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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 965
MODICA - 08/03/2016
Politica - Il parlamentare smentisce le voci di un unico percorso politico

Nino Minardo scarica il sindaco di Modica

Anche se in politica tutto può succedere, dovrebbe prevalere la coerenza Foto Corrierediragusa.it

Vox populi, vox dei: una regola che spesso la fa da padrona in politica e che nel caso in oggetto da qualche tempo dipingeva con sempre maggiore insistenza come «alleati» il parlamentare modicano Nino Minardo e il sindaco di Modica Ignazio Abbate in un ipotetico accordo politico, ora però smentito dallo stesso Minardo. Nessun «patto di ferro» quindi tra i due, il parlamentare spiega perché. «Spesso, come in questo caso – dice Minardo – si confonde l’amore per la propria città e la sana e corretta collaborazione tra istituzioni con altre situazioni che non c’entrano nulla. L’aver svolto la mia parte da Roma per risolvere certi problemi, per quanto mi è stato possibile, non significa essere per forza alleati con il sindaco e la sua amministrazione. Fare ciò che posso per il bene della mia città dall’alto del mio mandato di parlamentare è il minimo, un puro atto di buonsenso e di lealtà nei confronti di quanti hanno fiducia in me e nella politica, o meglio, nella buona politica».

Lei si è attivato per fare in modo che la città si salvasse dal baratro del dissesto economico finanziario, anche se lo spettro del pre dissesto è concreto e il comune resta sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti.

«Premesso che si tratta di valutazioni prettamente tecniche operate dalla Corte dei Conti, ho fatto quel che potevo e dovevo fare, ovviamente perché c´erano i requisiti per farlo e non nell’ottica di una alleanza con il sindaco o di eventuali poltrone assessoriali a cui non siamo interessati, quanto piuttosto per il bene di una intera città che ha già troppi problemi. Cosa avrei dovuto fare? Starmene con le mani in mano? Non credo proprio. Certo, è ora compito della giunta comunale fare in modo di non sprecare ciò che di buono è stato fatto».

Per quali motivi questa fantomatica «alleanza» con Abbate non è destinata a concretizzarsi?

«Non posso escludere, a prescindere, che in futuro non ci si trovi a condividere determinati percorsi e ci tengo a precisare che i rapporti personali sono ottimi. Sul piano politico però, allo stato attuale, le nostre strade sono distinte, abbiamo modi di agire diversi e sopratutto proveniamo da percorsi diversi fino alle ultime amministrative o europee. Possiamo avere gli stessi obiettivi, ma le strade scelte da me e da lui per perseguirli non combaciano».

In sostanza quindi con Abbate siete ora avversari politici, ma quanto di concreto potrebbe esserci in una ipotetica e futura alleanza?

«Ad oggi non posso escludere niente ma, se resteremo anche in futuro avversari, lo saremo nell´accezione più positiva del termine, come peraltro lo siamo adesso, visto che, ciascuno con i propri metodi e con le rispettive forze, persegue e perseguirà un obiettivo comune: il bene della città».

E lei che prospettive vede per questa città?

«Realisticamente parlando c’è davvero parecchio da lavorare. E non sarà per niente facile, visti i tempi che viviamo».

Quale «miracolo» ha per il momento salvato Modica dal dissesto?

«Non parlerei di miracolo ma piuttosto di un’azione scaturita dall’impegno che ho profuso a Roma per fornire chiarimenti necessari e far prendere tempo all’amministrazione comunale, al fine di far quadrare i conti».

Lei avrà già ben chiaro come muoversi in vista delle prossime scadenze elettorali, seppure non immediate.

«Infatti, c’è tempo. Ma le garantisco che non c´è nessun programma predefinito».

E’ quindi presto per anticipare strategie e nomi?

«Al momento opportuno tutto sarà chiaro. Prima devo essere sicuro di ciò che dico. Negli ultimi tempi il clima in cui abbiamo operato ha suggerito a tutti noi un profilo basso perché la politica a volte è strana e tira brutti scherzi. Ora è arrivato il momento di rialzarsi, di guardare avanti, anche se in effetti non mi sono mai fermato, lavorando dietro le quinte».

Lo sa che sarà molto difficile guadagnarsi, o riguadagnarsi, la fiducia degli elettori?

«E’ parte integrante della sfida e avendo la coscienza a posto non ho difficoltà a metterci la faccia per vincerla. So che queste parole possono risultare di circostanza, ma non è così».

E se nel frattempo Modica finisce in dissesto?

«Speriamo di no. Bisogna pensare positivo e mi auguro che questa amministrazione non vanifichi il lavoro già fatto. In caso contrario vedremo, ma ritengo che non sia mai bene fasciarsi la testa prima di essersela rotta».

Un discorso simile lo applicherà anche agli altri comuni iblei?

«In qualità di parlamentare sono onorato di poter rappresentare gli interessi di tutto il territorio ibleo a Roma, poi è ovvio che Modica è la mia città, ci sono nato, ci vivo e la porto nel cuore».

E se in politica è vero che tutto può succedere, è altrettanto lapalissiano che la coerenza spicca su tutto. O almeno dovrebbe. Sarà dunque il tempo a delineare meglio gli scenari futuri sulla falsariga di quanto fin qui prospettato.

Nella foto in alto il parlamentare Nino Minardo con Abbate nel riquadro