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Domenica 22 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 12:44 - Lettori online 521
MODICA - 14/03/2017
Politica - Due argomenti complessi che interessano decine di dipendenti

Il futuro dei lavoratori della Spm e del nido comunale

Il consiglio comunale è stato dunque rinviato al 27 marzo Foto Corrierediragusa.it

Seduta del consiglio comunale a Modica per discutere dei lavoratori della Spm e del nido comunale. Due argomenti complessi che interessano il destino lavorativo di decine di dipendenti comunali. Sulla Spm si terrà nelle prossime ore un incontro tra la giunta ed i sindacati per proporre una rimodulazione degli orari, solo per il personale a tempo pieno con conseguente riorganizzazione del servizio. Si sta trattando quindi sulla riduzione degli orari di lavoro del 30 e del 20 per cento secondo il servizio da svolgere. Tutto questo per evitare i licenziamenti. Questa proposta è stata consegnata alle organizzazioni sindacali dalle quali si attende una risposta. I consiglieri di opposizione hanno anche chiesto lumi in merito al pagamento degli stipendi ai lavoratori della Spm. L´assessore al ramo ha quindi spiegato che il primo mandato è in banca da ieri e quindi a giorni i lavoratori saranno pagati. Sarebbe ancora in discussione il fondo integrazione salariale su cui deve decidere l’ufficio provinciale del lavoro. Con l’applicazione del fondo il dipendente prenderebbe il 70 per cento dalla Spm e il resto lo metterebbe l’Inps. Questa misura, inoltre, consentirebbe di mettere in prepensionamento almeno otto unità con un premio in uscita. La spesa del personale per la Spm ad oggi si attesta a 2 milioni e seicento mila euro su base annua. Sulla vicenda è interventuto anche il consigliere Vito D´Antona per stigmatizzare la tendenza della amministrazione modicana ad esternalizzare tutti i servizi, così´ come sta accadendo per il nido comunale, definito fiore all´occhiello degli anni ´70. Secondo quanto riferito nel corso della civica assise il servizio sarebbe stato già privatizzato con il sostegno dei fondi Pac.

A preoccupare è il destino della struttura quando i fondi saranno esauriti. La giunta ha parlato di una scelta «sofferta» per l’asilo nido data la necessità di un servizio a domanda individuale e quindi con costi a carico dell’utenza e di assicurare la gratuità del servizio alle persone meno abbienti. Tutto questo avrebbe imposto una riduzione del personale ma anche la necessità di garantire il servizio, compreso il tempo prolungato e il sabato. Da qui l´ulteriore necessità di esternalizzare il servizio con una retta abbattuta. Il consiglio comunale è stato dunque rinviato al 27 marzo.