano contro il primo cittadino Ignazio Abbate (foto) dopo che questi, in sede di dibattito in aula, ha utilizzato verso il capogruppo Pd Carmelo Cerruto un epiteto non degno del civico consesso. "Spade e pugnali" sfoderati insomma e c’è da scommettere che sarà così fino alla fine del mandato di Ignazio Abbate la prossima primavera. E’ chiaro infatti che il sindaco non si dimette per partecipare alle elezioni regionali (dovrebbe farlo entro lunedì, ma con quale schieramento?) e prepara invece il terreno per ricandidarsi alla seconda sindacatura. E’ questa la certezza di Vito D’Antona, che ha bollato l’attività amministrativa di Abbate come "Un lento e studiato avvicinamento elettorale".

La relazione dei tre anni di sindacatura Abbate è stato lo spunto per una riflessione, ma anche per lanciare un allarme alla città. Vito D’Antona, da sempre critico con Abbate soprattutto sulla situazione finanziaria, ha allargato la prospettiva e ha puntato il dito sulle inadempienze e le promesse, nella sua visione mancate, di Abbate in questi tre anni. Apertura biblioteca, progetto di Modica come città comprensorio, piano del traffico, approssimazione nell’approccio al fenomeno turistico, sottovalutazione dello stato finanziario dell’ente che dovrà presentare entro la fine di maggio il nuovo piano di riequilibrio alla Corte dei conti: questi i temi caldi sul tappeto. Ignazio Abbate ha "incassato" con un certo distacco ma anche con malcelato nervosismo.

Dopo tre anni il sindaco si trova a gestire una situazione finanziaria difficile con una anticipazione di cassa non più espandibile, risorse statali e regionali ridotte al lumicino, capacità ridotta dell’ente di incamerare tributi. Se i risparmi realizzati per la contrazione del personale e di alcuni servizi onerosi hanno aiutato a ridurre le spese è anche vero che non basta perché servono interventi strutturali per mettere l’ente in grado di incamerare tributi dovuti e soprattutto intercettare finanziamenti esterni per avviare almeno opere irrinunciabili per fare della città un polo turistico di eccellenza.

Il centro storico soffre di traffico, inquinamento ambientale e acustico, e il progetto di un’isola pedonale attrezzata non è più rinviabile. Così come i nodi del collegamento tra i quartieri per limitare l’uso delle macchine in centro. Se manutenzioni, riparazioni, miglioramento dei servizi in scuole e verde pubblico sono necessari e benvenuti è pur vero che è mancata una progettualità di fondo, l’idea di una città in movimento capace di sfruttare le sue grandi potenzialità o comunque di assistere al meglio i veri protagonisti del cambiamento, siano essi imprenditori, aziende, giovani al di là di schieramenti politici, di ripicche, e del manifesto e incondizionato consenso per il sindaco. Ci si auspica dunque che Abbate ascolti il cuore della città, ne colga il fermento vero e lo assecondi il più possibile, magari con alleati degni di tal nome.