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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 771
MODICA - 01/04/2017
Politica - Resta in sospeso l’importante punto del piano di riequilibrio

Tensione in consiglio comunale a Modica

Il braccio di ferro tra le parti in causa si annuncia essere durissimo Foto Corrierediragusa.it

Il presidente del consiglio comunale è troppo schierato e non assicura imparzialità. La maggioranza si dilegua dopo un lungo dibattito contestando l’interpretazione del ruolo da parte di Roberto Garaffa, a suo tempo eletto con i voti del partito che sostiene il sindaco e successivamente passato tra le fila dell’opposizione. In aula si doveva discutere il delicato tema del Piano di riequilibrio bocciato dalla Corte dei conti che tiene in ansia consiglieri e amministrazione perché il dissesto è veramente dietro l’angolo. Invece di entrare nel vivo della discussione ed affrontare il caso, la maggioranza che sostiene il sindaco Ignazio Abbate ha sollevato il caso Garaffa, che, qualche giorno prima, aveva partecipato ad una conferenza stampa dell’opposizione in cui erano state evidenziate tutte le presunte leggerezze e colpe dell’amministrazione rispetto alla situazione finanziaria dell’ente. "Roberto Garaffa non doveva partecipare a quella conferenza stampa rivestendo un ruolo super partes quale presidente del consiglio comunale" ha sostenuto il consigliere di maggioranza Giovani Rizzarello, sollevando una questione procedurale. Gli ha dato man forte il collega Piero Covato, annunciando innanzitutto una mozione di sfiducia nei confronti di Garaffa e poi chiedendo che a presiedere le prossime sedute sia il vicepresidente o un consigliere. Una valutazione rigettata dallo stesso Roberto Garaffa e che ha indotto i consiglieri di opposizione a prenderne le difese, sostenendo che il presidente può manifestare la sua posizione sia pubblicamente che privatamente.

"L’importante - secondo i consiglieri di minoranza - è che il presidente del consiglio comunale garantisca il funzionamento della civica assise nel suo complesso". Sulla questione è bagarre completa in consiglio con richiesta di sospensione, momenti di tensione, interventi vari e poi lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale. Il punto è che il provvedimento della Corte dei conti, che doveva essere affrontato senza perdere tempo, in condizioni di serenità e di confronto, resta in sospeso e con un clima che non promette nulla di buono.

Sindaco e consiglieri di maggioranza da parte loro hanno spiegato in un documento la loro posizione scrivendo tra l’altro: «Garaffa è stato doppiamente scorretto e ha mostrato a tutti palesemente la sua appartenenza politica. In conferenza dei capigruppo la maggioranza non solo aveva discusso di piano di riequilibrio, ma aveva ritenuto opportuno convocare un consiglio per parlarne con tutti i consiglieri. Ci siamo sentiti presi in giro da parte del Presidente del Consiglio - prosegue la nota - per il suo atteggiamento ed abbiamo chiesto che a presiedere il consiglio sarebbe dovuto essere qualsiasi altro consigliere. Da qui la decisione di abbandonare l’aula nella speranza che alla prossima seduta - conclude la nota congiunta - Roberto Garaffa rinunci a presiedere la seduta". Ma fin da ora è chiaro che sarà un braccio di ferro durissimo.

LA SEDUTA DI SABATO SERA POI RINVIATA A MARTEDI
Seduta rinviata a martedì. Non succede nulla in aula perché prima si presentano 21 consiglieri, poi si aggiornano e diventano 17 e quindi decidono di aggiornarsi a martedì. Non si è visto il presidente del consiglio Roberto Garaffa che è entrato nel mirino della maggioranza e della stessa amministrazione per avere assunto posizioni poco confacenti al suo ruolo «super partes». Garaffa aveva comunque annunciato la sua assenza per motivi familiari e il fatto non è diventato dunque oggetto di discussione politica. Il presidente ha comunque fatto sapere che non intende rinunciare a presiedere la seduta del consiglio nel corso della quale dovrà essere affrontata la discussione sul recente provvedimento della Corte dei conti riguardante il Piano di riequilibrio. E’ prevedibile dunque un braccio di ferro tra amministrazione e presidente del consiglio con tutte le conseguenze del caso.

Nella foto in alto il sindaco Ignazio Abbate ed il presidente del consiglio Roberto Garaffa