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MODICA - 05/10/2008
Politica - Modica - Non si placa l’infuocato dibattito sul debito comunale

Drago: "L´emendamento di Riccardo Minardo è una bufala"

"Nessuna speranza nella Finanziaria regionale per l’ottenimento
di 10milioni di euro al fine di risollevare le casse del comune"
Foto Corrierediragusa.it

«L’emendamento ? E’ una bufala. Riccardo Minardo non ha saputo fornire dati certi e riscontri precisi». Peppe Drago (nella foto) non concede spazio ad interpretazioni di sorta e la battaglia politica si riaccende sul debito di palazzo S. Domenico.

Riccardo Minardo ha infatti sostenuto di aver fatto inserire un emendamento nella finanziaria regionale grazie al quale ci sarebbe la possibilità di accendere un mutuo a lunga scadenza di dieci milioni di euro a tasso zero. Uno strumento , ha detto Riccardo Minardo, che consentirebbe di uscire da una situazione da tutti definita drammatica.

« E’ un emendamento fantasma, insiste Drago, non c’è traccia di questo o altro nella finanziaria di Lombardo e ricordo anche che la Regione ha un debito di due miliardi di euro. L’unica via di uscita è il Cipe». Non si esaurisce in aula il confronto voluto dall’amministrazione con i parlamentari della provincia ed Antonello Buscema vuole riportare tutti alla ragionevolezza. « Sono pronto ad andare a Roma insieme a Nino Minardo. Non ci sono problemi, quello che mi preme è uscire da questa situazione».

Drago tuttavia ha posto insieme a Nino Minardo due condizioni. « Niente balletti sulle cifre. Vogliamo sapere a quanto ammonta realmente questo debito. Oltre a questa verità serve poi un piano di risanamento serio, credibile. Cominciamo dal Cipe e poi ognuno farà la sua parte». Nino Minardo da parte sua ha scelto di andare per la sua strada insieme al Pdl anche se Innocento Leontini sembra aver preso le distanze dai suoi compagni di partito facendosi trovare presente in aula.

« Sono stato invitato – si limita a dire il parlamentare Pdl, non volendo entrare in polemica o contrapposizione con Nino Minardo – e mi sembrava giusto partecipare». Mentre parlamentari e amministratori si passano la palla, annunciano piani e convocano riunioni sullo sfondo resta una situazione difficile con stipendi da pagare, ben tre ai comunali più gli aumenti contrattuali, altrettanti ai dipendenti delle partecipate, con creditori alla porta del sindaco pronti a sospendere servizi essenziali come trasporti, mense, pulizie. Da Palermo e da Roma non sono annunciati trasferimenti di sorta ed i tempi per il pagamento del personale si allungano.