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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Lettori online 635
MODICA - 05/04/2017
Politica - L’assessore al bilancio ha tirato fuori un asso dalla manica

Un decreto potrebbe salvare Modica dal dissesto

Ma il sindaco procede ugualmente con il ricorso avverso il rigetto della Corte dei conti del precedente strumento Foto Corrierediragusa.it

Niente guerra in consiglio e lavori senza intoppi. Ben quattro ore per discutere della relazione della Corte dei conti sul Piano di riequilibrio presentato in ritardo e quindi non «esaminabile» nel merito dai giudici contabili che lo hanno rigettato. La «ricusazione» del presidente del consiglio Roberto Garaffa non c’è stata da parte della maggioranza e il presidente ha potuto svolgere senza problemi il suo compito, anche se il consigliere di maggioranza Giovanni Rizzarello, che si era fatto promotore di una proposta di sfiducia, lo ha richiamato alla imparzialità e all’equilibrio. La novità è stata costituita nel merito dalla comunicazione dell’assessore al Bilancio Enzo Giannone: un nuovo decreto, infatti, consentirebbe ai comuni che hanno presentato in ritardo il piano di riequilibrio finanziario uno slittamento al 31 maggio per correre ai ripari entro tale data, che rappresenta però un punto di non ritorno senza ulteriori rinvii. Un provvedimento che fa tirare un sospiro di sollievo a tutta l‘aula e permette di affrontare con più serenità il futuro. L’amministrazione pertanto si appresta a limare ed aggiornare il Piano già presentato a dicembre, seppur in ritardo, e si è impegnata a farlo nel più breve tempo possibile.

Il sindaco, tuttavia, non intende recedere dalla sua intenzione di presentare ricorso avverso il provvedimento della Corte dei Conti che non ha ammesso a verifica il Piano presentato. Una questione di principio, più che sostanziale, che conferma tuttavia il doppio canale che l’amministrazione vuole seguire. Non si sa bene chi dovrà pagare i 25 mila euro della parcella dell’avvocato cui sarà affidato l’incarico del ricorso, anche se Vito D’Antona, nel suo intervento, ha ricordato che in caso si dovesse perdere il ricorso dovranno essere i componenti della giunta a pagare, in quanto l’atto è stato adottato dagli amministratori. L’assessore Enzo Giannone è ancora una volta entrato nel merito del Piano di riequilibrio che consentirà di pagare nell’arco di un trentennio il debito di circa 80 milioni negli anni accumulato a palazzo S. Domenico.

Giannone ancora una volta ha fatto la cronistoria del come e perché il debito di è accumulato e ha assicurato che l’inversione di tendenza dei conti è consolidata e lascia sperare per il meglio «Anche perché - ha riferito l’assessore - sono stati trovati 25 milioni di residui attivi che consentiranno di alleggerire il peso del debito nei 30 anni. «I conti – ha detto Giannone —stanno migliorando. C’è un risparmio delle spese per il personale, un incremento delle entrate correnti sui tributi, Ici e Imu». Non è molto convinto di ciò Vito D’Antona, da sempre critico sulla questione finanziaria, che ha consigliato al sindaco di dedicare almeno un’ora della sua giornata allo stato finanziario dell’ente. Ignazio Abbate, nella sua replica conclusiva dei lavori, è partito da lontano, precisando che il disavanzo non è frutto solo della precedente amministrazione, dicendosi fiducioso per il futuro. Ora, però, bisognerà rispettare il termine del 31 maggio perché sia approvato il nuovo Piano di riequilibrio finanziario dell’ente. Altrimenti saranno guai grossi.

CERCASI AVVOCATO ESTERNO "DISPERATAMENTE"
Il comune di Modica tenta il tutto per tutto nel tentativo di sanare la situazione economico finanziaria piuttosto critica e quindi con delibera di giunta numero 87 del 31 marzo scorso approva una spesa di 25 mila euro per affidare ad un legale il ricorso alla Corte dei Conti in riferimento alla delibera che ha stabilito non valutabile il Piano di riequilibrio del Comune di Modica, in quanto non valido perchè approvato solo dalla giunta, senza passare dall´indispensabile vaglio del consiglio comunale. La mancata valutazione del piano, oltre ad essere stato al centro di un duro scontro politico, anche se a distanza, tra maggioranza e opposizione, mette anche seriamente a rischio la situazione finanziaria dell´ente, con la possibilità concreta del dissesto. La stessa situazione verificatasi nel novembre del 2012 per un disavanzo di 35 milioni di euro poi concordati con un pagamento trentennale con il piano di riequilibrio presentato e approvato dalla Corte dei Conti che aveva anche elargito un fondo per appianare i debiti pregressi.

Ritenuto non valido il piano presentato dall´attuale amministrazione, torna in vigore quello modificato nel 2015 ma già considerato non valido per un disavanzo non giustificato di 78 milioni di euro. A questo punto l´ente di Palazzo San Domenico avrebbe approvato la delibera citata autorizzando una spesa prevista di 25 mila euro per affidare e a un avvocato specializzato esterno all’ente il delicato ricorso di cui però al momento non si conoscono nè tempistiche, nè speranze di riuscita. Nella delibera si legge testualmente che ricorrono le condizioni dell´interesse pubblico. Una delibera con relativa motivazione che di certo farà ulteriormente discutere in consiglio comunale, anche perché palesa la gravità di una situazione che può solo peggiorare in assenza di rapidi correttivi.

Nella foto in alto il sindaco Abbate e l´assessore Giannone