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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 717
MODICA - 30/08/2008
Politica - Modica - Dopo una seduta fiume di 7 ore

Il consiglio approva il bilancio di previsione 2008

Il centro destra si è astenuto. Il debito dell’ente ammonterebbe
a 50 - 70 milioni di euro, come sostenuto anche dalla Cgil
Foto Corrierediragusa.it

Dopo una discussione fiume di circa sette ore, cominciata di buon mattino e terminata nel primo pomeriggio, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità, con l’astensione del centro destra, il bilancio di previsione 2008. Un atto per certi versi dovuto, visto che era l’ultimo giorno utile per approvare il documento finanziario senza che scattassero ulteriori aggravi fiscali a carico della collettività.

Ammonterebbero tra i 50 e i 70 milioni di euro, più i mutui, i debiti che stanno spingendo palazzo San Domenico sull’orlo del dissesto finanziario. Il dato, evidenziato in aula, era stato sostenuto dal segretario aziendale della Cgil Salvatore Terranova (nella foto). Anche il Pd appoggia Terranova, che aborrisce senza mezzi termini l’ipotesi della dichiarazione del dissesto finanziario, caldeggiata invece dal suo omologo della Cisl Liddo Di Martino.

«Sarebbe la fine per tutti» dichiara in maniera drastica il sindacalista della Cgil che, in tre punti, riassume i contro (e nessun pro) all’ipotesi dissesto, come evidenziato anche nel corso della seduta fiume del consiglio comunale culminata nell´approvazione del bilancio di previsione 2008. Punto primo: verrebbero intaccati in maniera pesante tutti i livelli occupazionali. Punto secondo: scatterebbe una cassa integrazione senza precedenti e, soprattutto, senza certezze economiche per nessuno. Punto terzo: le tasse aumenterebbero a dismisura in quanto le aliquote sarebbero innalzate al massimo consentito dal commissario straordinario regionale, sconfessando l’amministrazione che aveva invece promesso, in campagna elettorale, di non vessare all’inverosimile i cittadini.

«Dichiarare il dissesto finanziario ? afferma Terranova ? equivarrebbe ad issare bandiera bianca da parte della neo amministrazione Buscema, a neanche due mesi dall’insediamento, tradendo la fiducia degli elettori ai quali era stato assicurato che mai si sarebbe giunti a questa drastica soluzione. La verità ? aggiunge il segretario aziendale dalla Cgil ? è che la giunta deve cominciare a darsi da fare per ridurre le spese, senza compiere passi falsi fatali che costituirebbero altresì una ciambella di salvataggio per l’opposizione che, in uno scenario da dissesto finanziario, troverebbe terreno fin troppo fertile per una rinnovata coesione».

Quali allora le ricette suggerite da Terranova? «In primis si deve mettere mano alla «Multiservizi». Un’attenta rimodulazione dei contratti d’affidamento dei vari servizi ad opera della nuova giunta alla società pubblica porterebbe ad un risparmio annuo di circa 800mila euro. I contratti in essere sono difatti troppo onerosi a fronte di servizi non all’altezza delle aspettative. Nonostante una resa non eccellente, la «Multiservizi» costa all’amministrazione ben 330mila euro al mese. La rimodulazione dei contratti farebbe scendere la spesa a 220mila euro. Un plus verso il risparmio ? prosegue Terranova ? sarebbe dato anche dall’accorpamento della «Multiservizi» con la «Rete servizi», visto che al momento vengono pagati ben due consigli d’amministrazione e senza contare che la manutenzione ordinaria del depuratore costa ben 700mila euro annui.

Bisogna poi ridurre il costo dei servizi sociali, al momento ammontante a due milioni e 800mila euro all’anno. Questo è possibile ? precisa Terranova ? selezionando e ottimizzando i servizi resi alle fasce deboli». Infine un cenno all’università. Anche se i corsi di scienze del governo e dell’amministrazione ed economia aziendale sono stati ormai trasferiti nelle sede centrale dell’ateneo a Catania per l’anno accademico 2008/09, nel caso si individuasse un soluzione in extremis Terranova sostiene che basterebbero appena 100mila euro annui per il mantenimento dei due corsi, rispetto ai due milioni finora spesi ogni anno. Questo perché, secondo il sindacalista, il pagamento degli stipendi ai docenti, che incide in misura drastica sulle casse comunali, non spetterebbe al comune, ma all’università.

Nel bilancio preventivo 2008 all’esame del consiglio comunale, l’amministrazione ha previsto un capitolato di spesa per l’università pari a 600mila euro. «Bisogna poi potenziare l’ufficio tributi ? aggiunge Terranova ? partendo con il recupero delle somme dovute dai cittadini che non pagano i passi carrai nei rispettivi garage. L’amministrazione incamererebbe da questi evasori circa 400mila euro, unitamente alle somme derivanti dal pagamento dei box da parte degli operatori del mercato ortofrutticolo. Tutti devono altresì versare la tassa sui rifiuti solidi urbani ? conclude il sindacalista ? perché qualche residente in periferia fa il furbo, spostando i cassonetti alla distanza minima prevista dalle rispettive abitazioni per non pagare la tassa, pur fruendo nei fatti del servizio».