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Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 15:50 - Lettori online 556
MODICA - 30/12/2016
Politica - Per l’ente debito accertato di 77 milioni

Al vaglio della Corte dei conti il piano di riequilibrio

Tre consiglieri dell’opposizione si sono astenuti Foto Corrierediragusa.it

Il piano di riequilibrio finanziario passa con i 15 voti della maggioranza e vede l’astensione di tre consiglieri dell’opposizione. Palazzo S. Domenico vuole così evitare il dissesto dell’ente ma dovrà attendere il responso della Corte dei conti di Palermo alla cui attenzione l’atto dovrà essere sottoposto. La Corte dei conti aveva a suo tempo rinviato il piano di riequilibrio precedente evidenziando molti punti critici e sollecitando l’adozione di misure consequenziali perché l’atto potesse essere approvato. Tutto da verificare se le modifiche e la nuova impostazione del Piano di riequilibrio avranno il via libera da parte dei giudici contabili. L’ente ha un debito accertato di 77 milioni, che dovrà essere ripianato nell’arco di 30 anni con un pagamento annuale di due milioni 183 mila euro. La somma dovrà essere accantonata e versata per mantenere quanto previsto nel Piano di riequilibrio. Non è stato facile per l’assessore al bilancio Enzo Giannone (nella foto con il sindaco Ignazio Abbate), arrivare a definire la massa debitoria, frutto, tra l’altro, di molti debiti fuori bilancio che sono stati accertati una volta per tutte ma soprattutto tagliare e fare previsioni di incassi sui quali lo stesso collegio dei revisori dei conti, che ha dato parere favorevole, chiede massima attenzione.

Non a caso da parte dei consiglieri di opposizione molti dubbi sono stati sollevati sula capacità effettiva di riscossione dei tributi che resta uno dei punti deboli di tutta la macchina burocratica dell’ente e che rischia di minare alla base tutta l’architettura del piano. L’ente ha stimato entrate per quasi due milioni di euro e di quasi 300 mila euro solo per la pubblicità. Con gli altri tributi si prevede di far entrare nelle casse comunali 11 milioni 200 mila euro stanando gli evasori totali per raggiungere l’obiettivo prefissato.

I revisori hanno pertanto raccomandato all’amministrazione una revisione almeno trimestrale dell’andamento dei dati del piano, il monitoraggio dei flussi di cassa, e misure per abbattere il debito delle società partecipate. Inoltre, dicono i revisori, bisogna monitorare costantemente lo stato del contenzioso. Appare inoltre molto alto il ricorso a quasi 21 milioni di anticipazione di cassa che risulta essere il 60 per cento delle entrate correnti. Altri risparmi verranno dai prepensionamenti che valgono ben 7 milioni con altri risparmi dalla riduzione dello straordinario e delle posizioni organizzative dei dirigenti. In tutto quasi nove milioni di euro che si aggiungono a quasi 12 milioni di riduzione della spesa.